18/07/2022 17:49:44

La campane della discordia ad Alberona

Sono una coppia di pensionati lucerini gli autori di una richiesta (anzi una pretesa) che ha scatenato una bufera tra sacro e profano ad Alberona, con il coinvolgimento del vescovo e del sindaco.
I coniugi hanno deciso di trascorrere qualche settimana nel borgo alla ricerca di maggiore frescura, e hanno l’abitazione nei pressi della chiesa madre dove la campana segna le ore anche di notte. 
Si sono lamentati del disturbo con l’amministratore parrocchiale, don Pasquale Caso, il quale in un primo momento non ha accolto la richiesta di interrompere i rintocchi, ma quando la coppia si è rivolta direttamente al vescovo della diocesi Giuseppe Giuliano, questi ha autorizzato il sacerdote a sospendere il suono dalle 22 alle 7 del giorno successivo, probabilmente temendo un’azione legale.
In effetti la legislazione in materia è piuttosto complessa, perché mischia l’esigenza del rispetto delle tradizioni che in una piccola comunità sono patrimonio pressoché inviolabile e quella altrettanto importante del rispetto della quiete pubblica.
Ma quando don Pasquale è intervenuto sul computer che gestisce la campana, è scoppiata la protesta dei residenti, a partire dal primo cittadino Leonardo De Matthaeis che è letteralmente insorto, e con un video già diventato virale ha letteralmente invitato gli “ospiti” a lasciare Alberona, trovando un’altra sistemazione.
“Le nostre campane sono state fonte di ispirazione anche per i nostri poeti – ha detto – e scandiscono le giornate da sempre. A me, senza campane, viene la depressione”.
Non è certo la prima volta che in Italia accadono controversie del genere, ma resta il fatto questa vicenda ha sicuramente creato un precedente importante nell’ambito della diocesi di Lucera-Troia dove però già nel recente passato alcuni parroci, a seguito di richieste bonarie e non perentorie, hanno ridotto gli interventi notturni e soprattutto qualche sinfonia di primo mattino. 
Tuttavia la circostanza a questo punto potrebbe far avviare azioni simili da parte di chi si sente disturbato (residenti e/o imprenditori turistici in nome dei propri clienti) dai rintocchi notturni, sia nei due centri principali ma anche negli altri piccoli paesi del territorio, e così sarà più difficile opporsi e far valere la salvaguardia della tradizione rispetto all’esigenza altrettanto legittima di un sonno tranquillo.

Red. 
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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