23/07/2022 21:48:39

Tre pani

Vangelo (Lc 11,1-13)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Il commento di Michele Cuttano, diacono      
«Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Chissà quante volte ci siamo chiesti perché la nostra preghiera non è stata ascoltata da Dio e abbiamo pensato che “non sappiamo pregare”!   
Ci sono stagioni della nostra vita così complicate che, per risolvere dei problemi seri, vorremmo la “licenza” di fare il Padreterno, non una settimana da Dio ma… qualcosa di simile.    
Ma sapete, Gesù ci soccorre sempre…
«Quando pregate, dite: 
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 
e perdonaci i nostri peccati, 
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, 
e non ci indurre in tentazione».

La preghiera per il cristiano è decisamente obbedienza a Gesù in ciò che Lui ci insegna a chiedere.
E Lui inizia insegnandoci a chiamare Dio come Padre.  
Non si offenda nessuno ma è una preghiera decisamente “cattolica”, universale nel senso etimologico della parola, è per ogni essere umano.
Semplicemente nella parola “Padre” si rivela la nostra identità di “figli”.
Iniziare a pregare invocando Dio come Padre porta già un dono: il prossimo, qualsiasi prossimo, è nostro fratello. Se questo dono non lo gradiamo non stiamo pregando, non dialoghiamo con Dio;
parliamo a noi stessi innalzando una preghiera che non c’è.
Ma c’è un dono ancora più grande che rischiamo di rifiutare..., non solo il prossimo. 
Cristo è Figlio e si fa nostro fratello.
Questo è il punto più elevato della preghiera e della nostra fede cristiana.
Cristo che si dona all’umanità.
Se porti il Vangelo in parrocchia;
se testimoni Cristo in un letto di sofferenza;
se sei catechista itinerante agli estremi confini del mondo;
se condividi la tua vita con gli ultimi in carcere;
se semplicemente vivi da cristiano in famiglia e nei tuoi contesti quotidiani…
tutti gli uomini che incontrerai sono tuoi fratelli,
allora la tua vita diventa preghiera continua, un “Padre Nostro” non solo recitato ma vissuto e vivo. 
Se non ti viene questo dono dalla preghiera, se il tuo “stringerti” a Dio ti porta lontano dal fratello, vuol dire che la tua preghiera non è rivolta a Dio.
A qualsiasi fede appartieni, se il prossimo non è fratello da amare vuol dire che il dio che invochi non è Padre.
Sì, è proprio uno spartiacque fra la Verità e la menzogna. 
Potremmo e dovremmo scrivere infinite pagine a riguardo…

Voglio fare un piccolo commento alla parte finale del Vangelo odierno che è quasi un “approfondimento” di Gesù ai primi versetti…
“Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani…”
La richiesta avviene di notte in quanto abbiamo paura che non venga ascoltata; temiamo che Lui non si svegli!
Mezzanotte è l’ora più buia, magari l’ora più buia della nostra esistenza…
Quante preghiere vengono elevate nelle “Mezzanotti” della nostra vita.
Come in un flashback mi vengono alla mente ora centinaia di volti rigati da lacrime asciutte,
asciutte  perché  il pozzo dell’anima è stato prosciugato fino a consumarle totalmente, 
con il cuore in attesa per la vita di un figlio;
per una malattia che hai incontrato troppo presto;
per una dipendenza che è un inferno;
per un abbandono;
per il male fatto che strugge l’anima nel profondo;
per una vita che è una morte…
Fra questi volti magari ci sono stati o ci sono anche il tuo ed il mio…
In questa notte profonda della vita c’è qualcosa che si risveglia in noi;
in questo bussare senza nessuna presunzione  umana c’è il risvegliarsi della  Fede che diventa l’unica guida in vissuti particolari.
E chiediamo questi tre pani.
Cristo, samaritano dell’umanità, ci dona il Pane della vita:
E’ Lui il primo Pane per l’umanità.
C’è un secondo pane.
Siamo noi stessi che, una volta ricevuto Cristo Pane di vita eterna, ci doniamo al prossimo.
E c’è un terzo Pane…
e ancora Cristo che si è fatto fame in noi per aprirci la vita a Dio Padre. 
Caro fratello, chissà quante  preghiere dai nostri cuori si sono innalzate verso Dio;
chissà quante volte abbiamo pensato che Dio non le ha ascoltate e…
e invece ci ritroviamo in questo cammino della vita a ricevere il dono più grande: siamo Figli di Dio.    

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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