15/01/2022 08:31:31

Soldi veri per l’ex tribunale

Chi l’avrebbe mai detto che quella brutta macchia di acqua sulla facciata posteriore dell’ex palazzo di giustizia di Lucera si potesse rivelare probabilmente decisiva per il suo recupero strutturale.
Eppure è andata sostanzialmente così, perché quella evidente manifestazione esterna dell’aggravamento delle condizioni dell’immobile è stata la spinta per qualcosa che di fatto non era mai accaduto prima, sicuramente mai da otto anni a questa parte, dopo la sua chiusura a seguito della soppressione del tribunale avvenuta a settembre 2013. 

Luceraweb si è fatto raccontare gli ultimi sviluppi direttamente da Antonio Toziani, primo dirigente del tribunale di Foggia e membro della conferenza permanente sul patrimonio giudiziario che ha quantificato uno stanziamento di 4 milioni di euro con cui intervenire sull’edificio con una complessa operazione di manutenzione ordinaria e straordinaria. 
Toziani è lucerino, per una singolare coincidenza passa davanti a quella macchia tutti i giorni, e ha confessato che la situazione era diventata insopportabile sotto diversi punti di vista.  
“Devo dire che ho riscontrato grande disponibilità negli altri membri della commissione (capi uffici giudiziari e dirigenti, ndr) – ha riferito – anche perché siamo tutti molto preoccupati ed vogliamo evitare che il palazzo decada ulteriormente. E’ un grande passo avanti, ma altri vanno fatti, tuttavia sono molto fiducioso di arrivare presto ai risultati, anche a supporto di decisioni politiche che ovviamente competeno ad altri livelli rispetto al nostro”. 

In buona sostanza, se le cose dovessero andare come preventivato, Lucera sarebbe pronta per quella ancora tanto agognata attivazione di una sede distaccata di Corte di Appello, una eventualità forse più facile da registrare rispetto alla riapertura stessa del tribunale così come è stato conosciuto, anche perché l’edificio è ancora nella disponibilità del ministero della Giustizia, nonostante siano trascorsi e superati i cinque anni previsti dalla riforma della geografia giudiziaria, scaduti i quali gli immobili sarebbero dovuti tornare nella gestione diretta degli enti locali. 
Ma al netto delle esultanze lucerine quasi preventive, il percorso si annuncia complesso prima di assistere effettivamente all’inizio dei lavori, perché ora la palla è passata all’Agenzia del Demanio che deve materialmente stanziare i fondi, individuare un progettista che stabilisca le attività da compiere in Piazza Tribunali e poi indire la gara di appalto. Tuttavia la tempistica almeno sulla carta sarebbe incoraggiante, perché si tratta di un provvedimento inserito già nella programmazione dell’anno 2022, quindi con una proiezione piuttosto limitata. 

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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