30/12/2021 14:26:28

Botti di fine anno per l’incarico a Di Croce

Il botto più potente della fine del 2021 è esploso direttamente a Palazzo Mozzagrugno. Ad innescarlo è stata una delibera della Giunta di Giuseppe Pitta (stranamente assente proprio nella votazione dell’importante provvedimento datato 28 dicembre) che ha sostanzialmene stabilito che sarà lo studio di Giovanni Di Croce (assieme alla moglie geometra Carmelina Falcone) che dovrà occuparsi della progettazione relativa al finanziamento ricevuto dalla Regione Puglia e denominato “StradaxStrada”, per un importo di 1,2 milioni di euro.
L’ingegnere non è un tecnico qualunque, perché si tratta dell’ex assessore all’Urbanistica dei sei anni del governo di Antonio Tutolo, padre putativo del Pug, spesso ghost writer istituzionale dell’allora sindaco con il quale però i rapporti si sono parecchio deteriorati, specie dopo che Di Croce ha visibilmente sposato la causa dell’attuale primo cittadino, sia politica che umana vera e propria. 
E in effetti la procedura ha destato più di qualche perplessità sotto diversi punti di vista, e quindi sono subito sortite delle circostanziate e convinte reazioni, naturalmente affidate ai social in cui è stato praticamente confermato quello che molti conoscevano, ma non dicevano, nel panorama politico locale.

Ad aprire le contestazioni è stato Fabrizio Abate che si è subito dichiarato: “A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca – ha scritto su Facebook citando Andreotti – perché la Giunta ha acquisito a titolo gratuito ed approvato, ai sensi dell'art.6 del Regolamento Comunale (di cui proprio Di Croce risulta essere l’estensore, ndr), il loro studio di fattibilità tecnica ed economica con il quale procedere al rifacimento di Via Aspromonte, Via San Severo (le curve dopo il cimitero, ndr) e altre strade e marciapiedi della nostra città. Nel quadro economico è prevista una cifra di 57 mila euro per progettazione, direzione lavori e sicurezza. Ma la ratio di quel regolamento non è quella di affidare l'incarico ad un professionista dopo che il finanziamento è già stato ottenuto, ma al contrario acquisire gratuitamente un progetto, e candidarlo ad un finanziamento ancora non deliberato e non approvato, tant'è che l'art.6 si chiude recitando testualmente ‘quanto sopra resta valido solo in caso dell'effettivo ottenimento del finanziamento dell'opera’.  Se dunque seguendo questo iter si dovesse arrivare all'affidamento diretto ai due tecnici, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, perchè allora nascondersi dietro un regolamento comunale che nulla c'entra con la fattispecie in esame? Penso si sia perso anche lo spirito che animava Piazza Pulita – ha concluso l’ex vice sindaco di quegli stessi anni - ossia riconoscere a tutti i professionisti la medesima possibilità di ottenere incarichi dalla pubblica amministrazione prescindendo dalla vicinanza politica”.
E questo è stato solo l’inizio, perché la dichiarazione ha fatto emergere altri retroscena, primo tra tutti quello rivelato dall’ex assessore ai Lavori pubblici Carmen Di Cesare: “All'ufficio è già presente un progetto per Via Aspromonte – ha scritto - protocollato l'anno scorso da un altro tecnico. In questo modo il Comune ora ne ha due uguali! Si sarebbe potuto utilizzare quello già esistente e far lavorare in questo modo più tecnici, data la somma ingente del finanziamento destinato a Lucera!”. 

In effetti c’è chi ha fatto notare le modalità ritenute singolari sulla individuazione dei luoghi su cui intervenire, senza contare che l’elenco completo non è noto, tranne quelli già citati. 
“Prima si facevano riunioni di maggioranza per decidere cosa scegliere – è trapelato dall’entourage del consigliere regionale che non avrebbe preso bene questo affidamento – mentre in questa occasione non si è capito quale sia stato il processo decisionale”.
Un altro carico ce lo ha messo Francesca Niro, esponente del Gruppo Con e di quei sei anni “tutoliani”, che ha ricordato una sua interrogazione in Consiglio comunale: “Volevo sapere se fossero arrivati progetti e il sindaco ha risposto evasivamente che si stava procedendo, guardandosi bene dal dire chi avesse presentato l'unico progetto protocollato. Sono andata più volte negli uffici a chiedere se fosse arrivato qualche progetto su questo importante finanziamento, mossa dalla preoccupazione che andasse perso, con tutte le strade e marciapiedi dissestati che ci sono in città, e nessuno ne sapeva nulla, salvo poi scoprire dall’assessore ai Lavori pubblici, incalzata dalle mie domande e del consigliere Francesco Antonio Aquilano, che l'unico progetto presentato era quello dell'ingegner Di Croce e di sua moglie. Non trovo disdicevole il fatto in sé, ma trovo poco opportuno che lo faccia un ex amministratore che è ancora molto vicino all'attuale Amministrazione. Nell’ultimo Consiglio comunale è venuto addirittura a sedersi nei banchi della maggioranza e tutti lo vedono frequentemente nella stanza del sindaco. Poi trovo grave che per un finanziamento così importante e cospicuo in termini economici non sia stata data adeguata pubblicità, anche solo con una manifestazione d'interesse, così da permettere anche ad altri professionisti di fare la loro proposta”.
“Quel regolamento era stato fatto per i professionisti che offrivano gratuitamente la progettazione di un lavoro o un'opera pubblica – ha aggiunto Giuseppe Lepore che oggi è animatore del Comitato Fare ma è stato tra gli ideologi di quella stagione politica – e nel caso in cui ci fosse stata l'occasione di un finanziamento, se il progetto si fosse rivelato utile al recepimento delle somme stanziate, veniva affidata la progettazione o la direzione dei lavori. Non potrebbe essere altrimenti anche perché, diversamente, il comportamento sarebbe sanzionato dall'autorità anticorruzione che ha stabilito che un progetto non si può regalare sic et simpliciter. Del resto, l'idea era proprio quella di innescare una positiva competizione tra professionisti ed avere progetti pronti e già in dotazione nel caso di possibili finanziamenti, senza pagare preventivamente onerose parcelle che magari potevamo rivelarsi inutili in caso di non aggiudicazione delle somme. Non ricordo, salvo rarissime circostanze, che siano state pubblicate plateali manifestazioni di interesse quando, in possesso di un progetto, si doveva concorrere con urgenza ad un bando”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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