19/06/2022 22:02:52

(Quasi) tutte le criticità di Lucera in una sola mail

Gentile redazione  di Luceraweb, 
vi voglio raccontare il grande senso di amarezza che provo passeggiando, e vi garantisco che cammino tanto tanto, per tutte le vie della nostra Lucera “Città d’arte”…
La villa comunale è diventata triste e grigia perché non ci sono più i colori dei fiori, tranne quelli degli oleandri, che allietano la vista e accompagnano le camminate; il terreno delle aiuole sembra asfalto e non esistono prati verdi perché c’è unicamente un tappeto di foglie secche cadute dagli alberi non potati; il vecchio parco giochi è alla mercé di tutti e senza controllo alcuno; i viali pedonali destinati al passeggio sono ormai superstrade percorse a velocità folli da scooter, monopattini e biciclette elettriche;
Viale Scarano aspetta ancora la piantumazione degli alberi mancanti e la sostituzione di quelli secchi; i marciapiedi non sono praticabili per una indescrivibile quantità di escrementi dei cari amici cani che i “signori” padroni non raccolgono. L’erba spontanea che costeggia i marciapiedi ha superato il metro di altezza; certo, è intervenuta la ditta addetta al verde pubblico, ma il lavoro incompleto è stato ultimato da un provvidenziale incendio del 17 giugno scorso. Sempre su via Scarano, una transenna segnala uno sprofondamento del piano stradale da oltre tre mesi… e analoga situazione c’è in Piazza San Giovanni;
l’arco di Porta Foggia, oltre ad essere completamente al buio, è ben nascosto da due folti alberi incolti, inoltre appare poco opportuna l’installazione di due panchine sulle quali ignari pensionati stazionano per ore a respirare tutti i gas di scarico delle numerosissime auto che transitano su quella via; stessa situazione, buio e sedili, per la zona antistante la casa natale della venerabile Genoveffa De Troia;
la Cattedrale, fino a poco tempo fa illuminata, è ora al buio fino a quando qualche “vip” si farà fotografare in occasione della riaccensione;
i tavolini collocati dinanzi agli esercizi commerciali di Piazza Duomo aumentano  di giorno in giorno, tra un po’ si rischia di passeggiare tra i piatti e le forchette dei consumatori;
i vasi in ghisa posizionati dai commercianti su Via Amicarelli, ma non solo, sono completamente privi di terreno e piante, sono destinati a pattumiere che non vengono mai svuotate dagli operatori;
le siepi del quartiere 167 sono cresciute a dismisura, invadendo completamente i marciapiedi esistenti, gli alberi sono arrivati al 6° piano dei palazzi, le aiuole non vengono pulite da anni e gli aghi dei pini con ogni sorta di rifiuto hanno formato uno strato di oltre trenta centimetri;
il Castello, per me una ferita aperta, da simbolo di grandezza è ora emblema di degrado e incuria, le erbacce rendono quasi impossibile l’accesso ai pochi e temerari visitatori che giungono in città nell’imbarazzo totale delle guide turistiche;
il Boschetto, che fa da cornice alla Fortezza e ne esalta la straordinaria bellezza, ormai è devastato dai recenti incendi e dai continui atti vandalici cui è soggetto;
le ex sede dei servizi sociali di Via Petrarca, in pieno centro cittadino, versa in stato di totale abbandono, per mesi adibita a canile, ora è territorio di una colonia felina e spesso luogo “segreto” dove degli incauti ragazzini si ritrovano per le prime esperienze da fumatori. Considerato che da anni non si effettua manutenzione, la crescita incontrollata delle piante e dell’erba, assieme alle foglie cadute, agli aghi secchi e alla resina dei sempreverdi, i mozziconi incandescenti delle sigarette, creano tutti i presupposti per lo sviluppo di potenziali incendi che potrebbero avere risvolti disastrosi per le abitazioni e i residenti della zona densamente popolata.
Insomma, ogni angolo, e non solo quelli più reconditi, è soggetto ad abbandoni incontrollati di qualunque tipo di rifiuti da parte di perfetti incivili.
L’elenco potrebbe essere interminabile ma voglio fermarmi.
Oltre ad essere oltremodo dispiaciuto mi sento avvilito.
Chiedo che i nostri governanti diano indicazioni chiare e precise a chi è preposto ai vari incarichi.
Vorrei che tutti i miei concittadini, ognuno per la propria parte e secondo le proprie possibilità, assumano comportamenti consapevoli per ristabilire le basilari regole di civile convivenza.
Insieme possiamo ridare dignità alla nostra antica e gloriosa Città.
Un caro saluto,
A.F.

 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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