31/08/2022 08:34:30

Troppo sangue lucerino sulle strade

Cinque morti e un ferito grave sono il tributo di sangue che la comunità di Lucera sta pagando per questo agosto che purtroppo non è neanche terminato. Il tragico bilancio di questo mese è probabilmente record nella storia della città, e rappresenta un nuovo spunto per alzare il livello della protesta e della pretese di maggiore sicurezza su arterie che hanno già dimostrato ampiamente di essere pericolose.

Al primo posto per il territorio c’è certamente la SP.109 che collega a San Severo, strada disseminatrice di morte da diversi anni, il cui conteggio si è ormai sostanzialmente perso.
L’ultima tragedia risale a martedì scorso, quando è deceduto Egidio Di Fiore, 66enne meccanico in pensione che viaggiava su una Fiat Multipla scontratasi frontalmente con un furgone. La carambola e il successivo ribaltamento dell’utilitaria non ha lasciato scampo all’uomo, mentre il figlio che era con lui è ancora ricoverato in gravi condizioni a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Un altro sinistro c'è stato non più tardi di ieri pomeriggio, fortunatamente con conseguenze più lievi, ma in entrambi i casi, e per una coincidenza forse affatto casuale, l’accaduto si è verificato sull’unico tratto non ancora allargato dei circa 20 chilometri di strada, precisamente tra il km. 5+300 e il km. 10+510. Sono poco più di cinque chilometri, quindi, per i quali è stato già stabilito il costo di 20 milioni di euro per un collegamento più dignitoso tra i Monti dauni e l’autostrada A14 verso nord, oltre che verso tutto l’Alto Tavoliere. Per il suo completamento esiste il progetto definitivo, redatto dai tecnici della Provincia di Foggia Giovanni Di Cesare e Antonio Florio, ma manca quello esecutivo, necessario per la partecipazione a fonti di finanziamento, la cui speranza è affidata all’esito positivo di una nuova candidatura a un bando nazionale, inserita in una terna che prevede anche la ricerca di fondi per la redazione degli elaborati tecnici per la Sp.124 tra Troia e Castelluccio Valmaggiore e la Sp.41 ter tra Rodi e San Menaio. In un luogo poco distante dove l’11 agosto, tra San Nicandro e Torre Mileto, ha perso la vita Luigi Vetere, 29enne regista e videomaker che ha inaugurato un mese decisamente tragico. 

La particolare statistica negativa coinvolge anche Vito Netti di 32 anni che ha perso la vita il 17 agosto scorso in Romagna, nei pressi di Cesenatico mentre era alla guida della sua moto sulla Statale 16, la stessa che poi arriva fino in Puglia. E proprio il tratto tra San Severo e Foggia è uno dei più contestati dalla popolazione e degli automobilisti in termini di sicurezza. Dall’inizio del 2022 il tributo di sangue lo hanno già pagato cinque persone, oltre a diversi feriti, con l’ultimo sinistro mortale risalente solo alla settimana scorsa. Ad aggiungere sgomento alla striscia negativa, si è poi aggiunta la morte di lunedì notte di Amelia Capobianco, la 23enne che era a bordo di una bici elettrica travolta da un'auto in transito sulla SP.5 per Pietra. Luigia Boccamazzo, 35 anni, che era non lei, è morta pochi minuti fa al Policlinico di Foggia dove era giunta in gravissime condizioni a bordo dell'elicottero del 118, con fratture multiple e traumi interni.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale Antonio Tutolo che proprio per la sicurezza della Statale 16 esattamente un anno fa aveva organizzato una manifestazione sul posto, con l’afflusso di migliaia di persone giunte in corteo automobilistico partito in contemporanea da Foggia e San Severo, mentre per la SP.109 si ricordano ancora i manifesti choc fatti affiggere lungo il percorso nel 2006, quando portò anche un’auto incidentata e una bara in Piazza Duomo.
“Non bisogna ricordarsi delle strade pericolose solo quando muore qualcuno – ha dichiarato il consigliere regionale – ha dichiarato venerdì scorso davanti alla Prefettura - ma non ho problemi a dire che ogni morto causato da un incidente è un omicidio commesso da chi si disinteressa costantemente di questa terra. L’esempio più classico è proprio relativo a quella strada: oggi servono almeno altri tre anni per la sua messa in sicurezza e i 50 milioni stanziati non sono sufficienti. Lo abbiamo scoperto poche settimane fa direttamente dal commissario dell’Anas, ma la questione è stata aperta dal 2017 e non c’è ancora il progetto esecutivo. In cinque anni, quindi, non è stato fatto quasi nulla ed è quindi evidente che nessuno ci ha rappresentati nei posti dove bisognava incidere concretamente a beneficio di 600 mila abitanti della Capitanata”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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