03/10/2021 21:49:05

Tra Pitta e Tutolo spunta il ‘Comitato’

Da una parte ci sono i tutoliani, dall’altra i pittiani. Ma siccome non bastano le divisioni già riscontrate in questi anni, allora sta emergendo una sorta di "terzo polo", con un intento progettuale e programmatico dalle malcelate aspirazioni politiche, intenzionato a ripetere, possibilmente riveduta e corretta, l’esperienza di “Piazza Pulita” durata dal 2014 al 2020.

Il nucleo fondante del Comitato “Fare” è costituito da otto persone (Antonella Matera, Elisa De Maso, Nicola Di Battista, Giuseppe Lepore, Michele Consalvo, Vito De Girolamo, Giuseppe Grasso e Angelo Miano) dalla composizione quindi variegata, ma sono quasi tutti ex di qualcosa, o delusi da qualcun altro, senza avere al momento un leader dichiarato. E questo può essere un pregio ma anche un difetto. Riferiscono di essersi trovati o ritrovati dopo essere stati magari avversari politici, e sono animati da tante buone intenzioni, anche perché ritengono che questo sia il momento storico giusto per andare oltre le contrapposizioni dilanianti che sono sotto gli occhi e le orecchie di tutti.
Al di là dei risultati e degli sviluppi tutti da riscontrare, un merito ce l’hanno di sicuro, cioè quello di aver provocato un minimo di dibattito politico che a Lucera manca ormai da anni, visto che la questione si è sempre più che altro ridotta a “bravo Tutolo” o “abbasso Tutolo”, prima che se ne potesse almeno discutere. E anche andando ancora indietro nel tempo, non si ricordano situazioni migliori.

E in effetti, pur essendo stato invitato, il consigliere regionale non si è presentato, tenendo fede alla sua immagine di unicità nel panorama politico locale e provinciale, mentre il sindaco Giuseppe Pitta è addirittura intervenuto durante il primo appuntamento pubblico di un’iniziativa che viaggia sul claim “Visioni, azioni e soluzioni”. 
Sui primi due concetti ci sarebbe ben poco da dire, ognuno ha le sue, sul terzo forse invece non si è ancora ben capito che la “risoluzione” dei problemi più importanti dei cittadini non dipende da quanta volontà, impegno o accuratezza ci voglia mettere la politica, ma solo da quando e se lo vuole quella figura mitologica che risponde al nome de “Gli Uffici”.
Basta chiederlo, per fare un esempio, alle decine di famiglie che invocano da anni un’integrazione scolastica seria e adeguata alle difficili esigenze dei propri figli.
Basta chiederlo a chiunque abbia frequentato a vario titolo Palazzo Mozzagrugno (nel Comitato tutti tranne uno) o ai cittadini che piangono lacrime amare per vedere soddisfatto un proprio diritto. L’esercizio della progettualità è bellissimo e stimolante, ma Lucera ha bisogno di risolvere questioni anche semplici che non hanno bisogno di grandi pensate. 

Ma siccome non volevano presentarsi con le mani in mano, quelli di “Fare” hanno pure già illustrato un paio di elaborati riguardanti la migliore accessibilità turistica per i portatori di handicap e un piano di salvaguardia del patrimonio verde comunale, e giurano di aver tante altre idee da confrontare con chi vuole dare il proprio contributo in tavoli tematici, apertamente e senza preclusioni, partendo dal mondo della ristorazione e dei servizi sociali, con un’incursione sulla situazione dei dipendenti comunali. Solo che qualche minuto dopo i due esponenti della lista Agricoltori hanno subito ammesso di aver preso le distanze dal gruppo “CON”, con il quale hanno condiviso lo strappo dalla maggioranza di maggio scorso, l’unico soggetto politico che hanno provato a coinvolgere nel Comitato.

“Per il resto noi siamo autonomi - ha detto Michele Consalvo, battuto da Tutolo nel 2019 – mettendoci faccia e impegno. Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale alla città, siamo oltre la fase delle contrapposizioni, e perciò abbiamo costruito un ponte”.
“Cercheremo di offrire nuove modalità e nuovi approcci – ha aggiunto Giuseppe Lepore, uno dei maggiori ideologi della passata stagione politica – con la creazione di questo spazio trasversale, un contenitore eterogeneo ma tra amici che hanno esperienze diverse con legittime divergenze e perplessità. I nostri sono percorsi di vita e di politica che si sono incontrati. Dobbiamo anteporre la rappresentanza all'appartenenza, e cercheremo di dialogare con tutti i rappresentanti istituzionali del territorio. Abbiamo il dovere di far autocritica andando oltre ‘Piazza Pulita’, facendo riavvicinare la gente. Potevamo fare meglio e non abbiamo lasciato alcuna eredità, ma solo una città divisa, con quell’ideale annacquato da invidie e protagonismi”.
“Siamo accomunati dal ‘Fare’ e non per operare contro qualcuno – ha detto Elisa De Maso, ex consigliere comunale di minoranza per un anno solo – senza ambizioni personali. L’obiettivo è migliorare e far crescere la comunità, ma non siamo funzionali ad alcun gruppo politico”.
“Ci siamo dati un metodo di lavoro e delle scadenze, nell’ambito di un confronto costruttivo – ha rivelato Antonella Matera, unico consigliere comunale in carica che ha confermato il suo ruolo all’opposizione – con il risultato di un’unione non premeditata. Non ci interessano le poltrone, anzi abbiamo tutti rinunciato a qualcosa. Rifiutiamo i pregiudizi, e invitiamo ad aspettare prima di giudicare”
.

“Non siamo contro o a favore di qualcuno – ha detto Nicola Di Battista, ex assessore alle Attività produttive – ma volevamo un approccio più centrato ai problemi, mentre abbiamo visto solo un accentramento di posizioni”. 
La chiosa è stata del sindaco Giuseppe Pitta, il quale si è detto “felice di accogliere progetti fattibili nella nostra città travolta dallo strappo della maggioranza, parentesi pre estiva per me ancora incomprensibile".

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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