07/10/2021 18:12:15

Pitta sindaco da un anno, cosa è successo

Se si dovessero raccontare i primi dodici mesi di Giuseppe Pitta come sindaco di Lucera (che ricorrono formalmente oggi), lo si potrebbe fare anche attraverso una trilogia cinematografica: Un anno vissuto pericolosamente, C’eravamo tanto amati, Totò e Peppino divisi a Berlino.
Naturalmente i fronti di analisi sono almeno due, uno tutto politico per la gestione amministrativa dell’ente e l’altro sui rapporti con il consigliere regionale Antonio Tutolo, ma in questo caso è tutta un’altra storia.

Anzitutto si dovrebbe ancora capire bene se con il cambio parziale della maggioranza, con i nuovi innesti di giugno scorso Pitta ci abbia guadagnato o ci abbia perso: i pareri sono molto contrastanti e la cittadinanza si sta facendo mano mano un'idea più precisa. "Si sono messi a lavoro cercando di integrarsi velocemente e di dare il loro apporto", è stata la sua personale valutazione rilasciata a Luceraweb, al netto di uno spiffero che riferisce di qualche frizione già registrata tra vari componenti.
Comunque sia, è effettivamente già successo un po’ di tutto, con due amministrazioni praticamente distinte e separate per componenti, obiettivi e ispirazioni politiche. 
Nel suo resoconto al termine del primo anno, il sindaco ha messo tra le maggiori soddisfazioni l’approvazione ministeriale del Bilancio Stabilmente Riequilibrato. “Senza quel passaggio staremmo tutti già a casa – ha detto – mentre io ho sempre creduto che avremmo potuto farcela, tanto che ho tenuto per me la delega specifica, così da metterci faccia e responsabilità. Oggi possiamo cominciare a parlare di programmazione, pur nel rispetto dei vincoli che ci sono stati imposti”. 

Pitta nella sua analisi parte da due questioni che sono state al centro del dibattito per la formazione della sua nuova maggioranza: la ripresa dei lavori di Viale Castello e la risoluzione almeno estetica del problema di Palazzo Sant’Anna.
“Nel primo caso possiamo dire che mancano solo un paio di pareri tecnici, e poi i lavori potranno ripartire, perché abbiamo trovato i soldi (circa 200 mila euro, ndr) per coprire la variante che si è resa necessaria, e soprattutto abbiamo stabilito, di concerto con l’Organismo Straordinario di Liquidazione che i fondi stanziati avevano natura vincolata e non dovevano essere considerati un debito da gestire in maniera ordinaria. Nel caso di Sant’Anna, abbiamo messo in bilancio 500 mila euro, soldi veri e reali con i quali poter finalmente intervenire ‘in danno’ alla proprietà, così come stabilito dal tribunale. Questo è un caso di dignità amministrativa che va risolto, perché quello scempio estetico non è più accettabile”.

L’obiettivo principale messo nel mirino è il rafforzamento del Personale del Comune: “Dobbiamo fare un forte investimento in questo settore, operare quante più assunzioni possibili, perché senza i dipendenti è inutile ottenere tanti finanziamenti, se poi non c’è nessuno che porta avanti pratiche e procedure. Bisogna cantierizzare i lavori, altrimenti i cittadini sentono solo annunci ma non vedono i risultati concreti per la città”.

Qual è il sogno dei prossimi anni? “Rivedere la destinazione urbanistica dei 13 ettari su Via Biccari. Avevamo immaginato un tipo di edilizia che il mercato ha rifiutato, e quindi mi sembra doveroso cercare una soluzione alternativa che non faccia disperdere quel patrimonio comunale”. 
Pitta nell’occasione ha ammesso di non aver ancora pensato bene cosa poter fare sull’argomento, così come nel caso del cimitero che ha bisogno di un necessario ampliamento di disponibilità di loculi e spazi. 
“Penso che si potrà cominciare dal prevedere di edificare nelle due aree comunali ancora disponibili – ha annunciato a Luceraweb – ma dobbiamo trovare la formula giusta che assicuri il maggior beneficio possibile per la collettività”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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