03/08/2022 08:06:58

I misteri infiniti di Palazzo Sant’Anna

La vendita di Palazzo Sant’Anna sarà quasi certamente il giallo dell’estate a Lucera, ma è altamente probabile che la vicenda prenderà anche le stagioni successive, almeno a giudicare da dichiarazioni fatte, intenzioni manifestate e soprattutto dai contenuti del rogito notarile che involontariamente svela più cose di quante non se ne sapessero finora sull’ex convento di suore.
Perché dentro e soprattutto fuori quel rudere si addensano domande, misteri e retroscena che intrecciano affari e politica, chiaramente coinvolta e tirata ancora di più dentro, dopo il blitz della Società Costruzioni Generali che il 13 luglio scorso ha ceduto l’immobile alla Eu-Tech srl di Pescara. Si tratta di un negozio di prodotti informatici e produzione di software che ha pagato subito 800 mila euro pur avendo un capitale sociale di 2.500 e con un bilancio in perdita. Quindi un’azienda di piccole dimensioni che però è stata capace di versare in un solo colpo 16 assegni circolari da 50 mila euro ciascuno (emessi dalla sede pescarese della Banca Popolare di Bari) e accollarsi un mutuo di altri 180 mila che la parte venditrice aveva con Bancapulia. 
Il testo del notaio Michele Augelli di Foggia riporta che il Consiglio di Amministrazione della Eu-Tech, presieduto da Carmine Cappelletti, aveva deciso già a fine giugno di rilevare la proprietà, mentre a Lucera erano ancora fiduciosi di poter far intervenire bonariamente Luciano Gallucci, ormai ex titolare, lo stesso che nell’atto ha dichiarato solennemente di essere in regola con qualsiasi pagamento di imposte e tasse.
In effetti nel documento non figurano le ipoteche poste dal Comune negli anni per centinaia di migliaia di euro per il mancato pagamento del suolo pubblico su cui poggiano le impalcature poste a sostegno dell’immobile diroccato.

Questi sono solo alcuni degli elementi da approfondire per una vicenda che è rimasta sotto traccia per alcuni giorni, per poi esplodere definitivamente in Consiglio comunale dove ha preso una inevitabile connotazione politica e amministrativa, considerato che cinque amministrazioni non sono mai riuscite a risolvere il problema inducendo la ditta a intervenire, sia con una ristrutturazione ma anche con il solo rispetto del vincolo estetico posto dalla Soprintendenza sull’intera Piazza Duomo, almeno rifacendo la facciata principale.
“E dove sono finiti i vincoli sui tributi che l’ente non ha ancora incassato?”, ha chiesto il consigliere comunale Fabrizio Abate che per sei anni è stato assessore al Bilancio, quindi a conoscenza del percorso e dei rapporti con il soggetto privato che oggi si nega a qualsiasi contatto istituzionale. 
Gli ha fatto eco il collega di minoranza Vincenzo Checchia, che ha invocato grandissima attenzione sulla vicenda, peraltro evidenziando tra le tante anomalie di quel documento la registrazione all’Agenzia delle Entrate avvenuta lo stesso giorno della sua redazione, circostanza che i tecnici del settore ritengono una vera rarità.  
“Non è casuale la vendita proprio in questi giorni, perché dovevamo decidere solo la data dell’ingresso per cominciare i lavori, ma potete star certi che su questa vicenda non molleremo un centimetro – ha risposto il sindaco Giuseppe Pitta – visto che questa operazione non mi convince e sono allo stesso tempo spaventato e sorpreso di quello che emerge dall’atto notarile. Faremo verifiche e approfondimenti su ogni aspetto, a partire dall’assenza formale dei crediti vantati dall’ente. Se qualcuno ha sbagliato deve risponderne, perché sarebbe una imperdonabile leggerezza sulla garanzia dell’immobile che è l’unico patrimonio aggredibile. Non escludiamo di chiedere la revocatoria dell’atto, ipotizzando una vendita in frode ai creditori, perché esistono sicuramente le cartelle con gli avvisi di accertamento inviati all’impresa, e quelli non si possono ignorare. A prescindere da tutto, questo comportamento rappresenta una mancanza di rispetto per Lucera e la sua cittadinanza che da venti anni assiste alla deturpazione della sua più bella piazza per inerzia di un privato. Il nostro titolo a entrare nella struttura resta attivo”.

In effetti nel 2018 con una vittoria al Tar dell’allora Sindaco Antonio Tutolo i giudici avevano autorizzato l’intervento pubblico “in danno” all’impresa, tanto che l’anno scorso il suo successore ha stanziato 500 mila euro in bilancio per lo scopo specifico. E proprio in questi giorni era annunciato l’ingresso nella struttura con la forza pubblica, ma questo nuovo colpo di scena ha rimesso tutto in discussione, facendo pure emergere particolari finora sconosciuti e rivelando elementi finora narrati e descritti in maniera decisamente diversa.
In effetti quell’atto è una miniera di informazioni che si aggiungono ai retroscena di questa storia che ha riservato un episodio raccontato dallo stesso Pitta durante l’ultima seduta: venerdì 15 luglio era stato fissato al Comune un incontro con Gallucci assieme al suo avvocato Giulio D’Antuono, ma pochi minuti prima un messaggio Whatsapp sull’utenza del primo cittadino riferiva dell’impossibilità di essere presenti per non meglio specificate ragioni “Covid”. La vendita c’era già stata due giorni prima ma nessuno ne sapeva niente. 
“Il legale della controparte mi ha giurato che lui fosse all’oscuro di tutto – ha dichiarato Pitta in aula – e in effetti a me quella disdetta dell’incontro aveva destato qualche sospetto, ma non avrei mai immaginato un risvolto del genere”. 

E c’è di più, la proprietà ha dichiarato di essere in possesso dell’immobile da gennaio 2004, mentre è di dominio pubblico che fosse stato acquistato formalmente (e sfortunatamente) solo pochi giorni prima del sisma del 31 ottobre 2002 che lo rese completamente inagibile, dopo che era stato già interdetto al primo e secondo piano, senza contare che risulta una diversa distribuzione degli spazi interni alle sette unità immobiliari complessive, avvenuta giorni o addiriturra ore prima della firma della compravendita. 
Negli ultimi venti anni si è detto, scritto e fatto di tutto a proposito di Palazzo Sant’Anna, ma forse mai nessuno si sarebbe sognato di dover analizzare e commentare le novità delle ultime settimane, tanto ormai da far pensare una lunga telenovela con toni piuttosto foschi e tutt’altro che romantici. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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