11/10/2021 17:16:14

Come intraprendere la coltivazione della canapa

La legge italiana da qualche tempo ha concesso a tutti la possibilità di coltivare in maniera legale la canapa. Ecco perché un sacco di persone hanno iniziato a cercare informazioni su come coltivare canapa, fiutando l’affare: si parla, infatti, di un potenziale mercato da circa 30 miliardi di euro solo nel nostro Paese nel corso dei prossimi 10 anni, almeno in base alle stime proposte dalla società britannica Prohibition Partners. Questa cifra, in realtà, non stupisce se si prendono in considerazione tutti i possibili impieghi del prodotto, che peraltro è una delle fonti di energia rinnovabile più efficace.

Perché coltivare la canapa
Le fibre pregiate che derivano dalla canapa, così come i semi dai quali si ricavano la farina e l’olio, sono molto attraenti per i consumatori. E’ inoltre un prodotto davvero amico dell’ambiente: lo dimostra il fatto che in fase di crescita una coltivazione di canapa è in grado di assorbire anidride carbonica in misura 4 volte superiore rispetto a quel che avviene con gli altri alberi. Insomma, si assorbe una quantità di anidride carbonica maggiore rispetto a quella che viene generata per la coltivazione della canapa e la sua lavorazione.

Come fare per coltivare la canapa
Ma quali sono i passi da compiere se si è interessati a coltivare la canapa? Prima di tutto è bene sapere che occorre puntare unicamente sulle infiorescenze che hanno un contenuto di THC ridotto. Inoltre, è possibile usufruire di incentivi, con un massimo di 700mila euro all’anno, come previsto dalla legge 242. E non è ancora tutto, perché per i primi tre anni viene garantita l’esenzione dai contributi: un incentivo che va a scalare negli anni seguenti.

La scelta della location
Un aspetto decisivo per la qualità del raccolto è rappresentato dalla scelta del terreno in cui la canapa dovrà essere coltivata. Si tratta di una pianta che, comunque, è in grado di adattarsi a varie altitudini e a terreni con caratteristiche diverse, fermo restando che si dovrebbero privilegiare quelli di origine alluvionale fertili. Visto che la canapa non patisce le gelate, comunque, la crescita è assicurata anche a un’altitudine di 1.500 metri. Bisogna dedicare attenzione, però, al ristagno dell’acqua, che può causare un ingiallimento della pianta o addirittura bloccare la sua crescita in maniera improvvisa. D’altro canto, i terreni con uno scarso livello di umidità non vanno bene. Infine, è indispensabile accertarsi che il terreno in questione non sia stato sottoposto a un trattamento a base di diserbante.

Il periodo migliore per la coltivazione
La coltivazione della canapa deve essere effettuata nei mesi di marzo e aprile, in modo che si possa procedere alla raccolta tra ottobre e novembre. Si possono coltivare i semi avvalendosi di una seminatrice da grano o da mais, facendo in modo che il disco sia ben adatto ai semi. La distanza tra di loro deve essere di una ventina di centimetri, mentre la profondità non deve superare i due centimetri.

I costi
Sono numerose le voci da valutare per i costi relativi alla coltivazione della canapa. Per l’acquisto dei sementi, si deve tenere conto di una spesa di 6 euro al chilo per un totale di 50 chili ad ettaro: in altre parole, 300 euro ad ettaro. Ci sono, poi, le operazioni di aratura, seguite da quelle di concimazione e di semina: anche in questo caso si può stimare una spesa di 300 euro ad ettaro. Altri 300 euro ad ettaro vanno calcolati per la falciatura, l’imballo e lo stoccaggio della canapa. Per quel che riguarda i ricavi, invece, molto dipende dalla qualità della canapa che si ottiene, oltre che dalla quantità. Ovviamente nel computo finale rientrano anche gli incentivi previsti dalla UE, per un importo che oscilla fra i 100 e i 400 euro ad ettaro.

La tassazione
Il regime fiscale che si applica agli imprenditori agricoli risulta piuttosto vantaggioso, almeno se messo a confronto con quello di chi gestisce attività di altro tipo. Sotto i 7mila euro annui di volume di affari, è previsto il regime di esonero Iva, mentre sopra i 7mila si applica un versamento limitato dell’imposta sulle vendite. A proposito, le imposte si calcolano sul valore catastale rivalutato dei terreni e non sul fatturato.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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