10/10/2021 21:07:17

Naso alla puzza, occhio ai furbi

Dopo alcuni anni di silenzio e tranquillità, torna nel dibattito cittadino la questione della puzza. Tuttavia in questo caso è alquanto difficile e ardito fare delle attribuzioni precise di olezzi che qualcuno avrebbe percepito negli ultimi giorni, ma con descrizioni aromatiche (specie “olearie”) pure diverse rispetto a quelle di stallatico che hanno caratterizzato lunghe estati sul territorio per diversi anni.  
La questione è stata comunque risollevata da una sollecitazione pubblica al sindaco Giuseppe Pitta e all’assessore all’Ambiente Carolina Favilla, arrivata dal gruppo consiliare “Con” che ha chiesto l’installazione dei cosiddetti "nasi elettronici", associando il fenomeno attuale a quello che i cittadini ricordano ancora benissimo. “C’è necessità di controllare le possibili origini e composizione delle emissioni”, è scritto in un comunicato che quindi induce a fare chiarezza, anche in coincidenza della recente ripresa della produzione di compost allo stabilimento Maia Rigenera, impegnato in un periodo di prova di 100 giorni sotto il controllo di Arpa e Provincia.

La replica di Pitta è stata fulminea, riferendo che “già dal 1° ottobre ho inviato tempestiva segnalazione all’Arpa, al Noe e alla Procura della Repubblica per segnalare esalazioni maleodoranti nell’agro di Lucera, in particolare nel quartiere Pezza del Lago e zona produttiva adiacente. Attendiamo, quindi, rapidi esiti da parte delle autorità rispetto alla nostra segnalazione di questo fenomeno che, ormai, interessa l’intera città”.

Ma a rincarare la dose ci hanno pensato gli attivisti locali del Movimento 5 Stelle che ha risollevato la questione ambientale in città, “assediata ogni giorno – si legge in una nota – dall’arrivo di centinaia di tonnellate di inerti, liquami, ceneri, fanghi, forsu, plastiche, e chi più ne ha, più ne metta.
E con i rifiuti arrivano le immissioni odorigene nauseabonde, l’inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi. L’Ufficio Ambiente della Provincia di Foggia è costantemente preso d’assalto: pendono decine e decine di richieste di autorizzazioni, rinnovi, implementazioni, ampliamenti, i cui iter si consumano nel silenzio generale, tranne che per pochi casi eclatanti. Il 17 settembre scorso abbiamo segnalato all’autorità competente il diffondersi di miasmi orribili, soprattutto in zona San Pio X–Porta Troia. Ma il fenomeno non è occasionale né isolato. Dobbiamo dire basta, mentre i risultati nulli sono sotto gli occhi di tutti. Urge una vera moratoria: a Lucera devono essere trattati solo i rifiuti locali, non quelli di altre province e addirittura regioni. Servono controlli a sorpresa nelle aziende e sui mezzi di trasporto. Servono controlli costanti della qualità dell’aria, dell’acqua e del terreno su tutti i confini di tutte le aziende che trattano rifiuti e materie riciclabili, a loro spese, a titolo di compensazione ambientale. Nessuno ha il diritto di arricchirsi a discapito delle generazioni future”. 

r.z.

 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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