09/05/2022 10:58:23

La ‘ricchezza economica’ di Lucera e dintorni

La scorsa settimana il ministero delle Finanze ha diffuso i dati generali sui redditi degli italiani sulla base delle dichiarazioni 2020, con una lunga serie di suddivisione di parametri, per certi aspetti molto approfonditi, per altri ancora tutti da decifrare e leggere con maggiore attenzione. In generale, lo studio dimostra che comunque la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi: solo il 5% supera il 55mila euro di reddito, mentre la maggior parte dei contribuenti, il 44%, non supera i 15 mila euro. 

Nella classifica per regioni, la Puglia non è messa benissimo, e la sua posizione (16esima) ricalca l’andamento di altre graduatorie di vivibilità e servizi per la popolazione, con circa 17 mila euro pro capite.
A livello regionale, tra i capoluoghi quello migliore è Lecce (poco più di 22 mila euro), seguito da Bari (poco meno di 22 mila), seguono Taranto (20 mila) e Brindisi (poco più di 19 mila) e infine Foggia con 18.500 euro.
La Capitanata fa segnare una media generale di 15 mila euro, con il picco attribuito proprio alla città più grande, mentre in fondo alla graduatoria c’è Roseto con 9 mila euro di reddito, praticamente alle soglie della povertà, assieme ad Alberona.
In mezzo c’è un po’ di tutto, con situazioni sorprendenti e altre che vengono confermate nel tempo.
Per esempio, dopo Foggia le città con dichiarazioni migliori sono tutte quelle a vocazione turistica come San Giovanni Rotondo, Tremiti, Manfredonia, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis, mentre mancano stranamente ai vertici centri come Vieste e Peschici, quest’ultimo addirittura 54esimo. 
Lucera si piazza subito alle spalle, al sesto posto, con 15.640 euro di reddito, superando altre città importanti come San Severo e Cerignola. In città i contribuenti censiti sono stati 19.655, con un imponibile di 291 milioni di euro, di cui metà detenuto da chi denuncia più di 26 mila euro anno, mentre la fascia più affollata è quella tra i 15 mila e i 26 mila.

Per interpretare meglio i dati, Luceraweb si è fatto aiutare da Michele Consalvo, commercialista ed esperto di statistiche e proiezioni economiche: “Questo quadro è solo una fotografia parziale della situazione sui territori – ha spiegato – perché mancano alcuni elementi di valutazione che non sono inseriti nel report del Mef che preso in esame solo le dichiarazioni dei redditi sulla base della tassazione Irpef, cioè solo una parte di quelle applicate dallo Stato. Mancano, per esempio, tutti i redditi delle società di capitali e soprattutto il settore agricolo che viene tassato solo sul reddito agrario e dominicale, non considerando le integrazioni ricevute e altre provvidenze. E’ facile intuire, quindi, che nella maggior parte delle città della Capitanata il settore rappresenta una fetta importante, spesso preponderante, dell’economia locale che in questa occasione non risulta. In buona sostanza, questi dati non indicano la reale ricchezza di un territorio che è sicuramente maggiore. A questo elemento, inoltre, bisogna aggiungere che le cifre si basano su coloro i quali hanno dichiarato il proprio reddito, e quindi viene escluso chi non lo ha presentato affatto, e quindi la suddivisione fatta per la popolazione residente darebbe un risultato ancora più basso, al netto quindi della realistica evasione fiscale presente. Io non vedo Lucera messa così male, ma mi fa pensare ancora di più il dato di Torremaggiore, centro notoriamente fiorente che ha appena accolto un nuovo sportello bancario, che è solo 25esimo nella classifica con 13 mila euro di redditi. Lì ancora di più manca il settore agricolo che è dominante, così come altrove, specie nei 5 Reali Siti o sull’Alto e Basso Tavoliere, tutti dietro a Lucera”.

Sui Monti dauni, il Comune migliore in questa graduatoria è Troia che viene subito dopo Lucera, seguito da Pietra e Motta. Biccari, invece, pur 17esimo in classifica, è praticamente l'unico della categoria dei "piccoli" ad avere uno o più contribuenti con un imponibile totale di oltre 600 mila euro nella fascia più alta di reddito sopra i 120 mila euro. Nessuno, invece, in quella immediatamente inferiore, così come si registra proprio a Motta, ma anche a Bovino, Deliceto, Castelluccio dei Sauri, Rocchetta, Sant’Agata, Candela, Accadia, Volturino, Orsara, Celenza. 
San Marco la Catola, Anzano, Faeto, Carlantino, Celle, Volturara e Panni addirittura non vanno oltre i 55 mila euro, così come proprio Roseto e Alberona che chiudono l'elenco.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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