26/09/2021 07:44:15

Reazione a catena

Vangelo (Mc 9,38-43.45.47-48)
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Il commento di Michele Cuttano, diacono 
Due sono le riflessioni portanti di questa settimana.
La prima  porta a soffermarci sul rapporto fra i cristiani e i non cristiani;
la seconda ha come argomento gli scandali.
Attuali, vero? Già ve lo preannuncio, Gesù di fronte al male non alza le spalle e dice “e che dobbiamo fare, la vita è questa…”. Andiamo per ordine.

“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”. 
La risposta di Cristo abbatte e infrange una mentalità che può appartenere anche ad altre religioni. C’è un legame che unisce Cristo a tutti gli uomini che si impegnano nel sostenere il debole, confortare il disperato, guarire il sofferente, ridonare speranza ai rifiutati, togliere il male dall’umanità.
C’è un legame eterno fra Cristo e tutti gli uomini di buona volontà, gli uomini che in pace si offrono per il bene del prossimo. E’ una tentazione, ripeto non solo dei cristiani, quella di “monopolizzare” Dio e il bene in un gruppo, un movimento, un credo.
Il Bene ha come unico autore Dio e Lui usa tanti strumenti, anche quelli che agli occhi dei benpensanti di turno possono sembrare inidonei o non appartenenti al proprio“clan”.
Che bello sapere che Dio usa, per donare il Suo Amore all’umanità, i fratelli Focolarini, i fratelli dall’Azione Cattolica, i fratelli Carismatici, i fratelli Neocatecumenali…, ogni cristiano;
Che bello sapere che Dio usa, per donare il Suo Amore all’umanità, i fratelli musulmani, i fratelli buddisti, i fratelli cristiani, i fratelli eschimesi…, tutti gli esseri umani.
E’ Dio che sceglie gli uomini, non il contrario. A riguardo, noi cristiani, siamo chiamati a dare l’esempio al mondo nel mettere da parte questa “grettezza spirituale” che, estremizzata, può portare al fanatismo del tipo: “Solo dal mio gruppo viene il bene, da tutti gli altri, infedeli, non può venire nulla di buono”.

Secondo aspetto del Vangelo odierno è lo scandalo.
Quanta confusione in giro fra la gente riguardo allo scandalo.
Sembrerebbe, dato che ognuno ha le sue idee molto personali, non esista più nessun tipo di scandalo. Bene, vediamo Gesù che ne pensa…

“Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare.”
La parola scandalo deriva dal greco skandalon e indica una pietra che fa inciampare colui che percorre la strada. Nel linguaggio neotestamentario i “piccoli” non sono necessariamente i bambini ma rappresentano i credenti dalla fede ancora insicura, che si può perdere.
L’inganno più grande del demonio è quello di toglierci il senso del peccato, vedi la sua catechesi alla signora Eva nel libro della Genesi (Gen 3, 4-6).
Gesù ci dice con estrema chiarezza che il mondo è pieno di scandali, non solo fuori dalla comunità ma anche al suo interno. Dobbiamo riconoscerlo che questa Parola è per noi.
Sì, noi in prima persona possiamo essere coloro che scandalizzano, che sviano e portano il fratello fuori dal progetto d’Amore del Padre. Si può usare la propria libertà e andare contro la verità.
Il cristiano è consapevole di questo, è consapevole che lo scandalo è un lievito che può rovinare tutta la pasta. Il nostro senso del peccato non deve essere limitato semplicemente al male che questo produce in noi. C’è un male generato dal nostro peccato, anche quando questo è molto “intimo, personale”, che investe come uno “tsunami” tutta la Chiesa e di conseguenza tutta l’umanità.
I miei adulteri, le mie ruberie, i miei omicidi, il mio avere “due pesi e due misure”, i miei giudizi, il mio fregarmene altamente di appartenere ad un corpo che è la Chiesa, producono scandalo!

“…sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola e lo buttassero in mare”.
Attenzione fratelli carissimi, c’è uno scandalizzare il mondo che si realizza non solo peccando ma anche non mostrando l’amore di Dio. Quanto fa male sentire l’indifferenza di colui che è cristiano di fronte alle sofferenze quotidiane del prossimo.
Quanto mi urta sentire che sbrighiamo il nostro “essere cristiani praticanti” dando la classica “pacca sulla spalla” e dicendo ”coraggio, pregherò per te” a chi è nella sofferenza, anche quando questa è atroce.           
Ma praticanti di che? Che ne pensate?
Tanti cristiani, non partecipando alla messa, dicono di essere “credenti ma non praticanti”, che brutto.
Però, credetemi, è ancora peggio essere “praticanti ma non credenti”.
Questo realizzare il nostro cristianesimo partecipando unicamente ai riti celebrativi dimenticando che la celebrazione più importante è quella che svolgiamo fuori dalle mura del Tempio, il nostro testimoniare l’Amore di Cristo nel mondo.   
Il Vangelo senza mezzi termini parla di strappare via da noi tutto quello che è di intralcio all’Amore di Dio e che è quindi di scandalo.
Le mani per “arraffare”, il piede per seguire le strade del male, l’occhio per desiderare il male.
Strappare via da noi significa rimanere con le mani solo per donare; 
rimanere con i piedi solo per seguire la via di Cristo;
avere gli occhi solo per contemplare Dio.
Dobbiamo tagliarci le mille mani che usiamo per arraffare;
tagliarci i mille piedi che ci portano al male;
cavarci i mille occhi che portano al desiderio perverso.
Riprendere possesso in Dio delle nostre mani, dei nostri piedi, dei nostri occhi.
Servire Dio non consiste nel mutilarsi ma nel prendere possesso dei propri sensi, significa divenire se stessi a somiglianza di Colui che ci ha generato.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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