03/10/2021 22:01:35

Gli ‘Innesti’ giovanili sui Monti dauni

Si chiama “Innesti” la nuova iniziativa promossa e ideata da una ventina di studenti e lavoratori di vari centri dei Monti dauni (Lucera, Troia, Bovino, Deliceto) che hanno dichiarato di voler dare un contributo allo sviluppo del loro territorio. 
La prima uscita pubblica è avvenuta proprio a Lucera, presentata come un “movimento, rete o network” da chi si è autodefinito “Una generazione che pensa alla prossima”.
Dentro un documento programmatico hanno inserito proposte e tracce di lavoro ampiamente variegate, con l’individuazione di sei grandi questioni con relativi obiettivi specifici, suddivisi tra: lavoro e produzione, turismo e cultura, cooperazione tra amministrazioni, politiche giovanili, istruzione, formazione e sviluppo. 
I promotori di Innesti, tutti di estrazione di sinistra, hanno rivelato di non essere collegati ad alcuna piattaforma nazionale. “Stiamo lavorando in autonomia perché il nostro contesto territoriale ha delle peculiarità che è difficile ritrovare altrove”.

“Abbiamo messo insieme il frutto di un lavoro partito dallo scorso inverno – ha spiegato Sara Nazzaro di Deliceto – raccogliendo le istanze e le necessità espresse da tanti giovani che abbiamo contattato. La cornice di Innesti racchiude la volontà di aggregare persone e progetti, così da far emergere le forze migliori, far connettere le energie, far ragionare sui bisogni. Dopo questo processo è doveroso cercare il contatto e la collaborazione con i Comuni, dove poi risiedono i problemi evidenziati. Quello principale secondo noi è lo spopolamento, fenomeno che appare inarrestabile, specie nelle fasce giovanili. È evidente che le cause siano da ricercare nell’assenza di prospettive di sviluppo, di servizi adeguati e di infrastrutture efficienti. Così l’emigrazione diventa quasi inevitabile, nonostante la presenza di tante eccellenze. Ma vogliamo contrastare la rassegnazione e dimostrare che non è vero che non si può cambiare. Il nostro manifesto è aperto a consensi e iniziative, naturalmente partendo dal coinvolgimento della classe politica”.
“Innesti è una rete che parte dal turismo – ha aggiunto Angelo Tosches di Lucera – dove ci sono le maggiori potenzialità inespresse. Il nostro obiettivo è quello di sollecitare gli enti a sviluppare piattaforme comuni. E anche l’Università rappresenta una risorsa fondamentale, chiamata magari a creare sedi decentrate o centri studi sui Monti dauni, favorendo le collaborazioni tra politiche giovanili”.

E una conferma diretta della grande particolarità delle aree interne della Capitanata è arrivata dall’intervento, inaspettato, del sindaco di Casalvecchio Noè Andreano, il quale ha ammesso di aver letto l’annuncio e di essersi presentato spontaneamente per ascoltare “con grande interesse chi dimostra di voler lavorare per lo sviluppo del territorio. E se è pur vero che si tratta dell’ennesima iniziativa in tal senso, questo è un fatto positivo perché significa che c’è vitalità. Abbiamo bisogno di una rete di giovani che interagiscono con la politica e con le istituzioni, perché ci darebbe l’opportunità per definire, ampliare e modificare la strategia della nostra ‘aree interna’, quella che dal 2013 è formata da ben 29 Comuni, la prima riconosciuta a livello nazionale, con Bovino capofila. La nostra è un’attività importante ma forse non arriva efficacemente ai giovani con i quali poterci confrontare sui grandi temi”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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