24/04/2022 20:50:36

Il Comune cerca le maggiori zone sismiche

Come si fa a capire quali sono i luoghi di un territorio a maggior rischio sismico? Rispondere bene a questa domanda può comportare ampi benefici per la popolazione che ci vive e di conseguenza anche per la sua economica, perché così è possibile orientare la scelta di aree per nuovi insediamenti, definire gli interventi ammissibili in una data area, programmare le indagini e i livelli di approfondimento, stabilire orientamenti e modalità di intervento nelle aree urbanizzate, definire priorità di intervento, aggiornare i Piani comunali di protezione civile con riferimento al rischio sismico.

Per fare questo si ricorre a degli studi di micro zonazione, con l’obiettivo di razionalizzare la conoscenza degli effetti di un terremoto sul territorio, attraverso la caratterizzazione delle zone stabili, delle zone stabili suscettibili di amplificazione locale e delle zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno, restituendo informazioni utili per il governo locale, la progettazione, la pianificazione, la gestione dell’emergenza e per la ricostruzione post sisma. Le indagini vengono realizzate in corrispondenza di aree significative che coprono almeno il 70% della superficie complessiva dei centri e nuclei abitati o che interessano almeno il 70% della popolazione comunale, considerando non solo gli aspetti urbanistici, ma anche quelli geomorfologici, geologici e geometrico-strutturali che possono produrre fenomeni di amplificazione sismica locale.

A Lucera il Comune vuole capire di più, e approfittando della istituzione di un Fondo per la prevenzione del rischio, assegnato a varie regioni dopo i tragici eventi del terremoto del 2009 in Abruzzo, ha avviato un programma di approfondimento anche sulle condizioni limite per l’eventuale emergenza, in stretta correlazione con la Protezione civile e l’Agenzia Regionale Strategica per la Sviluppo Ecosostenibile del Territorio della Puglia che ha ricevuto 3,8 milioni per l’attività da svolgere. 
Per questo lavoro suddiviso in due fasi di adeguamento e studi, con una spesa preventivata di 74 mila euro, sono stati incaricati direttamente alcuni professionisti esterni (ingegneri, geologi, architetti) esperti della materia, i cui requisiti sono stati già verificati previa valutazione dei titoli e della sussistenza di un’adeguata esperienza specifica. Il capogruppo del team locale è il geologo Mario Appezzati, affiancato dai colleghi Baldassarre La Tessa, Laura Guerra, Antonio De Santis e Giovanni Bruno, oltre all’ingegner Alberto Mansueto. 

r.z.

Vedi anche: Scossa di terremoto nei Balcani
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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