30/08/2022 10:19:12

Tommasone, famiglie in mezzo allo scontro politico

Quando le comunicazioni verbali lasciano spazio alla corrispondenza formale e ai messaggi a distanza, vuole dire che si sta inevitabilmente complicando la gestione dei lavori alla scuola Tommasone di Lucera dove regna l’incertezza e le posizioni si stanno polarizzando e irrigidendo.
La conferma arriva da quanto accaduto nell’ultimo fine settimana che ha confermato quanto la questione sia diventata l’ennesimo terreno di scontro politico per una vicenda che sarebbe dovuta essere più che altro edilizia e inserita in un contesto didattico.

E invece tutto è sempre più incerto, compreso l’intendimento iniziale di far conciliare per circa due anni la normale presenza degli alunni con gli operai che dovrebbero effettuare lavori di adeguamento sismico, appaltati a una ditta di San Bartolomeo in Galdo per un importo di circa 2,5 milioni di euro, sulla base di una suddivisione in tre comparti verticali dell’edificio, lasciando liberi sempre due per lo svolgimento delle lezioni e il terzo sottoposti a interventi. 
Fin dalla presentazione di luglio scorso, in realtà molti genitori si sono dimostrati subito scettici per non dire contrari, temendo risvolti negativi sulla sicurezza dei figli e sulla serenità delle attività a causa di polvere e rumori che inevitabilmente potrebbero scaturire.
“E’ bene chiarire che non c’è alcuna situazione di pericolo – aveva già dichiarato il progettista e direttore dei lavori Nicola Di Pierno – perché è vero che la scuola ha un indice di vulnerabilità piuttosto alto ma è altrettanto vero che non presenta lesioni, nonostante abbia circa 90 anni di vita. Anche per noi sarebbe stato meglio organizzare il cantiere senza la presenza scolastica ma c’era da considerare il disagio sociale, e quindi adatteremo le lavorazioni”. 

Si tratta di gestire una popolazione di oltre 500 persone, tra bambini e personale, per cui l’operazione si annuncia complessa da qualunque prospettiva la si guardi, tanto più se poi si inseriscono degli elementi di contrapposizione politica, intravisti nei giorni scorsi e poi emersi chiaramente nel fine settimana in cui le prese di posizione hanno chiarito che si tratta dell’ennesima prova di forza tra il sindaco Giuseppe Pitta e il consigliere regionale Antonio Tutolo, apparentemente silente sull’argomento ma molto attivo con le telefonate e “presente” attraverso il gruppo di minoranza “Con”, i cui componenti fanno direttamente capo a lui.
Vincenzo Checchia, Francesca Niro, Francesco Aquilano e Raffaele La Vecchia, ai quali si è aggiunto l’esponente del Pd Fabrizio Abate, hanno anzitutto chiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico sull’argomento.
“Quando si amministra un Comune non bisogna mai perdere l'obiettivo principale che è dare risposte ai cittadini – hanno scritto in una nota - ascoltando le loro legittime richieste di spiegazioni e rassicurandoli sui loro dubbi e paure. Alcuni genitori si sono rivolti a noi preoccupati perché non sapevano ancora dove si sarebbe svolto l'anno scolastico ormai alle porte, dato che nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta da parte del Comune. Abbiamo fin da subito deciso di non entrare nelle questioni tecniche, ma quando abbiamo incontrato i funzionari comunali che lavorano sul progetto, ci è stato chiaro che la disorganizzazione a cui ci ha abituato il sindaco e la sua squadra hanno prodotto una situazione di totale disallineamento tra amministrazione, uffici e genitori. A quel punto ci siamo fatti loro portavoce, affinché ricevano informazioni precise e chiare riguardo la futura collocazione delle classi dei propri figli. Noi non siamo mai entrati nel merito di quale sia la soluzione più adeguata ma esigiamo che si dia alle famiglie al più presto una risposta chiara e completa, perché finora non è accaduto, anche perché i lavori devono ancora iniziare”. 

Queste dichiarazioni rappresentano una risposta a quanto affermato da Pitta che è ricorso allo strumento della diretta Facebook, affiancato dall’assessore ai Lavori pubblici Daniela Pagliara, per esprimere la propria posizione sull’argomento, rivelando che era prevista una premialità nel finanziamento in caso di continuità didattica nella stesso luogo. Ma a questo punto non c’è più nulla di certo in questa storia, anche sulla nuova soluzione ipotizzata si trasferire buona parte delle classi all’istituto San Leonardo, illustrata con lettera alla dirigente scolastica Francesca Chiechi, alla quale è stata chiesta sostanzialmente una valutazione. 
Questa ha risposto di fatto rilanciando la palla nel campo di Palazzo Mozzagrugno: “Il Comune, come previsto dalla norma – ha scritto - è tenuto a mettere a disposizione i locali più idonei per svolgere l’attività didattica, in presenza di condizioni di agibilità, la cui determinazione non è di competenza del dirigente scolastico che invece deve gestire la qualità della didattica, ma solo a seguito di una comunicazione formale sulla valutazione tecnica effettuata dagli addetti incaricati dall’ente proprietario dei locali, circa l’effettiva necessità di spostamento dell’utenza in altre sedi per consentire l’effettuazione dei lavori”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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