07/01/2022 21:59:54

Scuola e Covid, aumentano contagi e timori

All’indomani dell’Epifania, l’imminente ritorno a scuola sta provocando grandissima fibrillazione a Lucera sugli scenari che si prospettanno a partire da lunedì prossimo, quando è previsto il ritorno tra i banchi di migliaia di bambini e ragazzi e di centinaia di insegnanti.
La crescita costante dei contagi (oggi hanno superato i 400 contemporanei) e la conseguente incertezza epidemiologica nelle aule sta portando a una ridda di voci e ipotesi, ma anche a sollecitazioni e richieste di ogni tipo.
Insomma, sembra di essere tornati a circa un anno fa, quando tutti guardavano ai provvedimenti restrittivi che arrivavano dalla Regione e dal Comune, dove in effetti sono in corso riunioni e consultazioni ma senza ancora decisioni.
Da Bari hanno fatto già capire che per ora nulla sarà fatto, almeno a dar seguito alle dichiarazioni dell’assessore all’Istruzione Sebastiano Leo: "Essendo in zona bianca non ci sarebbero i presupposti giuridici per una eventuale ordinanza sulla riapertura delle scuole – ha riferito all’Ansa – e quindi il nostro obiettivo adesso à vaccinare il più possibile e la Puglia è prima per quelle pediatriche. E’ chiaro però che ci sono alcuni problemi legati all'aumento dei contagi Covid, ci sono docenti e personale scolastico in quarantena perché positivi, mancano le mascherine Ffp2. Comunque stiamo monitorando la situazione e vediamo cosa succede nelle prossime ore".
Proprio oggi, inoltre, è stato ufficializzato un accordo tra Regione e sindacati dei medici di medicina generale (Fimmg, Smi e Snami) per un protocollo d’intesa per la gestione dei casi Covid in Puglia: tutti i soggetti con esito di test positivo, alla data dell’11 gennaio, saranno gestiti direttamente dalle Asl di appartenenza, anche attraverso attività di recall e di generazione di appuntamento per il test di accertamento di guarigione. Dal 12 gennaio, i soggetti asintomatici che dovessero risultare positivi ad un test antigenico di III generazione o a un test molecolare erogato dalle strutture autorizzate, ai fini del provvedimento di isolamento, di appuntamento per il tampone e del provvedimento di avvenuta guarigione, anche ai fini del green pass, saranno gestiti direttamente dalle Asl con modalità e procedure automatizzate generate dalla piattaforma Iris. Solo per soggetti sintomatici e positivi, è prevista la presa in carico da parte dei medici di famiglia, che oltre alle normali attività già previste, genereranno la richiesta di tampone di controllo ai fini del provvedimento di guarigione. La registrazione da parte dell’erogatore di un esito di test negativo del tampone comporta automaticamente l’alimentazione della banca dati per rilascio del green pass.

Da Palazzo Mozzagrugno arriva invece il silenzio totale, ma questo non significa che la situazione non sia al centro di valutazioni. Quello che è certo, invece, è che a Lucera non ci sarà alcuno screening di massa che pure era stato invocato e auspicato da più parti, come già accaduto in centri minori, tra cui Orsara (dove il sindaco ha già deciso di sospendere le lezioni per la prima settimana) o Casalvecchio (dove si terrà domattina per tutta la popolazione scolastica).

Nel frattempo, la questione è al centro del dibattito locale da diversi punti di vista, anche perché la casistica è talmente varia che è difficile inquadrare la situazione nel suo complesso: ci sono positività tra bambini, tra insegnanti, in famiglie con personale scolastico che però risulta negativo, e in generale in tanti nuclei che da lunedì si ritroveranno nel Vietnam della insicurezza assoluta, con orizzonte temporale fissato solamente giorno per giorno e l’incombente spauracchio della didattica a distanza.

Sul fronte delle vaccinazioni, invece, il sindaco Giuseppe Pitta pare abbia preso definitiva contezza dell’inadeguatezza strutturale dell’ex Inam dove confluiscono centinaia di persone al giorno, poppanti compresi, per cui sarebbe vicina una qualche decisione sullo spostamento dell’hub in altra sede, così come invocato da più parti e da tempo dai cittadini che non hanno ancora compreso perché sia stato smantellato in tutta fretta il palasport, nonostante le difficoltà di riscaldamento dell’impianto che costituiscono un problema certamente secondario rispetto ai maggiori rischi e ai grandissimi disagi sofferti fino a oggi dall’utenza in Via Trento.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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