21/11/2021 21:27:07

Nuovo via libera per Viale Castello

E’ questione di giorni, quelli con un clima più asciutto, prima della tanto sospirata ripresa dei lavori su Viale Castello, fermi da poco più di due anni. 
Il via libera è arrivato dopo che la Giunta Pitta ha approvato la perizia di variante al progetto, a seguito dell’acquisizione dell’ultimo parere tecnico mancante, quello della Soprintendenza che si è aggiunto ai precedenti di Autorità di Bacino, Provincia di Foggia (Territorio e Beni culturali) e Regione Puglia (Foreste), elementi fondamentali per dare credibilità agli elaborati tecnici redatti dall’architetto Stefania Paradiso, direttore dei lavori che prevedono il rifacimento di 340 metri di strada, praticamente da Piazza Matteotti e fino all’incrocio con Via Enrico Toti. 
L’ormai famosa “scoperta” del cavo elettrico sotterraneo, non segnalato, ha comportato una necessaria variazione del fronte strada, di fatto un suo allargamento con l’introduzione di nuove aiuole, al fine di garantire un maggiore distacco dagli altri sottoservizi presenti, e pure un abbassamento della profondità del sistema di consolidamento del versante con “terre armate”.
E così i costi sono lievitati di altri 165 mila euro comunque messi a disposizione dall’Amministrazione Pitta, fino a raggiungere praticamente la cifra tonda di un milione di euro, mentre solo tre mesi fa era satta pure risolta una grana tutta procedurale che metteva a rischio la stessa opera: l’accordo con l’Organismo Straordinario di Liquidazione di stabilire il vincolo di quel budget, senza quindi essere considerato un debito dell’ente da gestire in maniera ordinaria.

Ma la procedura di ripresa dell’intervento si sta rivelando tutt’altro che liscia, perché da pochi giorni sono subentrate le doglianze della ditta appaltatrice che si era aggiudicata le realizzazione dell’opera a metà 2019 con un ribasso del 14,62%. La Icopi di Lucera ha controfirmato il nuovo atto di sottomissione manifestando però il suo dissenso, arrivando a chiedere lo scioglimento del contratto, soprattutto in relazione alle evidenti variazioni dei prezzi delle materie prime che fanno lievitare sensibilmente i costi a proprio carico per l’acquisto di acciaio, cemento, prodotti petroliferi, rame, materiali plastici e loro derivati, senza contare quelli già sostenuti per il mantenimento del cantiere fermo per circa 750 giorni.
E invece la delibera dell’esecutivo lascia trasparire una certa rigidità e soprattutto una grande propensione a concludere un lavoro che tanti problemi inaspettati ha riservato finora, riportando a chiare lettere di voler “rigettare l’ipotesi di richiesta di scioglimento del contratto formulata dall’impresa, attesa la sussistenza di un interesse pubblico prevalente determinato dalla ripresa della fruizione dell’asse viario da riqualificare. E’ quindi intendimento di dover comunque procedere all’approvazione della perizia di variante dei lavori e di demandare al Rup e alla direzione lavori gli adempimenti conseguenziali previsti dalle norme vigenti. L’appaltatore ha la facoltà di iscrivere le riserve nella documentazione idonea a riceverle, redatta nel corso dei lavori, e che saranno esaminate dagli organi preposti”. 
“Faremo comunque il lavoro – ha dichiarato il titolare della Icopi Fernando Pinto – per senso di responsabilità verso la cittadinanza che è pure la nostra, ma questa storia non può finire così. Alla fine vedremo quale sarà la posizione dell’Amministrazione, e ci comporteremo di conseguenza”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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