24/11/2021 10:33:25

Tommasone-Alighieri contro la violenza

Si intitola “Più forti del silenzio” l’iniziativa allestita dall’istituto comprensivo Tommasone-Alighieri, prevista per domani che è la giornata dedicata all’elimazione della violenza sulle donne e per commemorare le vittime di femminicidio. 
Si tratta di un invito non lasciarsi sopraffare dalla violenza e a non tacere di fronte ad essa, qualsiasi sia la forma in cui essa si manifesti: fisica, verbale o psicologica, perché, secondo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, la scuola deve “educare al rispetto affinché possiamo vivere in società solidali, che garantiscano pari opportunità e rifiutino la violenza”. 

E quindi in Piazza Matteotti, dalle 9, gli alunni delle terze della scuola secondaria stazioneranno nei pressi della panchina rossa dove potranno posizionare delle scarpette rosse, accompagnando il gesto simbolico con la lettura di poesie e brani a tema. I bambini delle quinte della scuola primaria, invece, parteciperanno legando al recinto della scuola le sagome della loro manina disegnata su un cartoncino colorato, per porgere, simbolicamente, una carezza alla donna. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, inoltre, per sette giorni sulle finestre di ciascuna delle sedi della scuola resterà applicata l’immagine delle scarpe rosse, simbolo dell’importante lotta per l’eliminazione della violenza contro le donne. 

“La sfida della scuola di oggi – è la dichiarazione del dirigente scolastico Francesca Chiechi - è educativa, ma è complessa perché la scuola non è prioritariamente luogo educativo. Tuttavia, si risente di un analfabetismo emozionale che obbliga a trovare spazi, luoghi, occasioni, persone che possano educare alle emozioni; ciò vuol dire possano portare al sentimento, perché i sentimenti sono fenomeni culturali, non naturali, quindi si imparano. Educare significa seguire un ragazzo o una ragazza nel suo passaggio dallo stato pulsionale allo stato emozionale, in modo che abbia una risonante emotiva nei suoi comportamenti. E’ risaputo che i bambini e i ragazzi incontrino delle difficoltà nel riconoscere il proprio mondo interiore poiché spesso mancano loro le parole, gliele abbiamo rubate, sacrificate dalla iper-esposizione ai social. La nostra ambizione è che queste iniziative possano essere occasione di riflessione, di confronto, opportunità per riconoscere e provare emozioni, quelle necessarie per diventare uomini o donne consapevoli e liberi”.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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