09/09/2021 12:22:55

Maia Rigenera ha ripreso la produzione

Ieri è stato un giorno importante per Maia Rigenera, l’azienda di compostaggio che ha ripreso le attività dopo un lungo stop. E la data dell’8 settembre non è casuale, perché è il termine di scadenza della chiusura estiva imposta dalla serie di prescrizioni che, tra le altre, prevedeva proprio il divieto di incamerare la matrice fresca da Forsu dal 30 giugno in poi, finalizzato a scongiurare eventuali problemi di natura olfattiva per le popolazioni circostanti di Lucera, Foggia e Troia.
Questa interruzione si protrae già da cinque anni, ma a questo si è aggiunto il lungo periodo di inattività dovuto a un lungo e complesso processo di ristrutturazione e adeguamento tecnologico degli impianti di Ripatetta, con corposi investimenti con cui sarebbero state rispettate tutte le diffide e le prescrizioni ricevute dalle autorità competenti almeno dal 2019.  
Quello di oggi è l’inizio di un periodo di 100 giorni concesso dalla Provincia di Foggia per verificare le caratteristiche dell’intero ciclo produttivo, tant’è vero è annunciata la presenza sul posto dei tecnici Arpa incaricati di sorvegliare tutte le fasi della lavorazione e di applicare un rigido protocollo operativo sottoscritto tra le parti. L’obiettivo dichiarato dall’ente è valutare la qualità del composto prodotto, mediante le analisi finali di un laboratorio indipendente, e registrare l’impatto sull’ambiente circostante (acqua, aria, suolo) per poi eventualmente rilasciare nuovamente l’autorizzazione continuativa a trattare i rifiuti umidi provenienti soprattutto dai comuni che effettuano la raccolta differenziata. Nelle quattro biocelle allestite ci finiranno anche fanghi, cippato di legno e sfalci di verde pubblico, tutti in percentuali minori.
Per la proprietà (oggi divisa tra Fortore Energia e un amministratore giudiziario nominato per le quote di appartenenza alla famiglia Montagano dopo l’inchiesta "Bios" risalente a marzo 2020) si tratta di un momento decisivo per il futuro dell’azienda, dei lavoratori e pure del sistema di gestione dei rifiuti dell’intera Puglia che ha il record negativo (fa peggio solo la Sicilia) di conferimenti in discarica, perché l’esito della “prova”, presumibilmente atteso poco prima di Natale, rappresenta la linea di demarcazione tra il passato e il futuro di una stagione industriale e imprenditoriale decisamente travagliata.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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