07/06/2022 17:37:11

L’orto 'sinergico' della scuola Manzoni

Dovesse andar male nel percorso didattico, per una ventina di ragazzi della scuola media Manzoni di Lucera non si potrà certo dire che siano state braccia rubate all’agricoltura, perché un’impostazione bucolica l’hanno ricevuta direttamente, grazie a un progetto che li ha portati a mettere personalmente le mani nella terra, imparando tecniche e apprendendo i cicli della natura attraverso le piante e le coltivazioni.
L’iniziativa è terminata nella sua prima parte, con la presentazione dei risultati visibili nel cortile dell’istituto di Via Podgora, alla presenza di numerose istituzioni locali. Gli alunni in questi mesi hanno avuto come vicini di casa alcuni pensionati che conducono fazzoletti di terreno diventati orti civici, con tanto di suddivisione e sistema di irrigazione. Ora queste persone, assieme al personale scolastico, daranno anche una mano a tenere in vita la realizzazione dei giovanissimi, i quali si alterneranno con le famiglie nei mesi estivi per ripartire a settembre con una seconda parte già prevista del progetto, sempre con la collaborazione aggiunta della vicina parrocchia di San Pio X e dei volontari della Guardie ambientali.
La mattinata di venerdì è stata declinata tra drammatizzazioni, illustrazioni e coinvolgimento delle rispettive famiglie che hanno potuto vedere quanto i figli potevano solo raccontare a casa negli ultimi mesi, accolti da cibo, musiche e canti. 
“Hanno fatto quasi tutto da soli, persino gli inviti con le decorazioni – ha spiegato la professoressa Tiziana Lucente, una delle due promotrici – imparando che la natura corregge e insegna, anche attraverso la fatica del lavoro che hanno dovuto mettere nei pomeriggi in cui sono venuti sul posto a curare l’orto che abbiamo creato. Questo è un luogo speciale, un’aula a cielo aperto dove la sola maestra è Madre Natura, sul pavimento c’è l’oro della paglia, le pareti sono una fitta schiera di alberi e il soffitto è l’azzurro del cielo”.

Hanno odorato forse per la prima volta alcune erbe officinali e aromatiche, hanno visto spuntare dalla terra fragole, zucchine, insalate e melanzane, hanno ricavato un piccolo stagno in cui nuotano piccoli pesci e anfibi, insomma sono andati a lezione dalla natura in armonia tra loro, disegnando i cosiddetti “bancali” a forma di semicerchio, permettendo così di camminarci e operare in mezzo.
“E’ stato un tempo carico di cose nuove da conoscere, osservare e apprezzare – ha aggiunto la docente Anna Rita Catignano – perché prendersi cura della terra equivale a prendersi cura di se stessi. E questo lo potevano imparare solo impegnandosi personalmente. E’ il seme del cambiamento e la scuola è il suo frutto, favorendo pure la biodiversità con una coltivazione contemporanea di leguminose, verdure, ortaggi, piantine e liliacee come aglio e cipolle”. 

L’orto “sinergico” non prevede lavorazioni particolari, ma piuttosto lasciar fare alla terra senza essere arata o rivoltata o compattata, assistendo al miracolo della auto-fertilità che si sviluppa attraverso l’humus, fotosintesi e microrganismi in libera decomposizione, al massimo stendendo una pacciamatura di paglia a protezione o aggiungendo terriccio, cenere o compost. 
E che l’idea sia diventata contagiosa potranno accorgersene i lucerini che nei prossimi giorni potranno vedere sbocciare quelle che sono state definite “bombe di fiori”, ossia degli impasti di terra e semi poi nascosti in alcuni angoli della città in cui sono state disseminate.
“Questa storia è straordinaria perché da sola costituisce un vero e proprio percorso formativo – ha concluso la dirigente Maria Concetta Bianco – con la terra del cortile trasformata in un ambiente di apprendimento in cui viene favorita la conoscenza e l’amore per la natura”.

Riccardo Zingaro

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Le dichiarazioni degli alunni

Ho imparato il significato del termine ‘sinergia’ nella natura, una complicità che scorre dalle radici lungo la linfa delle piante, come un patto segreto tra Terra e vita sotterranea, come un'intesa che fa germogliare la vita… quanto abbiamo da imparare da questa parola e da questo esempio anche noi! (Sofia Di Giovine)

La forma del nostro bancale è un semicerchio: ne abbiamo fatti tre, uno nell'altro. Piano piano, con tanto lavoro, abbiamo visto la Terra sollevarsi e prendere forma. È stato faticoso, ma utile a preparare il terreno per la messa a dimora delle piantine. Io sono tornato a casa soddisfatto del mio lavoro nell'orto! (Nicola Di Munno)

Ho imparato con grande sorpresa, che le sostanze chimiche, come i fertilizzanti, non sono un ingrediente fondamentale per avere un orto abbondante, ma basta solo una piccola spinta alla natura e possiamo dar vita ad un orto che chiamare ‘fantastico’ è dir poco. La natura crea il meglio da sé, questa è la regola guida per entrare in armonia con la Terra. (Hadine Zinedine)

Prima di mettere le piantine, abbiamo ricoperto tutto l'orto di paglia. Era bellissimo vedere la terra che via via prendeva il colore dell'oro. Era molto rilassante coprire ogni spazio. Alla fine abbiamo letto un brano tratto dal "Piccolo principe", capendo che è meraviglioso ‘addomesticare’ un fiore. (Annachiara Melidei)

È un'emozione indescrivibile vedere una nuova piantina nascere, soprattutto perché sappiamo che siamo stati noi a darle vita. La mattina vediamo i frutti del nostro lavoro: le piante crescono sempre, ogni giorno di più; così, coltivando la terra, sperimentiamo l'amore per la natura. Ogni giorno la natura ci insegna cose nuove e anche quando questo progetto terminerà, ognuno di noi si porterà nel cuore un pezzetto di primavera. Io ho imparato che rispettare la natura significa tenere pulita e rispettare la nostra casa. Ho imparato che la natura è la nostra casa. (Sofia Laforgia)

La biodiversità sinergica è simile ad un mondo difforme, composto da realtà diseguali ma unite, frutto di ardore e brio. lo sono un musicista e credo che la biodiversità sia come l'armonia che i numerosi strumenti, seppur diversi e con note differenti, creano con imperitura perfezione. Come nella musica, così nella natura. (Alessio Forte)

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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