10/06/2022 17:46:01

Le ‘verità’ sulla Tari di Tutolo e Pitta (e Abate)

Gli aumenti della Tari hanno scatenato un dibattito in città con pochi precedenti riscontrabili, e le protesta e il malcontento passano dalla tastiera alla piazza. Per lunedì 13 giugno alle 10 è stata organizzata una manifestazione pubblica di disapprovazione, la cui portata e le cui adesioni però sono ancora tutte da verificare.
“Vogliamo rappresentare il dissenso dei cittadini-contribuenti – ha fatto sapere la promotrice Concetta Folliero – che, nonostante pratichino da anni la raccolta differenziata, e nonostante da tempo siano alle prese con gli effetti della crisi economica, si sono trovati di fronte ad un aumento vertiginoso della tassa imposta dall'Amministrazione comunale”.  
In effetti a promuoverla sono soprattutto donne che si stanno coordinando ovviamente attraverso i social, con l’obiettivo di far rivedere le decisioni già prese, ritenendo ci sia ancora tempo sufficiente entro il 30 giugno per operare correttivi, ipotesi quanto mai improbabile anche alla luce dei già avvenuti versamenti da parte di non pochi contribuenti.
A favorire questa ipotesi, c’è stato l’intervento di Fabrizio Abate, ex assessore al Bilancio e Tributi nei sei anni di governo di Tutolo, che si è messo in mezzo alla diatriba tutta social tra il sindaco Giuseppe Pitta e il consigliere regionale Antonio Tutolo che si stanno parlando a colpi di dirette su Facebook, ognuno racconta la propria versione. 
“Pitta torni in Consiglio a riveda le cifre – ha detto – perché ci sono delle cose che si possono ancora modificare. I costi fuori perimetro nel 2020 erano 100 mila euro in meno rispetto a quanto lui ha affermato, per cui il sindaco mente, così come ha dimostrato di non aver compreso la portata benefica di quei 245 mila euro per le imprese che sono state costrette a chiudere durante le restrizioni Covid. Ho sollevato io la questione in Consiglio, adesso si sono accorti che possono intervenire allargano le maglie delle possibilità, ma è sempre alto il rischio che vadano persi e soprattutto non vadano a chi sono destinati, cioè a chi ha dovuto dovuto anticipare un versamento in attesa di un’eventuale compensazione”.

Ma la vera partita si sta giocando tra i due principali esponenti politici locali, dopo che il primo cittadino è finito nel tritacarne social. 
A lanciare benzina sul fuoco ci ha poi pensato Tutolo, con una delle sue ormai consuete “dirette” su Facebook in cui ha spiegato la sua versione dei fatti, contestando le giustificazioni arrivate dalla maggioranza: “Alcuni membri hanno dimostrato di aver capito poco di quanto hanno approvato – ha attaccato - cioè del procedimento che ha portato a quegli aumenti su cui concorrono varie cause”. 
E allora Pitta è stato quasi costretto, anche da alcuni consiglieri suoi sostenitori che non riuscivano più a gestire la pressione del proprio elettorato, a “rispondere” prima con una conferenza stampa convocata in tutta fretta, e poi con una sua personale “diretta” in cui, senza mai citarlo, ha voluto ribaltare le tesi del consigliere regionale.
Insomma, ognuno cavalca le criticità altrui, così che le versioni si sovrappongono, tutte con l’ardire del possesso della verità, rigorosamente “carte alla mano”, e in mezzo i cittadini sono andati ancora di più in confusione. 
A ogni modo, Pitta dice che a determinare gli aumenti sono state le disposizioni dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti che “decide in quale discarica conferire e a quali prezzi”, mentre Tutolo dice che l’organismo diretto da Gianfranco Grandaliano si limita a validare il Piano redatto dagli uffici comunali, incidendo in minima parte sui costi a carico della collettività.
Tutolo dice che nel computo 2022 sono state inserite voci di spesa “fuori perimetro Tari” (attività di disinfestazione e sanificazione, lavaggio strade e pulizia pozzette degli alberi) un valore di 150 mila euro che potevano essere coperti con la contabilità generale, oppure che non sono stati inseriti i 245 mila euro utilizzabili dal cosiddetto “fondone” anti Covid per ristorare le attività rimaste chiuse per disposizioni governative, oppure ancora che l’evasione (superiore al 30% per un valore di circa un milione e 700 mila euro annui) non provoca un aumento dei costi, ma piuttosto una limitazione nel bilancio che costringe ad accantonare più fondi per i crediti di dubbia esigibilità.
“Abbiamo sentito di tutto e di più in questi giorni per giustificare le loro incapacità – ha rincarato Tutolo – ma i cittadini devono sapere come stanno le cose”.
Da qui la reazione di Pitta, il quale ha ammesso che si paga troppo rispetto ai servizi ricevuti dalla cittadinanza, ma ha respinto qualunque responsabilità politica del suo schieramento per una questione ritenuta di natura tecnica e contabile, evidenziando anche voci di spesa per 64 mila euro dovute per i funzionamenti dell’ufficio Aro (51 mila) e proprio ufficio Ager (13 mila). 
“Abbiamo approvato una mera sommatoria di spese – ha detto – sulla base di una gara d’appalto risalente al 2020, (alludendo proprio alla gestione Tutolo, ndr), ma capisco l’esasperazione della gente per aumenti che riguardano anche luce, gas e carburanti. Tuttavia non bisogna ingenerare cattiveria, e posso dimostrare che negli ultimi tre anni i costi di conferimento sono sempre aumentati, quasi raddoppiati, annullando i progressi della differenziata. Noi non abbiamo fatto nulla di diverso rispetto al passato”.
Per l’occasione è stato però rivelato un particolare di cui pochi erano a conoscenza: nel conteggio 2022 sono finiti anche 389 mila euro che riguardano il mancato conguaglio pagato dai contribuenti per l’annualità 2020. 
“A seguito della interdittiva antimafia che ha colpito l’azienda Tecneco – ha spiegato – l’Ager non ha mai validato quel piano finanziario. Oggi però quelle somme vanno recuperate, in massima parte quest’anno, e altri 135 mila euro l’anno prossimo. Sono le istituzioni superiori che ci devono aiutare a scongiurare altri aumenti”.

Due cose, invece, restano certe di questa storia travagliata e ancora tutta da definire: la raccolta differenziata dei rifiuti non va bene perché è in discesa, arrivata anche sotto il 50% dopo un inizio incoraggiante di qualche anno fa; e poi l’aumento della Tari per i cittadini di Lucera si aggira intorno al 10-12% accertato, visto che il nuovo piano finanziario del servizio, salito da 5,5 a 6,6 milioni di euro.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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