11/11/2021 11:05:17

Tensione tra Comune e Convitto sui fondi regionali

Il Convitto Bonghi di Lucera sta evidenziando una crisi economica derivante dai mancati introiti dello scorso anno scolastico, quello in cui gli alunni sono stati quasi sempre e casa e le famiglie hanno versato solo in minima parte le rette per vitto e alloggio. 
Il deficit è aggravato anche dall’intenzione di alcune di esse di voler indietro le somme versate e non fruite dai figli.
Una soluzione, almeno parziale al problema, potrebbe arrivare dalla Regione Puglia che ha prospettato l’erogazione di un contributo straordinario, sulla base di un’apposita legge pugliese 31/2009 che però prevede di fatto un passaggio intermedio attraverso gli enti locali, e quindi il Comune di Lucera. E allora sono iniziati i problemi, perché la delibera di Giunta con cui Palazzo Mozzagrugno fornisce il suo supporto, viene contestata dalla direzione amministrativa del Convitto diretto da Mirella Coli.
“Senza che sia stato espressamente chiesto da Bari – ha spiegato Emanuele Faccilongo - è stata posta una condizione che mette in seria discussione la nostra disponibilità a ricevere l’aiuto promesso. Non ci conviene più e non capiamo le motivazioni di tale iniziativa da parte di chi dovrebbe semplicemente operare una partita di giro. L’esecutivo ha stabilito al posto nostro che dovremmo rimborsare le rette prima di ricevere la somma in questione (sarebbero 50 mila euro i fondi stanziati, ndr), cosa impossibile visto che abbiamo una scarsissima liquidità, e lo abbiamo dimostrato. Non ci sono naturalmente problemi a rendicontare il tutto, anzi lo abbiamo già fatto con grande tempestività, ma non è così che possiamo essere aiutati a uscire da una situazione che mette a rischio la sopravvivenza dell’istituto. Ci siamo già impegnati formalmente alla restituzione parziale/integrale delle rette alle famiglie dei convittori, in base all’entità del contributo concesso e alla successiva rendicontazione delle spese sostenute, delle rette riscosse e delle rette rimborsate a seguito di incasso del contributo regionale”.
Il piano economico presentato riporta spese sostenute per 64 mila euro, suddivise in svariate voci (manutenzione fabbricati, mobili, tappezzerie, biancheria, vitto, assicurazioni, ufficio e cancelleria, utensili e riparazioni, mediche e farmaci, lavanderia, pulizie e disinfestazioni, utenze varie, attività legali e contenziosi) , parzialmente coperto dagli incassi delle rette per soli 31 mila euro, mentre quelle non pagate ammontanto a esattamente il triplo, mancando all’appello altri 90 mila. Comunque sia, il disavanzo reale è quindi di 33 mila euro. Qualora arrivassero davvero i 50 mila euro ipotizzati, resterebbero quindi 14 mila euro da coprire e altri 16 mila da rimborsare per intero alle famiglie. 
Al Comune di Lucera, invece, hanno voluto mettere dei paletti più stretti. L’operazione di carattere strettamente gestionale è stata gestita in prima persona dal segretario generale Giovanna Acquaviva che ha allestito materialmente il testo della delibera approvata lunedì pomeriggio, anche con una certa urgenza, visto che la Regione a sua volta ha imposto tempi ristretti per definire la vicenda.
“Il nostro ente si ritrova in mezzo a una storia di cui nulla sa e nulla conosce, sia in termini tecnici che economici – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Pitta - e questa è un’anomalia che chiaramente mette in difficoltà tutte le parti in causa. Ma proprio per questo è opportuno usare tutte le cautele del caso, sono doverose quando si tratta di maneggiare fondi pubblici, ma sono sicuro che si troverà la giusta soluzione per contemperare le esigenze di tutti, a partire da quelle dei cittadini che hanno i figli a scuola”. 
Tuttavia il tempo stringe, perché la Regione avrebbe dato dieci giorni per effettuare i passaggi formali, termine che in realtà sarebbe anche già scaduto ma prorogato sulla base dei cambiamenti che la Giunta ha subito la scorsa settimana.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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