11/05/2022 21:06:12

Amorico verso la sospensione dal servizio

E’ stata una giornata convulsa quella di ieri, fuori ma soprattutto dentro il Comune di Lucera, dove la notizia dell’arresto del comandante della polizia municipale ha lasciato di stucco parecchi amministratori.
Dopo un primo momento di incertezza, è subito partito l’iter finalizzato alla sospensione dal servizio di Beniamino Amorico, provvedimento di competenza del dirigente al Personale (e segretario generale) Giovanna Acquaviva, la quale ha ricevuto indirizzo politico chiaro dall’Amministrazione comunale che, tuttavia, prima di adottare un provvedimento, ha chiesto conferma alla procura sulla posizione dell’indagato. 
“Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e nella presunzione di non colpevolezza del comandante – è trapelato dall’entourage del sindaco - e sebbene sia un atto non obbligatorio ma facoltativo, chiaramente riteniamo doveroso procedere a garanzia della serenità di tutti, anche perché emergono ipotesi di reato per il quale l’ente sarebbe persona offesa”. 
Già a settembre scorso, comunque, quando si verificò la prima perquisizione in diversi uffici della sede centrale e del comando di Viale Libertà, proprio Giuseppe Pitta e l’assessore al Personale Alfonso Trivisonne vennero sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti. 

Ieri mattina la notizia ha fatto in pochi minuti il giro della città, dopo che lo stesso Amorico è stato prelevato a casa dalle fiamme gialle, è stato visto attraversare in divisa e a piedi Piazza Matteotti attorniato dai finanzieri, fino al suo ufficio da dove poi è uscito per essere portato alla tenenza di Viale Castello per le notifiche di rito. 
Fin dall’inizio di questa storia risalente a otto mesi fa, quando c’era stata la prima perquisizione e acquisizione di documenti in più presidi pubblici, ciò che ha colpito sono sempre state anche le modalità quasi solenni e articolate con cui si sono mossi gli inquirenti, mostrando apertamente la loro concentrazione su possibili e variegate tracce investigative.
Altro aspetto interessante ancora tutto da scoprire, è se l’iniziativa giudiziaria sia partita da un input dell’ufficio del pubblico ministero, o se siano stati i militari a sottoporre alla procura risultanze derivanti da una segnalazione anonima (presumibilmente risalente a febbraio 2021), di chi evidentemente aveva dimostrato di conoscere bene determinati retroscena, naturalmente ancora tutti da riscontrare nelle sedi giudiziarie. 

Intanto, in attesa degli sviluppi sotto diversi punti di vista, la polizia municipale ora è agli ordini del capitano Giovanni Roberti, il quale era stato già designato da Amorico e sul quale l’Amministrazione Pitta non ha espresso parere diverso. 

Sono cinque, infine, e non sei gli altri indagati che figurano nell’ordinanza emessa dal gip Marialuisa Bencivenga che ha accolto la richiesta del pm Marco Gambardella. Si tratta di un avvocato, un appartenente alle forze dell’ordine e tre imprenditori, tutti accomunati dalla contestazione di concorso nella presunta truffa al Comune di Lucera, poiché beneficiari (diretti o indiretti) di annullamento di una contravvenzione per violazione della zona a traffico limitato. 
Sulla rivelazione del segreto di ufficio, inoltre, l’ipotesi di reato riguarderebbe la diffusione arbitraria e ripetuta della lista delle persone positive e sottoposte a isolamento anti Covid, a favore di amici e conoscenti che quindi non avevano alcun titolo ad accedere a informazioni sensibili e riservate, di esclusiva competenza e gestione delle foze dell’ordine, chiamate a verificare il rispetto della misura disposta di volta in volta dalle autorità sanitarie.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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