10/01/2022 16:09:56

Nessuno tocchi i compensi dei politici

Com’era facilmente e ampiamente prevedibile, le indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio non saranno toccate nemmeno con l’attuale Amministrazione, così come accaduto per le precedenti, fatta eccezione per quel 10% di riduzione disposta dal Governo che però risale già a una decina di anni fa. Anzi verranno presto ritoccate al rialzo, così come deciso recentemente dall’esecutivo presieduto da Mario Draghi.
E in effetti nessuno si sarebbe sognato di farlo neanche stavolta, se non fosse stato che la richiesta ad aprile scorso è partita da Giuseppe De Sabato, all’epoca esponente della minoranza che però dopo un mese è finito assieme ad altri a sostenere Giuseppe Pitta e la sua coalizione che aveva perso pezzi. 
Mai iniziativa è stata più improvvida, anche se ha prima provato a ribadirla a luglio e confermarla ad agosto, nonostante la casualità di ritrovarsi ad avere nella Giunta una sua stretta parente. 
Nel frattempo, infatti, sono passate diverse supercazzole, fino al gran finale di giovedì 23 dicembre con un’acrobazia lessicale: lui si riferiva alle indennità dei consiglieri (che in effetti sono state quasi azzerate ma più per ragioni tecniche che politiche, mai superiori ai 100 euro al mese) e quindi il risultato era stato ottenuto, nonostante i compensi più sostanziosi fossero effettivamente quegli degli altri. Per chiudere in bellezza, ha cercato anche di prendersi gran parte dei meriti, marcando a uomo e sui social chi si fosse permesso di non citarlo nel compimento dell’operazione.

E quindi ci sono voluti otto mesi per trasformare (con una procedura amministrativa che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno) quella proposta, naturalmente bocciata dalla maggioranza, nella creazione di un fondo svincolato dalla burocrazia comunale in cui far confluire le proprie donazioni volontarie, magari da allargare alla popolazione, per non meglio definiti scopi sociali. In effetti si tratta di un’ipotesi ancora tutta da comprendere, nei modi, nei termini, negli importi, nei destinatari e nei gestori, con le modalità attuative affidate all’immancabile regolamento che i consiglieri comunali dovranno scrivere. La statistica dice che poi verrà copiato da qualche parte, ma questo non è più incoraggiante sugli immaginabili tempi di redazione del testo che dovrebbe quindi istituire praticamente un insolito crowdfunding politico-amministrativo, rimpinguato da ampie elargizioni di ipocrisie. 
La proposta è passata all’unanimità, con la sola astensione di Davide Colucci che però ha chiesto la pubblicazione delle buste paga di tutti, così da misurare anche numericamente quelle che sarebbero state le eventuali rinunce economiche.
A ogni modo, questa vicenda è la fotografia perfetta dei personaggi che si aggirano per il Teatro Garibaldi durante le sedute: c’è il pesce nel barile e chi ne soffre sempre e comunque la puzza sotto il naso, c’è il furbo che si crede veramente tale e il politico (più di qualcuno) che si crede sopraffino, c’è quello che dissacra tutto e quello che continua a fare autogol ogni volta che apre la bocca. 
Insomma, un campionario che sarebbe ambito da un collezionista di figurine, quelle che però si possono attaccare solo su una poltrona da platea o da palcoscenico.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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