13/05/2022 08:11:08

Agorà democratica, buone premesse, scarsi risultati

E’ un momento importante e molto delicato per il centro-sinistra di Lucera, alle prese con una sfilacciatura politica evidente anche nel panorama politico locale, e con l’imminenza del congresso cittadino del Partito Democratico.
Come da schema consolidato, queste saranno le settimane dell’attivismo accentuato, e un primo segnale è arrivato dall’organizzazione di un’agora pubblica in cui è stato “aperto” il microfono a chiunque volesse dire la propria sui temi cari allo schieramento. 

Insomma, un sussulto politico dal quale, però, non è venuto fuori granchè nel primo appuntamento di venerdì sera, tranne parecchia retorica ideologica, qualche supercazzola, nessuna faccia nuova e pochissimi giovani. Tutto questo, nonostante l’invito a “volare più alto, alzando il livello” delle proposte concrete per la comunità. 
L’elemento più concreto è arrivato da Marco Di Sabato, presidente di Paidos che da 30 anni si occupa di minori: “Bisogna dare grande attenzione ai ragazzi – ha detto rilanciando l’allarme - occupandosi dei loro problemi perché sono quelli che abiteranno questa città”.

Per il resto, poco roba. Eppure le premesse erano buone, perché i due principali animatori Marco Esposito e Carlo Luciano avevano invitato i partecipanti a cominciare insieme “un percorso non predeterminato, nel quale deve nascere prima la comunità, e poi decidere insieme cosa fare, affrontando i problemi della gente muovendo tutto dentro un quadro individuato”. 
E il quadro per quasi tutti gli intervenuti è il contesto di un partito che sappia essere punto di riferimento per la gente, condizione che invece più nessuna sigla è in grado di fare con l’efficacia di decenni fa, quando invece tutto passava dalle sezioni cittadine.
Lo hanno confermato esponenti della vecchia guardia, magari su sponde opposte ma poi tutte accomunate almeno idealmente sotto la bandiera del Pd, Giuseppe Melillo, ex sindaco di Lucera negli anni 80 e di estrazione democristiana, e Tonio Fusco, ex segretario cittadino del Partito Comunista di quello stesso periodo.
“Prima bisogna imparare a fare politica – ha detto il primo, non nascondendo le sue allusioni alle liste civiche e ai pentastellati– e poi fare i programmi a beneficio delle persone. Invece manca la cultura, tanti soggetti devono ancora maturare, ma è con loro che ci dobbiamo incontrare per cercare i punti con cui stare assieme”.
“Finalmente c’è la possibilità di discutere e parlare – ha aggiunto il secondo – e non è mica scontato. In questa città non si fa da anni. Non c’è stato un dibattito pubblico sulla possibilità progettuali del Pnrr, si è semplicemente preso dei progetti già pronti e spostati dalla scrivania comunale a quella provinciale o del Governo. Ma manca una idea condivisa di sviluppo, una visione della città dei prossimi decenni. Io penso che si debba partire dalle persone e dal contrasto alle disuguaglianze che da queste parti sono enormi, aggravate da una società sfilacciata e senza i partiti come riferimento. Questa è l’ultima possibilità che abbiamo per stare insieme, ma è necessario proprio la partecipazione dei cittadini”.

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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