03/06/2022 08:14:23

Nel Pd siamo arrivati ai cartellini rossi

Nel Partito Democratico di Lucera le cose non sono mai andate bene fin dalla sua fondazione, non è certo un mistero, è la storia che lo dice. Tuttavia le tensioni interne erano sempre state manifestate con invettive verbali, al massimo era volata qualche “ombrellata”, tutte situazioni che hanno provocato una emorragia di iscritti e simpatizzanti, quasi sempre mai recuperati.
Mai, però, si era passati alle espulsioni. Eppure è accaduto proprio questo qualche giorno fa, almeno a dar credito a una lettera scritta dal segretario cittadino Ernesto Giannetta e controfirmata pure dal capogruppo consiliare Antonio Dell’Aquila, i quali hanno sostanzialmente messo alla porta Fabrizio Abate, pure consigliere comunale rimasto però all’opposizione dopo l’ingresso in maggioranza dell’altro eletto dem. 

Le accuse consistono in “reiterate ed ingiustificate attività e condotte in violazione sistematica dello statuto e del regolamenti del partito, ricorrendo costantemente e sistematicamente ad esternare pubblicamente e per mezzo stampa opinioni e pareri di manifesta denigrazione del partito e dei propri rappresentanti. Da mesi non presenzia alle riunioni di preparazione del Consiglio Comunale e vota in contrasto con le deliberazioni assunte dal partito in aulae, e sottoscrivendo mozioni e richieste con formazioni politiche esterne. Atti questi gravissimi di non rispetto delle regole e di chiaro disorientamento verso i nostri iscritti ed elettori. Null'altro di peggio poteva fare, e dunque la misura è colma. Questo partito dopo i suoi molteplici tradimenti politici non Le concede altra occasione di continuare a massacrarlo”.

Ai più è sembrata quasi un'iniziativa dai toni scolastici, come di una nota disciplinare messa sul registro di classe, ma resta il fatto politico di una vicenda che ancora una volta ha suscitato il silenzio della segreteria provinciale (in indirizzo nella missiva) che non si è mai pronunciata ufficialmente sull’operazione di appoggio all’Amministrazione Pitta, decisione che resta (attualmente) il motivo principale della contesa tra le parti. 
Abate, dal canto suo, ha reagito quasi snobbando il provvedimento, ricordando che “l’art.49 dello statuto dice che le sanzioni disciplinari agli iscritti vengono irrogate dalle commissioni di garanzia, istituite su base provinciale, regionale e nazionale, e non dal segretario. Non conoscono neanche le norme di base”. 

C’è materia per carte bollate tutte interne al Pd, quindi, mentre all’esterno nulla di nuovo, specie se si considera che i tre eletti di ottobre 2020 hanno preso tre strade diverse, comprendendo anche quella di Davide Colucci che da mesi si è reso indipendente ma per il dissenso sulla gestione della pandemia a livello nazionale. Tuttavia, anche lui si è aggregato alla maggioranza, proprio assieme a Dell’Aquila con il quale condivide la singolare posizione di “appoggio esterno” per mancanza di assessore, o meglio ancora di posto disponibile in Giunta.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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