08/05/2022 21:25:01

Legge Tutolo, Lucera fa scuola

Le modalità di recepimento e attuazione della tanto discussa legge regionale 39/2021, più comunemente chiamata “Legge Tutolo”, non potevano che essere chiarite proprio a Lucera. Una sorta di contrappasso per una vicenda politica e amministrativa che deve ancora scrivere tante pagine prima di una sua materiale ricaduta positiva sui territori pugliesi.
E in effetti le polemiche sorte nel Consiglio comunale hanno cominciato a trovare risposte concrete a seguito dei quesiti partiti da Palazzo Mozzagrugno, finalizzati a capire come gestire i risvolti urbanistici a livello comunale.
Il sindaco Giuseppe Pitta ha riferito che da Bari hanno dato indicazioni più precise e soprattutto mai rivelate prima, nonostante altri municipi abbiano già provveduto a “accogliere” la novità in materia di aumento regolato dell’indice di edificabilità nelle zone agricole.
In buona sostanza, l’ufficio regionale ha precisato che sia necessario ricorrere a una vera e propria variante al PUG, cioè prevedere il doppio passaggio della adozione con pubblicazione per le eventuali osservazioni, e poi la definitiva approvazione. E manca ancora il pronunciamento sulla eventuale nuova Valutazione Ambientale Strategica. 
Nello specifico, le legge porta l’indice di edificabilità da 0,03 mc/mq a 0,1 mc/mq, sempre per edifici da utilizzare a scopo agricolo e non residenziale, limitando o escludendo il ricorso all’asservimento di altri suoli dei quali si utilizza la cubatura per trasferirla su quello di interesse. A Lucera ci sono circa 30.000 ettari di terreno a tale destinazione, con un potenziale incremento di 21 milioni di metri cubi nell’agro.

Ma al di là degli aspetti tecnici, la questione si presta benissimo alla polemica incrociata tra maggioranza e minoranza, anche perché quest’ultima aveva chiesto e ottenuto l’inserimento dell’argomento nell’ordine del giorno del Consiglio comunale del 20 aprile scorso, ma poi l’accapo è stato respinto dallo schieramento che governa la città, non prima di aver chiesto chiarimenti alla Regione.
“L’Amministrazione Pitta è unanimemente concorde su questa legge – si legge in una nota firmata direttamente da Pitta - al fine di agevolare gli investimenti produttivi nel nostro territorio, tuttavia bisogna anche dire che è tecnicamente scritta male, lacunosa e soggetta tra l’altro ad un ricorso avanti alla Corte Costituzionale per il suo annullamento. Se davvero si vuole dare al mondo dell’agricoltura un aiuto e un impulso alla realizzazione di annessi produttivi per un incremento delle attività economiche del settore, lo si deve fare con strumenti che non serbino spiacevoli sorprese in futuro, poiché tali interventi comportano investimenti economici importanti che devono essere affrontati con solide certezze e senza ombre di dubbi. Quella proposta di delibera era senza né capo, né coda e totalmente avulsa da qualsiasi fondamento normativo, nell’occasione artatamente omesso e sottaciuto, sintome di un’abissale mancanza di conoscenza delle norme urbanistiche regionali. Pertanto, l’approvazione di quell’accapo avrebbe prodotto solo un atto illegittimo, causando ingenti danni per i privati e per il Comune, visto che i Permessi di Costruire rilasciati a seguito di quella deliberazione del Consiglio Comunale sarebbero stati a loro volta annullati. Chi avrebbe pagato i danni? Importanti finanziamenti revocati, gli imprenditori sul lastrico ed il Comune di Lucera (e quindi tutti i cittadini) trascinato in contenziosi legali forieri di danni milionari. Non appena vi sarà chiarezza sulle modalità applicative della legge, questa Amministrazione si attiverà per la redazione della variante, al fine di consentire alle nostre aziende agricole di fare sviluppo nel rispetto delle regole, con serenità e certezza”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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