12/10/2021 09:41:31

Il diabete nello smartwatch

Sta per concludersi a Casa Sollievo della Sofferenza il reclutamento dei 100 pazienti coinvolti nello studio osservazionale sul diabete mellito di tipo 2 di Gatekeeper, progetto di ricerca e innovazione che, grazie ai fondi del programma europeo Horizon 2020, mette insieme 43 partner europei con l’obiettivo di indicare strategie, percorsi e tecnologie che favoriscano una vita indipendente e in salute per la popolazione che invecchia in Europa.
Quella sul diabete, attualmente in corso nell’Ospedale di San Giovanni Rotondo, è soltanto una delle 3 linee di ricerca attivate dal “Pilota Puglia”, l’unico in Italia, al quale partecipano anche l’Agenzia Regionale Strategica per la Salute e il Sociale (AReSS Puglia), InnovaPuglia, la Fondazione Politecnico di Milano e MultiMed Engineers.
Secondo i dati del Ministero della Salute, il diabete mellito di tipo 2 rappresenta circa il 90% di tutti i casi di diabete; si presenta in genere in età adulta anche se, negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale a seguito dell’aumento dei casi di obesità infantile. Gli italiani affetti da diabete di tipo 2 sono circa il 5% della popolazione, cioè oltre 3 milioni di persone. Si stima, tuttavia, che a questo numero possano aggiungersi circa 1 milione di persone che hanno la malattia ma ancora non lo sanno.
In Gatekeeper il compito di Casa Sollievo, in particolare delle Unità di Medicina Interna e di Innovazione e Ricerca, è quello di promuovere uno studio che verificherà l’utilità dell’Intelligenza Artificiale nel predire l’evoluzione del diabete di tipo 2 unendo gli esami convenzionali ai dati sugli stili di vita raccolti da dispositivi indossabili. 
Ai 100 pazienti selezionati – affetti da diabete di tipo 2, con età maggiore di 55 anni e un minimo di dimestichezza con la tecnologia – viene dato in dotazione un kit composto da smartphone e smartwatch messi a disposizione da Samsung, con l’indicazione di indossare lo smartwatch per un anno, di giorno e di notte. Inoltre, nello stesso periodo, verranno sottoposti periodicamente ad un day service per i prelievi del sangue e un check-up completo della patologia diabetica. Gli stessi pazienti compileranno, per periodi di tempo più limitati, anche un registro alimentare dove andranno a definire puntualmente i cibi assunti durante l’osservazione.
Tutti i valori “non convenzionali” raccolti dai dispositivi – frequenza cardiaca, quantità/qualità del sonno, attività motoria – verranno scaricati dai clinici e dai ricercatori per elaborare, grazie agli algoritmi di Intelligenza Artificiale, un modello matematico in grado di prevedere il controllo del diabete da parte del paziente. Il modello è costruito mettendo in relazione i valori “non convenzionali” con i valori convenzionali ricavati dai prelievi ematici.

“Sappiamo che un’alimentazione scorretta espone ad un rischio molto elevato di sviluppare il diabete e le sue complicanze croniche – spiega Salvatore De Cosmo, diabetologo e direttore della Medicina Interna - e in occidente il diabete rappresenta la principale causa di cecità, di amputazione degli arti inferiori per cause non traumatiche e di insufficienza renale. Inoltre oltre la metà dei diabetici sviluppano eventi cardiovascolari come infarto del miocardio, ictus o vasculopatia. Anche la vita sedentaria espone allo stesso rischio, quando basterebbe un’attività fisica moderata come camminare a passo svelto per 30 minuti al giorno, 5 volte a settimana. Il sonno e la frequenza cardiaca sono parimenti variabili importanti da monitorare perché espongono al rischio di sviluppare il diabete o eventi cardiovascolari anche gravi”.

“La novità di questo studio osservazionale – spiega Francesco Giuliani, responsabile Innovazione e Ricerca – consiste nell’utilizzare dispositivi di uso quotidiano, come smartphone e smartwatch, per raccogliere informazioni fondamentali per comprendere quale può essere la gestione ottimale dei pazienti per ottenere un controllo glico-metabolico adeguato, finalizzato alla prevenzione delle complicanze croniche. Un giorno, anche grazie a questo studio, dispositivi di uso comune potrebbero essere inseriti tra gli strumenti utili per la prevenzione, la cura e il monitoraggio della malattia”.

“Lo studio osservazionale che sta per prendere il via conferma che Casa Sollievo è ripartita in maniera spedita – spiega Michele Giuliani, direttore generale dell’Ospedale di San Pio – perché per troppo tempo, per far fronte alla pandemia, sono state trascurate malattie croniche come il diabete che, se non ben controllato, può portare a gravi complicanze e rappresenta anche un fattore di rischio per esisto infausto anche per la stessa malattia da Covid19. Il progetto Gatekeeper ci darà nuovamente la possibilità di lavorare e di confrontarci, in un contesto scientifico innovativo e stimolante, con importanti enti ed istituti di ricerca pugliesi di rilevanza nazionale e con partner internazionali del calibro di Samsung”. 

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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