03/08/2022 08:03:31

Matria, la culla del franco-provenzale

Sarà proiettato giovedì 4 agosto alle 21, nel piazzale della Chiesa Madre di Faeto, "Matria". E’ il documentario breve, per la regia Luciano Toriello, girato questo inverno tra la comunità residente nell’isola linguistica francoprovenzale di Faeto e Celle di San Vito.
E’ parte del più ampio progetto regionale denominato “Matria. Le lingue di ieri, di oggi e di domani”, frutto di una collaborazione tra l’Ufficio Scolastico della Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Apulia Film Commission e Fondazione La Notte della Taranta finalizzata alla promozione e tutela del patrimonio linguistico storico delle minoranze native francoprovenzale, arbereshe e grica presenti in Puglia. 
Il lavoro - da un soggetto dello stesso Toriello e di Annalisa Mentana e che vede come protagonista, tra gli altri, l’attrice Carla De Girolamo - prende le mosse da una riflessione sul concetto di lingua come madre: luogo di accoglienza, protezione e profonda appartenenza al quale, dopo essersene allontanati, si anela sempre ritornare.
E desiderano tornare a casa, al calore del focolare domestico, Luciettina e Prosperino: protagonisti di una fiaba popolare in lingua francoprovenzale - una sorta di “Hansel e Gretel” ambientata tra le vette dei Monti Dauni -  che fa da metaforico fil-rouge a tutto il documentario.
L’opportunità di condurre un laboratorio teatrale - con l’obiettivo ultimo di portare in scena proprio la fiaba di “Luciettine e Pruspetielle” – diventa l’occasione per tentare un bilancio sul rapporto tra i più giovani membri di queste comunità ed il francoprovenzale. Parlata perlopiù dagli e con gli anziani, la lingua locale fa parte della quotidianità dei ragazzi, sebbene spesso non siano in grado di padroneggiarla.
Non per tutti però è così. Clarissa, che ha appena dieci anni, è la più giovane abitante di Faeto ad aver fatto davvero propria la lingua francoprovenzale e a servirsene come lingua madre. Veicolo di memorie e racconti d’infanzia   sussurrati   dalle   nonne   di   fronte   al   focolare   domestico,   il francoprovenzale rappresenta dunque la “Matria”: luogo metaforico - e non solo - di accoglienza e viscerale appartenenza. A Clarissa e alle comunità di questi paesi spetterà allora il compito di animare quel luogo, alimentando idealmente quella brace intorno alla quale potersi dire a casa
.

Sarà poi proiettato anche a Foggia, Taranto, Lecce e Lucera.
La serata si concluderà con un momento di convivialità animato da canti e letture in francoprovenzale a cura dell’Associazione Daunia&Sannio, in collaborazione con lo Sportello Linguistico Francoprovenzale.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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