11/09/2021 22:47:12

L’immersione nell’anima

Vangelo (Mc 8,27-35)
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“La gente chi dice che io sia?”
Voi cosa avreste pensato?                 
Che, onestamente, questa domanda sono secoli che non ce la facciamo più in maniera seria.
Il bello della Parola di Dio è che, se non sei proprio un caso disperato, ti coglie in prima persona.
Voglio semplicemente dire che la domanda “La gente chi dice che io sia” la sento rivolta per prima a me e poi (eventualmente) al mio prossimo.  
Già, che ne ho fatto di Gesù nella mia vita, in che posto della mia esistenza ho “sistemato” Dio?
Dovrei fare un immersione nella mia vita, prendere il coraggio a due mani ed immergermi nei “fatti miei quotidiani” e ricercare la presenza di Cristo in me.
Ritengo che, per scrutarmi dentro, devo avere dei punti di riferimento solidi.
Il primo è certamente la Parola di Dio.
Poi ci vuole tanta sincerità, smettere con l’atteggiamento di “autoassoluzione” e ricerca di attenuanti derivanti da situazioni esterne;
a questo punto penso che ci voglia anche tanto coraggio…   
Forse dobbiamo fare un po’ tutti questa sofferta e faticosa “immersione” nella nostra anima…
Fratelli carissimi, sotto molti punti di vista abbiamo ridotto la presenza di Cristo ad un qualcosa di astratto, una splendida ed edificante convinzione, non avvalorata poi da fatti concreti, che Cristo occupi un posto importante nella nostra vita. 
Dobbiamo necessariamente confrontarci, seriamente, con la Parola di Dio.

Come sto vivendo i versetti del Deuteronomio che dicono: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai…” (Deut 6, 4-7).
Mamma mia, che parola forte, senza spazi per dribblare, anche per i più volponi (come me).
Amo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze?
Qual è il mio rapporto con i soldi? Che posto occupano nella mia vita?
Veramente al primo posto della mia esistenza metto Dio e non il denaro?
Veramente parlo ai miei figli che Dio è l’unica fonte della vita e che la felicità non è accumulare beni per sé?
Veramente vivo Cristo anche nel matrimonio aprendomi alla vita?
Veramente vivo Cristo sul posto di lavoro sia se sono datore di lavoro non sfruttando il prossimo o sia se sono operaio o impiegato non rubando sull’orario di lavoro, non rubando fingendomi ammalato, non rubando prendendo le “bustarelle”?   
Veramente vivo Cristo nella politica o riempio con imbrogli vari il mio conto segreto in banca o schiavizzo e rubo la dignità alla povera gente che ha bisogno di lavorare?           
O forse ho ridotto il mio essere cristiano unicamente ad un culto rituale dimenticando il vero culto del cuore?
La mia vita, i miei figli, mia moglie, i miei cari, la mia salute, la mia casa, tutti i miei beni, appartengono a Dio?
Sì, a parole sono preparato e rispondo come Pietro “Tu sei il Cristo”… 
Ma poi, di fronte alla croce, alla sofferenza, rimprovero Dio per avermela donata, dico a Dio che è ingiusto nei miei confronti?

“Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.
Caro fratello, il Vangelo è chiaro e non lascia margini di interpretazione.
Ora è il tempo in cui sono chiamato a scegliere chi seguire.
Ora è il tempo di seguire le “Orme di Cristo” nella mia vita. 

“Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà”.
Perdere la propria vita per causa del Vangelo e di Cristo.
Che significa concretamente perdere la mia vita per Gesù?
Se non riesco a darmi una risposta concreta come posso illudermi di salvarmi?
Se non trovo dei fatti concreti dove perdo la vita per Gesù, chi sto seguendo?
Forse è meglio che questa domanda ce la facciamo oggi.
Sì, il nostro oggi è il tempo opportuno…

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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