16/06/2022 16:27:48

I vincitori del Premio Bozzini 2022

Giunto alla sua ottava edizione, il Premio Bozzini la scorsa settimana ha assegnato i riconoscimenti nelle consuete tre categorie letterarie, così come indicato dall’Associazione Mythos che l’organizza e così come valutato dalla giuria presieduta da Paolo Emilio Trastulli e composta anche da Francesco De Martino, Falina Marasca e Cosma Siani, con l’attribuzione di assegni da 500 euro ai rispettivi vincitori, oltre ad altri attestazioni di merito. 

Come sempre sono state tre le categorie delle opera valutate dalla giuria 
Nella sezione “Poesia” ha vinto Emanuele Faccilongo (Lucera) con “Pensieri e parole”. Questa la motivazione: “Spontanee, leggere nella forma, poesie dove prevalgono le rime baciate o alternate “old style”, con temi anche inusuali romanticamente riproposti, convincono nella silloge la ricchezza di contenuti e l’affiorante profondo, genuino legame alla propria terra”.
Attestati di merito sono andati ad Anastasia Laurelli (Campobasso) per la Silloge “Diario” e Gabriele Patruno (Lucera) per “Riflessioni”.
Nella sezione “narrativa” ha vinto Annalisa Molfetta (Lucera) con l’opera “Lo strano caso della gente con le piante sulla testa”. Questa la motivazione: “Lo sviluppo della narrazione, che muove da una situazione fantasiosa e simpaticamente paradossale, prende il lettore anche in virtù di una scrittura piuttosto sicura e coinvolgente per la sua chiarezza. Causa dell’inusitato fenomeno e rimedio per la sua cessazione rimandano chiaramente alla dimensione etica del vivere singolare e collettivo”.
Attestati di merito sono andati ad Anna Maria Di Paola (Foggia) per il testo  “Quel tedesco che mi fa impazzire”, a Marco Fusi (Novi Milanese) per l’opera  “A Chiasso senza chiasso” e a Maria Filippa Finaldi (Lucera) con “Il cielo azzurro oltre le sbarre”. 
Nella sezione “Teatro” si è imposto Giancarlo Loffarelli (Sezze) con “La vita è un albergo”. Questa la motivazione: “Serrato e vivace il dialogo tra i molti protagonisti, tutti piacevolmente caratterizzati. Ben sviluppato l’intreccio che mantiene sempre desta l’attenzione del lettore-spettatore. Lessico talora insolito, con sottili venature d’ironia. Si possono cogliere lontani echi pirandelliani”.
Attestati di merito sono andati a Umberto Mentana (Lucera) per l’opera “Olga e Julia” e a Benedetta Barbetti (Osimo) con “L’Epaminonda”. 
In questa categoria il premio speciale “Ugo La Cava” è stata assegnato a Stefano Baldinu (Bologna) per la sua opera “Nel nome del figlio”. 

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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