06/01/2022 22:55:05

Checchia e De Maio pronti per le Provinciali

Con la fissazione della data delle prossime elezioni provinciali per il 30 gennaio, di fatto si è aperto il balletto delle candidature provenienti da quasi tutti i Comuni della Capitanata, a eccezione di quelli commissariati attualmente, cioè Foggia e Bovino. 
A Lucera Giuseppe Pitta non ha mai messo da parte la sua intenzione di correre direttamente per la presidenza, dopo essere stato estromesso nel 2019 addirittura al momento della presentazione delle liste, dopo aver fatto per due anni il delegato all'Ambiente. Ma si tratta di un discorso da rinviare al prossimo autunno quando si voterà per il vertice dell'ente, e quindi si profila un percorso di avvicinamento piuttosto complesso, considerando anche le forze in campo e i nomi che circolano da settimane. 

A ogni modo, i primi due nomi spuntati per la carica di consigliere non sono in entrambi i casi una novità, anche perché la questione è stato uno degli elementi di rottura della maggioranza a maggio dell’anno scorso, proprio sulla scelta del rappresentante unitario da inviare a Palazzo Dogana.
E quindi i due contendenti si ritroveranno con ogni probabilità veramente da avversari: Tonio De Maio per la coalizione cha attualmente sostiene il sindaco Giuseppe Pitta, e Vincenzo Checchia, esponente del Gruppo Con, membro della minoranza. Il cognato del consigliere regionale Antonio Tutolo ha rivelato al quotidiano l’Attacco che sarà inserito nella lista “Insieme per la Capitanata” e ha dichiarato di poter contare sull’appogio della sua compagine e anche dal Pd locale, circostanza tutta da verificare nella sua concretezza. Nessun riferimento, invece, al resto dell’opposizione, cioè a Davide Colucci del Gruppo misto, ai due rappresentanti di Lucera 2.0 Francesco Di Battista e Francesco Russo e ad Antonella Matera, eletta nella lista degli Agricoltori. 
Per Checchia è realistico pensare anche al sostegno di qualche amministrazione dei Monti dauni, ma il cui peso ponderato è piuttosto leggero, per cui le sue mai nascoste ambizioni per l’effettiva elezione passano da un sensibile allargamento della sua base votante.

I 15 consiglieri di maggioranza, invece, sarebbero teoricamente sufficienti per far sbarcare De Maio in Consiglio provinciale, ma anche in questo caso la circostanza è tutt’altro che scontata, perché si tratta di uno schieramento a dir poco variegato, e senza quella compattezza registrata ai tempi di Antonio Tutolo che valse prima la sua stessa elezione, poi quella di Pitta e infine la scientifica distribuzione delle preferenze nel 2019 quando proprio Pitta saltò. In questa tornata bisognerà misurare l’aderenza dei quattro consiglieri “aggiunti” otto mesi fa, per i quali le inclinazioni politiche e i riferimenti provinciali sono ben altri, per cui si tratta di un esame delicato e importante anche per la tenuta stessa dal governo a Lucera, già scosso dalla vicenda dell'incarico a Giovanni Di Croce e dei mal di pancia conseguenti, con assenze strategiche e sistematiche in Giunta che lasciano pensare a quache scontento da accontentare adeguatamente. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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