10/05/2022 10:26:54

L’arresto di Amorico scuote i vigili e il Comune

Era settembre dell’anno scorso quando hanno cominciato ad addensarsi le prime nubi scure sul comando di polizia municipale di Lucera, “visitato” a più riprese e in varie situazioni dagli uomini della Guardia di finanza di Lucera, supportati da un ufficiale proveniente dalla Compagnia di San Severo e da colleghi del comando provinciale di Foggia.
In effetti, anche nelle settimane seguenti, anche alla sede centrale del Comune si sono succedute perquisizioni, acquisizioni di elementi ritenuti probatori e perfino il prelievo dei telefonini (poi restituiti) del comandante Beniamino Amorico.
Il maggiore dei vigili era quindi sotto inchiesta da diversi mesi, e il provvedimento di arresti domiciliari di stamattina rappresenta evidentemente una conseguenza di quella attività delle Fiamme gialle che si è concentrata, secondo quanto emerge dalle rivelazioni pervenute da Viale Castello, su varie ipotesi di reato riconosciute dal gip su richiesta della procura: peculato, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Comune di Lucera e rivelazione di segreto d’ufficio. Assieme a lui, figurano altri sei indagati, anche altri appartenenti alle forze dell’ordine, le cui posizioni sono però ancora tutte da approfondire, sia nei ruoli che nelle circostanze.

L’operazione denominata “Doppio Alfa” potrebbe essere partita da una segnalazione anonima, e si è basata su pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali, le cui risultanze avrebbero permesso, secondo quanto riferito dagli inquirenti “di far emergere, tra l’altro, presunti comportamenti di funzionari pubblici verosimilmente improntati all’indebita strumentalizzazione del ruolo e delle funzioni derivanti dallo stato di appartenenza ad un organo di polizia”.

In particolare, ad Amorico viene contestato che “con frequenza pressoché quotidiana, dopo aver attestato la propria presenza in servizio, si sarebbe allontanato dal luogo di lavoro, utilizzando l’autovettura del Comune (la Giulietta di colore blu, ndr) per assolvere ad impegni privati, estranei alle proprie attribuzioni istituzionali. Avrebbe utilizzato il veicolo per fare acquisti di vario genere, per raggiungere la propria compagna con cui si sarebbe intrattenuto oltretempo, per incontrare in altri Comuni, pure di altre regioni, persone che nessun legame avrebbero avuto con i doveri del suo ufficio, totalizzando, nei soli mesi di indagine, assenze dall’ufficio per circa 53 ore e percorrendo circa 3000 chilometri con quella auto”.

Un altro filone riguarda la presunta redazione di “atti ideologicamente falsi inerenti alle proprie attestazioni di servizio e all’uso della predetta autovettura, così come avrebbe predisposto numerosi atti falsi tesi ad ‘accomodare’, in favore di soggetti conoscenti, alcune pratiche e istruttorie amministrative del proprio comando di polizia locale. Tra queste, alcune sanzioni elevate per violazioni del Codice della Strada, per il cui “accomodamento” il funzionario avrebbe rilasciato permessi per la Zona a Traffico Limitato retrodatati e emessi ad hoc, annullando così gli effetti delle contravvenzioni”.

Per quanto riguarda la rivelazione del segreto di ufficio, ad Amorico viene attribuita questa ipotesi a fare di amici e conoscenti, a proposito di “dati sensibili e riservati alla cognizione esclusiva del suo Ufficio, con particolare riferimento a report della Regione Puglia ad esclusivo uso degli organi di polizia”. 

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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