25/07/2022 07:16:22

Novità ‘informatiche’ per Palazzo Sant’Anna

La questione lunga, complessa e variegata che riguarda Palazzo Sant’Anna a Lucera si è recentemente arricchita di un ulteriore e importante elemento che rappresenta una novità fondamentale per la prosecuzione della gestione di un problema che fa brutta mostra di sé da venti anni in piazza Duomo.
Una decina di giorni fa la Società Costruzione Generali, da novembre 2002 proprietaria dell’immobile su cui praticamente non ha mai svolto alcun intervento sia di recupero e nemmeno di riqualificazione, ha ceduto l’edificio alla Eu-Tech srl di Pescara. Da una rapida ricerca sul nuovo titolare sull’ormai rudere che sorge accanto alla cattedrale angioina, emerge che la società si occupa di “produzione di software” e non risulterebbero altre attività di natura edilizia fin dalla sua costituzione del 2013. 
Si tratta quindi di una circostanza piuttosto anomala della quale, peraltro, pare non ne fossero a conoscenza nemmeno al Comune di Lucera dove la notizia è arrivata dopo la chiusura del rogito sul quale girano anche voci piuttosto bizzarre circa le modalità di pagamento del bene su cui, comunque, pesano circa 400 mila euro di debiti ipotecari iscritti proprio da Palazzo Mozzagrugno e altri 300 mila dovrebbero essere aggiunti a breve, soprattutto in relazione al mancato pagamento dell’occupazione del suolo pubblico di tutta l’impalcatura posta a sostegno della facciata esterna.
E proprio il rifacimento almeno estetico del fabbricato è stato oggetto di un lungo iter giudiziario che ha visto vittorioso l’ente davanti al Tar, e l'Amministrazione Pitta ha già stanziato in bilancio 500 mila euro con i quali agire in danno alla proprietà, soluzione di fatto autorizzata dal tribunale amministrativo contro cui non c’è stata opposizione formale.
Tuttavia nulla è ancora accaduto, e quando sembrava ormai imminente l’ingresso del personale comunale all’interno dell’ex convento, è arrivata questo nuovo guizzo dei soci (partiti con un capitale sociale di 12 mila euro suddiviso tra Luciano e Mario Gallucci al 35% e l’ex deputato Michele Ricci per il restante 30%) che avevano già presentato un progetto, con tanto di autorizzazione ricevuta dalla Soprintendenza, ma nulla si è mosso nei cinque anni di validità dei documenti, per cui anche il permesso di costruire risulta scaduto e oggi non più rinnovato.
Ora la cessione a un nuovo soggetto diventa un nuovo fatto da ponderare: c’è chi dice che si rischia di far ripartire tutto da zero, mentre altri ritengono che il Comune debba andare avanti per la sua strada, senza considerare il nuovo interlocutore con cui è comunque inevitabile rapportarsi.
Chiaramente la situazione sarà più chiara quando la proprietà abruzzese manifesterà le proprie intenzioni soprattutto edilizie, finalizzate a rimuovere una situazione di degrado in un luogo sottoposto a vincolo estetico beatamente deturpato da venti anni a questa parte.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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