23/11/2021 07:24:02

Barriere architettoniche, ci vogliono dieci milioni

La Giunta Pitta ha adottato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche a Lucera, uno strardinario documento che analizza, individua e propone soluzioni per tutte le criticità riscontrate in città. Per non lasciare tutto su carta o file, ora tocca alla politica dei prossimi anni trasformare questa operazione in qualcosa di concreto a beneficio della popolazione.
Il lavoro è stato svolto, anche grazie a un finanziamento regionale di 10 mila euro, dall’architetto Pasqualina Casiero, sulla base di un percorso avviato a marzo scorso e concluso di fatto qualche giorno fa, con il convolgimento di associazioni o singoli cittadini interessati, seguendo tre fasi di lavoro: la mappatura degli spazi pilota, la progettazione degli interventi e la programmazione decennale per intercettare le varie esigenze emerse anche da segnalazioni private tramite un questionario anonimo. 

“Edifici e spazi pubblici sono frequentemente oggetto di manutenzione, ristrutturazione o adeguamento alle normative – ha scritto la professionista nella sua relazione - tuttavia non sempre tali interventi contemplano l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti, o comunque anche nei casi di interventi svolti ad hoc gli stessi non vengono pensati in coordinamento con le condizioni a contorno o vengono eseguiti in assenza di una programmazione tale da rispondere adeguatamente alle esigenze prioritarie. Il Peba vuole essere uno strumento di programmazione urbanistica capace di racchiudere in sé diversi momenti, contemplando, oltre all'analisi della situazione dell'accessibilità a livello edilizio ed urbano e la progettazione per il superamento delle barriere architettoniche, la programmazione con la definizione degli interventi prioritari”.

A operare è stato un gruppo di lavoro interdisciplinare fra i vari ambiti del Comune, e oggi il risultato è una reale traccia da seguire per gli interventi che si suddividono tra ambiti urbani, edifici scolastici, monumenti e presidi pubblici. Sono esattamente 40 i luoghi da considerare e per ciascuno di essi sono indicati gli opportuni interventi per i quali sono stati stimati costi superiori ai 7 milioni di euro per gli ambiti urbani e altri 4 milioni per tutti i luoghi pubblici. 
Nella prima categoria le priorità riguardano la situazione di Viale Dante, Viale Lastaria, Via a Porta Croce, Via IV Novembre, quartiere Porta Croce, Corso Garibaldi, area mercatale e dintorni, zona 167 nel trivio Via del Perugino, Viale Canova e Via Leonardo da Vinci.
I contesti di maggiore criticità sugli edifici veri e propri sono state rilevate al liceo Rosmini, all’Itet "Vittorio Emanuele III" e all’assessorato ai Servizi sociali in Via IV Novembre, ma non va tanto meglio alla fortezza svevo-angioina, agli uffici Suap di Via D’Acquisto e ai bagni pubblici di Piazza Tribunali. 

Dentro le 146 pagine del Peba ci sono una lunga serie di indicazioni, soprattutto a favore di disabili fisici e ipovedenti, che riguardano un’adeguamento strutturale di marciapiedi e carreggiate (tra miglioramento della pavimentazione, l’eliminazione di numerosi scalini e la creazione di nuovi e più efficaci scivoli o rampe di accesso), accorgimenti finora inestistenti per l’orientamento e la mobilità anche con i mezzi pubblici, gli attraversamenti pedonali e un maggiore comfort per le situazioni di attesa. Non manca l’evidenziazione di carenze in materia di servizi igienici o collegamenti verticali per raggiungere i piani superiori di immobili soggetti a grande afflusso. Sono previsti anche i potenziamenti di percorsi e parcheggi dedicati alle speciali categorie di non deambulanti.

“Le Amministrazioni Pubbliche attraverso una programmazione attenta e specifica degli interventi che scaturiscono dal Piano possono operare su più livelli - ha aggiunto Casiero - per garantire una fruizione dello spazio urbano quanto più autonoma possibile, sicura e agevole per la maggior parte delle persone. Investire a priori sull'accessibilità significa operare scelte che garantiscono l'autonomia, il comfort e la sicurezza delle persone, con un'incidenza positiva anche sul costi sociali. E al fine di valutare la qualità della vita dei cittadini all'interno di un contesto urbano è fondamentale comprendere il grado di mobilità pedonale offerto, analizzando diversi aspetti. La fruibilità degli spazi pubblici in condizioni di autonomia, comfort e sicurezza dipende infatti da molti fattori quali l'arredo urbano, la sistemazione e l'adeguatezza degli spazi esterni e degli edifici di interesse pubblico, le modalità e tipologie in cui vengono erogati i servizi, ecc. Un contesto sociale basato sulle pari opportunità non può ostacolare il comodo e sicuro accesso e utilizzo di parti o componenti di un edificio, nonché dei suoi spazi di pertinenza, così come non può non fornire i giusti accorgimenti per consentire l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo. Investire, con coerenza, sulla qualità della vita delle persone e sulla loro autonomia, in particolar modo delle fasce più vulnerabili come bambini, anziani e persone con disabilità, significa operare scelte mirate e attente, dettate da un approccio che tenga conto dei molteplici aspetti che influenzano le dinamiche di vita di ciascun individuo”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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