12/10/2021 15:01:39

Pitta e Tutolo sempre più lontani

Come sembra lontano quell'abbraccio tra i due in Via Federico II avvenuto a spoglio del ballottaggio ancora in corso, quando  praticamente un anno fa (era il 5 ottobre 2020) Giuseppe Pitta andò a cercare Antonio Tutolo per ringraziarlo, quasi scansando il padre che voleva felicitarsi con lui. Come sembrano lontani quei caffè consumati nei giorni successivi al bar di Via Napoleone Battaglia, diventati poi molto saltuari con il passare delle settimane.
In questo periodo trascorso si possono mettere in fila una già discreta serie di situazioni, quasi tutte sotterranee, in cui i due si contrastano con modalità variegate. E il dopo non si prospetta diverso. Chi osserva la politica cittadina, però, capisce chiaramente che questa ostilità non fa bene a nessuno, soprattutto ai cittadini che, paradossalmente, oggi dopo decenni hanno un riferimento regionale a Bari e si ritrovano spettatori inerti di una guerra silenziosa in corso tra le due massime espressioni istituzionali locali.
È tutt'altro che lontano invece quel 20 maggio scorso quando lo strappo politico tra le due fazioni in città si è manifestato direttamente in Consiglio comunale. I sodali di Tutolo (che nel frattempo si sono già divisi tra loro, con gli Agricoltori che hanno preso le distanze dal gruppo Con) avevano pure provato a forzare la crisi, ma senza nemmeno concordare l'azione con altri pezzi della minoranza. Hanno confidato vanamente in una caduta anticipata di Pitta che, dal canto suo, ha reagito nel modo più irritante per Tutolo, tirandosi dentro quelli che aveva sempre osteggiato, indicandoli da sempre come il male politico assoluto. Entrambi comunque ritengono di avere avuto e di avere ancora un atteggiamento ineccepibile, dettato dall'essere completamente dalla parte giusta.
Ma siccome potrebbero sembrare solo della sensazioni personali, ci sono post sui social, affermazioni pubbliche e vocali rigorosamente conservati ad avvalorare un contesto noto a chiunque abbia frequentazioni politiche recenti.
Gli strali di Pitta contro Tutolo e i suoi fedelissimi nei primi mesi di amministrazione sono usciti ben oltre l'ambito confidenziale ristretto, oppure il post in cui l'ex sindaco dichiara apertamente (in dialetto) di “non poterlo vedere” sono piccoli capitoli di una storia ormai di dominio pubblico.

L'ultimo incidente perlomeno visibile c’è stato un mese fa in occasione della visita dell'assessore regionale alla sanità all'ospedale Lastaria di Lucera. Pier Luigi Lopalco era stato invitato da Antonio Tutolo, ma il sindaco Giuseppe Pitta non era stato avvisato. Questi, appena l'ha saputo, si è precipitato sul posto, “scortato” da alcuni membri della sua Giunta. In quel momento, alla presenza dei vertici del Policlinico di Foggia, è calato il gelo, nonostante fosse una calda mattina di inizio settembre. Non è andata tanto diversamente qualche settimana dopo al comizio organizzato dal consigliere regionale in Piazza Duomo per la sua iniziativa a difesa degli interessi della Capitanata. Dice di aver invitato tutti i sindaci, Pitta nega ma si è presentato lo stesso da dichiarato “padrone di casa”, ed è intervenuto ricordando in maniera sibillina la necessità di essere uniti negli obiettivi a favore del territorio “senza attori di prima scena”. Poi sulla SS.16 la domenica successiva non ci è andato, ma a “giustificarlo” è stata la partecipazione a un battesimo in qualità di padrino. Tuttavia non c'era alcun elemento della sua maggioranza, neanche in rappresentanza del Comune di Lucera.
La contesa che già si intravede è quella del possibile (e clamoroso) allestimento di due distinti "Natali" in città, mentre quella di questi giorni in realtà viene da lontano, e riguarda la gestione dell'hub vaccinale. A marzo Pitta è partito male, prima cambiando versione in corso sull'individuazione della struttura, poi quella messa a disposizione si è rivelata inadeguata e infine è stato finalmente aperto il palasport, soluzione invocata da molti in città e caldeggiata da Tutolo che ha fatto valere con la Asl il suo status "regionale", anche perché aveva già messo sotto pressione il direttore generale Vito Piazzolla. Adesso la questione si sta presentando al contrario: Pitta si è impuntato nel confermare l'impianto con tanto di rimodulazione interna, a costo di inimicarsi una parte dello sport locale rimasto al momento fuori campo, Tutolo si sta muovendo in maniera autonoma per trovare una location alternativa “più consona alle esigenze attuali”, addirittura promuovendo un sopralluogo con i responsabili sanitari alla biblioteca di San Pasquale
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E ora c’è da giurare che una nuova diatriba a distanza possa nascere sulla gestione dei 13 ettari di Via Biccari, cavallo di battaglia di Tutolo che però ha dovuto constatarne il flop in termini di richieste di lotti, cioè praticamente nessuna. Pitta ha annunciato di voler rivedere quella parte del Piano Urbanistico Generale, in termini di suolo e cubature, e qui si prospetta l’apertura di un nuovo fronte politico (ma anche edilizio e affaristico) dai risvolti decisamente imprevedibili. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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