28/04/2022 07:41:31

Il festival delle proroghe per servizi senza gare

Oltre a quello della gestione dei rifiuti rinnovato un paio di anni fa non senza polemiche e perplessità alla ditta che opera ininterrottamente da una ventina di anni in città, e a quello biennale della gestione del cimitero su cui si ode ancora malcontento e qualche scandalo recente, non c’è un solo appalto pubblico al Comune di Lucera che non sia scaduto. 
Ma ormai sono troppi i dossier tenuti in piedi con il ricorso alle proroghe che oggettivamente non sono più accettabili, visto che di gare di appalto per i rinnovi non si vede nemmeno l’ombra. 
E non è una circostanza di poco conto, specie se ad accollarsi i costi sono totalmente i cittadini, come nel caso parcheggi a pagamento, ma non sono da meno le questioni relative ai trasporti urbani e alla manutenzione della vegetazione. 
Il prolungamento è una procedura chiaramente abusata, le situazioni senza nuova aggiudicazione e affidatario si stanno trascinando per un tempo illimitato, e il ricorso a questa pratica regge sempre meno rispetto alla dichiarata necessità di scongiurare l’interruzione delle attività, circostanza che farebbe decadere il diritto dei rispettivi lavoratori alla cosiddetta “clausola sociale”, quella che consentirebbe loro di essere assunti dal nuovo eventuale conduttore. 
Sul verde pubblico la proroga mensile di inizio aprile sta già per scadere, e tra pochi giorni ricomincerà la lotteria sugli interventi che tante critiche hanno fatto sollevare, assieme alla corretta gestione delle potature degli alberi.
Sui trasporti, inoltre, il clima è caldissimo. E’ scaduta pure la proroga biennale, la ditta ha difficoltà a pagare gli stipendi ai dipendenti che hanno già annunciato nuove azioni di protesta, ancora una volta fermate in extremis grazie alla formazione di un tavolo tecnico alla Regione, sul quale vanno analizzate le ripartizioni e gli utilizzi dei fondi che arrivano da Bari e quelli messi in bilancio a Lucera. 

Ma il caso più emblematico resta sempre quello della sosta tariffata che non piace a nessuno, da tempo immemore, e con una recente gestione politico-amministrativa piuttosto discutibile.
La prima circostanza anomala è avvenuta a inizio 2022: il 31 dicembre era scaduta la nuova proroga e il dirigente comunale l’ha rinnovata con una semplice lettera alla ditta. Poi qualcuno deve avergli suggerito che forse non bastava e allora il 20 gennaio, all’indomani di un articolo di Luceraweb, sull’albo pretorio dell’ente è spuntata una determina retrodatata al giorno di San Silvestro, peraltro evidenziando che l’azienda deve almeno 7 mila euro non ancora versati. Nei giorni scorsi è accaduto di nuovo: c’è un’altra lettera di proroga trimestrale ma non c’è traccia di atto di dominio pubblico. Da Palazzo Mozzagrugno nessuno ha mai voluto chiarire come stiano le cose, e la spiegazione sarebbe tanto più dovuta perché non si tratta di una prestazione qualunque, ma dell'unico servizio pubblico pagato direttamente dalla popolazione residente (e non certo turistica) e non dall’ente che anzi percepisce (in teoria) pure un aggio. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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