11/06/2022 23:41:32

Alla ricerca della unità

Vangelo (Gv 16,12-15)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Forse senza rendercene conto è la Trinità che i cristiani invocano (chiamano in causa) più spesso e nei momenti più importanti.
Dal Segno della Croce fatto prima di una preghiera, o prima di un momento particolarmente difficile, o al semplice saluto passando davanti ad una Chiesa, all’amministrazione dei Sacramenti…    
La Trinità: Dio Padre, Cristo Figlio e lo Spirito Santo, è unità.
Unità trinitaria da poter vivere nelle nostre parrocchie, nelle nostre famiglie e in tutti i luoghi dove ci sono dei cristiani.
D’altronde uno dei segni fondamentali che identificava sin dall’inizio le prime comunità cristiane era proprio l’Unità.
L’antitesi all’Unità Trinitaria ha un brutto autore...
Unità non è solo unicità di intenti ma è qualcosa di più profondo.
E’ comunione, condivisione non solo spirituale.
Sapete a cosa penso?
Alle nostre parrocchie.
A riguardo, penso sempre che siamo in cammino nel testimoniare questo segno che il mondo non conosce neppure lontanamente.
Riscoprire questa realtà all’interno delle nostre comunità non significa avere un parroco forte, che sa imporsi, o dei laici influenti consiglieri che decidono da che parte va la barca.
Il vento che dovrebbe spingere è lo Spirito Santo e le priorità sono sempre e unicamente quelle del Vangelo.
La Parola di Cristo è chiara, luminosa e ha dei percorsi in salita con delle mete precise.
Mi pare quasi ridicolo e irriverente puntualizzare a chi è rivolto il “Lieto Annuncio” di Cristo.
In ogni parrocchia il cammino dei fedeli deve seguire le orme, i percorsi di Cristo e andare verso l’umanità che Lui ci ha indicato.
Qui entra in campo un altro aspetto importante e fondamentale della Trinità:
la Trinità è comunicare, dialogare.
Sembra scontato e banale però, credetemi, è fondamentale saper comunicare.
Il rischio grande è che, nel comunicare, noi falsiamo il messaggio o lo impoveriamo o lo rendiamo frutto di una legge e non quello che è realmente:
Segno dell’Amore.
La Comunicazione è “Trasmissione della Fede” attraverso linguaggi e segni concreti;
la Comunicazione è saper accogliere la diversità di espressione;
la Comunicazione è saper capire di essere servi della Verità.     
Non posso andare oltre e approfondire per questioni di spazio, però siamo sinceri, nelle nostre parrocchie a riguardo c’è da lavorare.
Sento che è importante parlare dell’Unità Trinitaria da vivere nelle famiglie.
Abbiamo le idee confuse; non è vero?
Leggevo in questi giorni su un sito web nazionale che, da una indagine statistica, la famiglia sta cambiando relativamente a certi aspetti.
L’indagine parlava della fedeltà non più intesa come fedeltà!
Sapete, anche la fedeltà appartiene alla Trinità.
La Trinità mai divisa, con uno sguardo che è leale, diretto perché fedele, vero. 
Le nostre famiglie cosa sono diventate?
In maniera subdola e perversa la famiglia viene inquinata e spogliata dai contenuti che gli sono propri.
E taglia un po’ qua e taglia un po’ là e…  
…e la porta è sfondata, inizia lo sfascio. 
L’amara esperienza di molti genitori che pur educando cristianamente i figli, con l’esempio quotidiano, se li ritrovano poi trasformati alla continua ricerca di carrube di porci da mangiare.
E ci viene di dire che non è servito a niente;
e ci viene da “abdicare” dal nostro ruolo di genitori “Trinitari”.
E’ proprio questo che non dobbiamo fare, non dobbiamo abdicare.
Se noi rinunciamo di fronte alle mille difficoltà, altri pastori prenderanno i nostri figli e li guideranno con allettanti promesse. 
Essere cristiani non significa vivere in un villaggio “Amish”, isolati dal mondo per non essere contaminati dal mondo.
Essere cristiani “Trinitari” significa lavorare di fronte alle sfide che sempre hanno accompagnato la vita in Cristo.
E’ una costante del cristianesimo dover andare controcorrente.
Laddove c’è un cristiano vero testimone c’è la presenza della Trinità e anche se il mondo schiaccia e soffoca, questa presenza resta e porta dei frutti perché la sua forza viene da Dio.     
Bisogna che ognuno di noi sia cristiano della Trinità ogni giorno.
In Famiglia; nella società; nella parrocchia.
So bene di aver presentato una visione della Trinità poco teologica.
Ma quanto ho detto ha per fonte proprio la realtà elevata del Mistero Trinitario.
Che la Trinità possa accompagnarci tutti i giorni per i sentieri terreni della nostra vita elevandoli e renderli percorsi di gioia vera.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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