09/11/2021 12:19:33

Arrestato infermiere che spacciava in carcere

Ritenuto “insospettabile” per la sua professione, un infermiere impiegato nel carcere di Lucera è stato arrestato per spaccio di cocaina. 
Il trentenne, residente in provincia di Foggia, è accusato di spaccio continuato ed aggravato di droga durante l’attività svolta nell’istituto penitenziario. 
Ieri i carabinieri del Nucleo investigativo di Foggia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, lo hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare e ora si trova ai domiciliari in attesa di interrogatorio di garanzia.  

Durante la delicata e riservata indagine condotta nei mesi scorsi dagli investigatori dell’Arma, svolta anche attraverso operazioni tecniche, sarebbero stati raccolti diversi indizi di colpevolezza nei confronti dell’infermiere professionale impiegato stabilmente nel carcere lucerino e fondamentale sarebbe stata la collaborazione della polizia penitenziaria, come anche quella di alcuni detenuti. Magistratura e carabinieri hanno infatti operato in un contesto molto delicato, luogo istituzionale preposto non solo alla restrizione dei detenuti, ma anche al relativo recupero e reinserimento sociale. 

L’uomo, secondo gli inquirenti, da circa un anno avrebbe approfittato della sua funzione professionale e abusato del rapporto fiduciario con il contesto istituzionale, agendo senza particolari restrizioni o limitazioni con costanti e continui contatti con la popolazione carceraria. Inoltre, durante le indagini dei carabinieri, in esecuzione di un decreto di perquisizione delegato disposto dalla Procura foggiana con l'ausiilo di un’unità cinofila dei carabinieri del Nucleo di Modugno, sono state rinvenute e sequestrate alcune decine di grammi di cocaina “tagliata” con della novalgina, un comune farmaco antidolorifico, motivo per il quale è scattata nei suoi confronti anche la contestazione di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Le analisi di laboratorio tossicologiche compiute al riguardo dagli specialisti del LASS del Nucleo investigativo carabinieri di Foggia hanno quindi permesso di accertare che da tale sostanza sarebbero potute essere ricavate all’incirca 70 dosi.  

Red.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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