31/07/2022 19:12:21

Studi e università, novità in vari settori

Un percorso educativo e culturale che, partendo dalle bambine e dai bambini, si propone di ridurre il divario di genere attraverso un approccio metodologico laboratoriale. È l’obiettivo del Protocollo Scuole in STE@M, adottato dalla Giunta regionale e siglato dall’Ufficio Scolastico della Puglia, il Politecnico di Bari e le Università di Bari, Foggia e Salento, tutti soggetti istituzionalmente deputati allo sviluppo e alla promozione delle competenze STEM.
Il Protocollo è una delle azioni per la realizzazione della Strategia regionale per la Parità di Genere in Puglia (Agenda di Genere). Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di favorire, già in età scolare, un rafforzamento delle competenze in Scienza, Tecnologia, Ingeneria e Matematica, anche attraverso il potenziamento del pensiero innovativo e creativo, utilizzando un approccio metodologico laboratoriale.
Le donne, infatti, restano ancora sottorappresentate nei percorsi educativi scientifici, con ricadute negative sulle opportunità di lavoro. Il dato per la Puglia è: solo 11,6 per 1.000 donne tra i 20 e i 29 anni sono laureate in discipline tecnico-scientifiche (-5,7 rispetto alla componente maschile). Inoltre, al 2019, le donne che hanno competenze digitali elevate sono il 16,1% (- 3,8% rispetto agli uomini), dato più alto di quello del Mezzogiorno (14,6%), ma più basso del nazionale (19%) (Fonte: Ufficio Statistico Regione Puglia BES 2020).
Il progetto prevede la costituzione di 16 reti di Scuole Polo Regionali per la promozione delle STEM, da individuarsi tramite bando pubblico, per l’attuazione di un percorso didattico-laboratoriale finalizzato a rafforzare le competenze, a partire dagli anni della scuola primaria fino al biennio della scuola secondaria di secondo grado; la costituzione di una Cabina di Regia con compiti di monitoraggio e analisi dell’azione; la realizzazione degli Hackathons regionali per le STEM con la partecipazione di gruppi di studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

La Giunta regionale ha inoltre approvato i criteri per l’erogazione da parte di Adisu Puglia delle borse di studio “Benefici e Servizi” per l’anno accademico 2022/23. Ogni anno la Regione Puglia garantisce agli studenti meritevoli provenienti da famiglie a basso reddito di ricevere - nella tradizionale ripartizione in quota in denaro, servizio residenziale e ristorazione - contributi per studenti italiani, in mobilità internazionale e portatori di disabilità.
L’investimento è di 78 milioni di euro utili per università, accademie e conservatori, e tutti gli studenti con i requisiti previsti nel bando riceveranno la borsa di studio Adisu, con una copertura del 100% che esiste in Puglia e in poche altre regioni, peraltro con un aumento degli importi minimi nel periodo di riferimento del Pnrr (2021-2026) dal quale saranno attinte altre risorse, addirittura maggiorato per gi studenti fuori sede.

Inoltre, è sttao approvato lo schema di Accordo tra Regione Puglia e ADISU Puglia che prevede l’assegnazione di una dotazione finanziaria, pari a 450 mila euro per l’attuazione dell’iniziativa rivolta a studenti pugliesi orfani di uno o di entrambi i genitori, allo scopo di sostenerne economicamente l’accesso agli studi universitari e la frequentazione degli stessi per la durata ordinaria del corso scelto.

La Giunta ha poi considerato prioritario e strategico fornire sostegno in favore di quei giovani laureati pugliesi che intendano accrescere le proprie competenze e perfezionarsi professionalmente attraverso la partecipazione e la frequenza di master post-lauream, e quindi ha approvato l’adozione di una nuova edizione dell’avviso pubblico “Pass laureati - Voucher per la formazione post universitaria” con un finanziamento complessivo di 2,3 milioni di euro. 

La stessa Giunta, infine, ha approvato il Piano regionale 2022 con uno stanziamento pari a 9.800.000 euro per mensa, trasporto scolastico e altri interventi per il diritto allo studio.
Il provvedimento prevede contributi ai Comuni finalizzati alla realizzazione di interventi e servizi scolastici essenziali previsti dalla Legge regionale n.31/2009. Con lo stesso atto è stata approvata anche la graduatoria per la concessione, nell’arco del corrente esercizio finanziario, di contributi ai Comuni per l’acquisto di scuolabus elettrici, oltre al riparto dei contributi regionali di gestione alle scuole private paritarie senza fine di lucro e degli enti locali.
Il Piano è stato elaborato secondo criteri oggettivi che tengono conto della popolazione scolastica e dei servizi previsti dai Comuni in fase di programmazione annuale. In particolare è stato previsto un contributo di 0,45 euro a pasto, per un massimo di 180 giorni di servizio mensa effettuato nelle scuole statali e nelle scuole dell’infanzia private e degli enti locali. I fruitori del servizio mensa risultano complessivamente 90.923 alunni, di cui 52.697 dell'infanzia statale, 8.244 dell’infanzia paritaria, 28.177 della primaria e 1.805 alunni della scuola secondaria di primo grado. L’importo totale stanziato per la mensa gestita dai Comuni è 6.034.063 euro, mentre quello per la mensa curata direttamente dai gestori delle scuole dell’infanzia paritarie convenzionate è pari a 573.527 euro. 
Per il trasporto scolastico, i contributi sono stati assegnati tenendo conto delle diverse tipologie di servizio: diretto con utilizzo di scuolabus comunali, 1.200 euro per ogni automezzo impiegato; in appalto a terzi o misto con automezzi comunali e dell’impresa, in percentuale rispetto alla spesa sostenuta dai Comuni. Il servizio di trasporto scolastico, effettuato con 714 scuolabus, viene assicurato a favore di 21.251 alunni (4.434 dell'infanzia, 10.383 della primaria, 4.927 della secondaria di primo grado e 1.507 della secondaria di secondo grado). Lo stanziamento regionale complessivo per il servizio trasporto scolastico è di 1.637.070 euro, a cui si devono aggiungere ulteriori 325.000 assegnati ai primi quattro Comuni della graduatoria per l’acquisto di nuovi scuolabus elettrici.
Il Piano prevede, fra l’altro, contributi di gestione per complessivi 800.000 euro alle scuole dell’infanzia degli enti locali e alle scuole dell’infanzia private paritarie senza fini di lucro convenzionate con i Comuni (massimo 1062,08 euro a sezione).

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.