14/05/2022 21:17:11

Dentro o fuori

Vangelo (Gv 13,31-35)
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
“Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse…”
Nel Vangelo di qualche Domenica fa c’era stata per Pietro una richiesta personale, una “investitura d’amore” primaria,  questa settimana non ci sono superiori o inferiori, capi o sotto, grado superiore o grado inferiore; nessuna gerarchia.
C’è, nella Parola di Gesù di questa settimana, una umanamente inaccettabile uguaglianza.
Se ti hanno insegnato che un vescovo o un prete o un diacono deve farlo di più, mi spiace ma è una interpretazione di parte, un punto di vista limitato dall’umanità.
E’ che stiamo parlando dell’Amore che Cristo consegna ai cristiani.

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;
come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.

Che forza travolgente viene da Gesù, che abbatte tutte le cattedrali che ci siamo costruite nei nostri cuori per sentirci cristiani;
Lui solo può dirci la Verità: è un Comandamento nuovo, che io e te e tutta l’umanità, senza di Lui, non possiamo realizzare e in modo drammatico lo stiamo sperimentando in questi tristi giorni di guerra….
E’ Amore nuovo, senza l’indeterminativo perché a suo confronto nessun altro amore può chiamarsi più tale. 
E’ l’Amore della donazione di Cristo sulla Croce!
In questi tempi di guerra non sento quasi più nessuno che annuncia:
“Amare nella dimensione della Croce”
Anzi, se solo lo dici vieni aggredito e non solo da coloro che non sono cristiani!
Eppure decisamente non è un Amore destinato a rimanere in Croce o scritto nei Vangeli;
ha piedi, gambe, mani, occhi, voce…
magari i miei e i tuoi piedi, gambe, mani, occhi, voce…     
La meraviglia è che questo Amore tende ad innestarsi in ogni amore umano e a innalzarlo.
Se tenuto “dentro” in un pur luogo sacro rompe le porte e va nel mondo;
la Sua forza inarrestabile entra in tutta la storia dell’umanità, non intesa solo quella degli eventi storici mondiali ma prende anche quelli quotidiani, quelli nostri di tutti i giorni.
L’Amore di Cristo, pur non conoscendo alcuna violenza, abbatte ogni muro di odio e divisione;
noi di questo secolo ne dovremmo essere testimoni ed invece stiamo disperdendo questo Tesoro!  
Identifica le nostre parrocchie; i nostri gruppi di volontari; le nostre famiglie,
e identifica la presenza di un cristiano in ogni luogo; identifica me e te. 
Non ha bisogno di super eroi, che diano dimostrazioni da “effetti speciali o straordinari”;
anzi se proprio lo volete sapere è così silenzioso e per niente appariscente.
Quante volte ci siamo noi stessi detto che in questo nostro mondo non è possibile;
oggi è tutto egoismo e sporcizia, quanto sono amare a volte le pagine dei nostri giorni.
Oggi a vedere i nostri giovani, quello che resta delle nostre famiglie, quello che accade nelle scuole, quello che accade nel mondo dell’economia, quello che accada fra popoli fratelli e vicini di casa, c’è da arrendersi e rinchiudersi nella parrocchia fortino.
Caro fratello, viandante nei sentieri di questo mondo, pieni di insidie e briganti, c’è lo Spirito Santo che agisce, che rinnova continuamente i nostri cuori, che rinnova la faccia della terra.
Questo sparuto gruppo di discepoli è stato un fermento per tutta l’umanità, ha portato la vera vita fino a noi oggi.
Dodici poveri uomini, pieni di ogni limite umano ma con una sola e certa ricchezza:
Cristo, l’Amore della donazione totale in Cristo.
C’è una fonte inarrestabile di amore, una fonte inesauribile che si è aperta sul monte Golgota:
l’amore nella dimensione della Croce.
A questa sorgente di vita nella storia si sono unite e continuano ad unirsi tante altre fonti: le nostre esistenze in Cristo.
Così, il donarsi di un prete in una parrocchia sperduta in chissà quale angolo di questo mondo;
è così il semplice e quotidiano donarsi di un papà…; l’amore di donazione semplice, eroico e quotidiano di una mamma; il semplice, onesto e quotidiano lavoro di un impiegato…; il disinteressato e pulito servire di un pubblico amministratore…; la quotidiana e atroce sofferenza dei giorni della malattia…; l’ingiusto abbandono che vivi, che ti mette nella tentazione quotidiana;
è così le tue lacrime silenziose raccolte dal tuo amico “cuscino notturno”; i tuoi giorni in carcere e la paura di ritornare nel mondo di fuori;
è così la tua e la mia vita offerta per amore di Cristo;
solo per amore di Cristo…
Diventano sorgenti di amore che salvano questo nostro mondo, la nostra umanità intera.
L’Amore di Cristo non è selettivo, esclusivo.
Un cristiano non si offre solo per i cristiani.
E’ il dono di Cristo per tutta l’umanità.
I nostri giorni bui hanno bisogno di veri testimoni che rendano visibile, vivo oggi, Cristo.
Il segno forte indelebile è l’Amore di Cristo che si dona al mondo attraverso i cristiani.
E’ indispensabile che ogni cristiano viva questa svolta fondamentale in Cristo della propria vita.
Da sempre nella vita della Chiesa questo amore è il segno identificativo;
deve essere “esportato” in ogni contesto.
Devono riconoscerci cristiani non solo da segni distintivi appuntati ad una giacca o appesi al collo o alla parete di una stanza o da solenni liturgie ma dal Segno della donazione impresso nelle nostre azioni. 
Dobbiamo prendere coscienza di questo: ogni cristiano è chiamato ad essere segno vivo dell’Amore di Dio, sempre e in ogni luogo. 
Usciamo fuori con Giuda o rimaniamo nel cenacolo con Cristo?

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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