09/01/2022 20:01:44

Corsa alle medaglie per quattro progetti

Il nuovo anno si è aperto con altri quattro finanziamenti ottenuti dal Comune di Lucera, ma anche in questa occasione è subito scattata la corsa alla medaglia, con l’immancabile e conseguente polemica politica sui meriti da auto-attribuirsi.
Sarebbe molto meglio, interessante e lodevole pronunciarsi sui (pochissimi) cantieri terminati a distanza di anni dagli annunci iniziali, ma certamente è sempre meglio di niente sapere di avere dei titoli economici da spendere, 3,5 milioni in questo caso, per il potenziale rinnovamento di tanti luoghi della città.

La comunicazione iniziale era arrivata martedì dall’onorevole Nunzio Angiola che ha rivendicato la sua “attività di impulso su Governo e quella di controllo sulla tempestività, correttezza e trasparanza della spesa”, evidenziando subito il decreto varato il 30 dicembre dal ministero dell’Interno, di concerto con quelli dell’Economia e delle Infrastrutture, con la destinazione di 3,4 miliardi di euro del Pnrr per gli anni 2021-2026, con l’individuazione dei Comuni beneficiari del contributo per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, oltre al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Per la fascia di popolazione di centri come Lucera, erano in palio massimo 5 milioni, anche sulla base di un indice di vulnerabilità sociale e materiale, oltre che in proporzione alla popolazione residente al centro-sud. Per la Capitanata, sono stati finanziati quindi 23 progetti, per un totale di quasi 57 milioni di euro, suddivisi anche tra Cerignola (7), San Severo (1), Manfredonia (1), Foggia (6), Torremaggiore (1) Orta Nova (2) e San Giovanni Rotondo (1). 

Subito a ruota si è precipitato il sindaco Giuseppe Pitta, comunicando trionfante il successo di Palazzo Mozzagrugno con 470 mila euro per il recupero di piazza delle Terme Romane; 400 mila euro per il rifacimento di Via Pio Petrilli e Piazza Santa Caterina; 1 milione e 150 mila euro per interventi sul bosco e sugli spazi della Villa comunale; 1 milione e 500 mila euro per lavori di riqualificazione dell’anfiteatro. 
“Abbiamo presentato quattro progetti e tutti e quattro sono stati finanziati – ha dichiarato Pitta – un inizio di anno perfetto che ci riempie di orgoglio e soddisfazione per opere che lasceranno un segno indelebile nella città”.

Ma il breve comunicato ha suscitato la reazione indignata di chi si è sentita tagliata fuori da qualunque riconoscimento, dopo averlo fatto già autonomamente dal punto di vista politico.
“Il giorno prima delle mie dimissioni che ho volutamente posticipato – ha sibilato Carmen Di Cesare, assessore ai Lavori pubblici fino al 31 maggio scorso - mentre il sindaco era impegnato a concludere accordi con una parte della minoranza, ho candidato io quei quattro progetti al bando della rigenerazione urbana. Il duro lavoro ripaga sempre!”.
Questa dichiarazione ha scatenato la solidarietà di chi ha visto una mancata gratitudine da parte dell’Amministrazione comunale ma soprattutto la volontà di intestarsi meriti non propri, rinfocolando il risentimento tra le fazioni sempre più distanti nel panorama politico locale, tra gli attuali fedeli di Pitta e quelli che sono rimasti con Antonio Tutolo.

Secondo quanto illustrato a Luceraweb dalla stessa Di Cesare che conosce benissimo l'intero procedimento, il progetto dell'anfiteatro riguarda la bonifica, sistemazione e pulitura degli spazi aperti e degli ambienti ipogei con i sotterranei, saggi di scavo per le evidenze archeologiche e costruttive, l’ampliamento della gradonata per ulteriori 950 posti, la stabilizzazione del pendio della cavea, la raccolta delle acque meteoriche di ristagno e il miglioramento dell'accesso con una nuova passerella da Viale Papa Giovanni Paolo II; per Piazza Santa Caterina e Via Petrilli è in programma il riassetto della pavimentazione esistente con recupero di basolato e l’inserimento di nuovo basolato lavico, oltre alla installazione di dissuasori e di una fascia di pietra calcarea al fine di impedire le infiltrazioni di acque nelle abitazioni; in Piazza Terme Romane c’è il recupero degli scavi archeologici e il rifacimento di tutta la pavimentazione adiacente l'area; infine, il rifacimento del fossato del Castello e la riqualificazione della Villa comunale e della pineta con realizzazione di percorsi pedonali e installazione di arredo urbano. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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