08/09/2021 22:04:23

Ipotesi Corte di Appello a Lucera

A pochi giorni dall’ottavo anniversario della soppressione del tribunale di Lucera, quel palazzo torna a essere al centro delle contestazioni della riforma della geografia giudiziaria, ma nello stesso tempo addirittura il fulcro di una proposta per un nuovo e prestigioso ruolo: ospitare una sede distaccata della Corte di Appello di Bari e della Corte di Assise di Appello.
L’indicazione è contenuta in una proposta di legge presentata oggi pomeriggio alla Camera dall’onorevole Nunzio Angiola (Azione) che già negli ultimi mesi si era espresso chiaramente per una revisione della distribuzione dei presidi di giustizia in Capitanata. Per l’occasione ha incassato il sostegno, con la presenza diretta, dei sindaci di Lucera Giuseppe Pitta e di San Severo Francesco Miglio, oltre che di Giuseppe Agnusdei, presidente del Comitato nazionale dei 30 tribunali soppressi e da sempre impegnato nella battaglia finalizzata alla riaperture degli uffici chiusi ufficialmente il 13 settembre 2013.

Nelle sue argomentazioni, Angiola ha evidenziato che dopo il completo accorpamento a Foggia, per i processi monocratici del circondario siano progressivamente aumentate le pendenze, fino a sfiorare l’80%, con l’intero carico dei dibattimenti concentrato su una sola sede, rispetto alle otto precedenti. 
“Se pure si decidesse di raddoppiare gli organici in servizio – è scritto nella illustrazione della legge - non si potrebbe aumentare il numero delle udienze penali monocratiche per mancanza di aule di udienza. E così tendenza all’incremento favorirà sempre più le definizioni dei processi per prescrizione del reato. E ciò nonostante lo straordinario impegno quotidiano profuso dai magistrati e dal personale amministrativo”. 
Non mancano le rilevazioni anche per le attività del secondo grado di giustizia riguardanti la provincia di Foggia che a Bari “occupano” circa la metà dei procedimenti. Angiola ha fatto notare le difficoltà dei collegamenti con il capoluogo, e quelle logistiche del palazzo di giustizia di Viale I Maggio, privo di spazi sufficienti.
“Se si considera che la Riforma Cartabia ha previsto l’obbligo di chiudere i processi penali dopo due anni di Appello e dopo un anno in Cassazione – ha aggiunto - è ancora più necessario organizzare la giustizia affinché sia più celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, garantendo nel contempo che nessun processo vada in fumo. La fase di appello in Italia dura mediamente 850 giorni contro uno standard europeo di 105 giorni. In Puglia le cose vanno peggio perché la fase di appello dura in media 1064 giorni e con la Riforma Cartabia numerosi processi potrebbero non concludersi in tempo. A Lucera, quindi, si potrebbero localizzare i rinforzi in termini di risorse umane e strumentali in corso di assegnazione, per evitare che la Riforma produca effetti drammatici sulla conclusione dei processi penali. Con questo decentramento verrebbero garantiti e tutelati i diritti di difesa di circa 700.000 cittadini”.

Pitta e Miglio si erano già trovati concordi nei giorni scorsi con dichiarazioni comuni, finalizzate proprio a creare una condivisione di intenti e obiettivi.
“La riapertura del Tribunale di Lucera con l'istituzione della sede distaccata di Corte d'Appello non è un'utopia – ha detto Pitta - ma una conquista possibile e doverosa nei confronti del nostro territorio alle prese con una criminalità sempre più aggressiva ed organizzata. La nuova riforma della geografia giudiziaria è un treno da non perdere per rilanciare l'azione unitaria del territorio. Credo sia giunto il momento di accogliere questa richiesta e iniziare nuovamente a credere nel futuro della nostra bellissima terra. Spero che i parlamentari di Capitanata e chiunque abbia il potere di sostenere questa battaglia di civiltà, lo faccia con la celerità e la forza che la delicatezza del momento impone”.
Miglio, dal canto suo, ha ricordato che nel 2017 la Provincia di Foggia proprio con la sua presidenza aveva deliberato (e Pitta era un consigliere) un provvedimento che andasse proprio in quella direzione, così arricchire la Capitanata di presidi fondamentali per un’adeguata amministrazione della giustizia. “Da questa eventuale istituzione ne deriverebbero anche quelle della Direzione distrettuale antimafia – ha spiegato – e del tribunale per i minorenni. Quell’immobile si presta benissimo alla nostra proposta. Le nostre sono giuste rivendicazioni, perché la nostra terra vive un momento molto particolare con una criminalità sempre più organizzata”. 

Al coro di voci e di adesioni si è unita anche la deputata Rosa Menga, eletta con il Movimento 5 Stelle. "Vi è una compattezza a livello territoriale nel presentare questa istanza – ha dichiarato – e siamo uniti tutti sotto la stessa bandiera che è quella della rivendicazione legittima. Non stiamo chiedendo regali, non stiamo chiedendo trattamenti di favore per la provincia di Foggia, ma stiamo cercando di ricucire quel patto di solidarietà con la nostra popolazione, che si è, in qualche modo, sciolto, quando gli stessi palazzi, che sono l'immagine della giustizia e della presenza delle istituzioni, si sono allontanati dal territorio". 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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