30/08/2022 10:09:04

L'eco della 'Strage indicibile' fino all'Antimafia

L'eco della "Strage indicibile", il romanzo-inchiesta di Lello Vecchiarino pubblicato dalla Raf Editore, è arrivata fino all'Antimafia. 
Il mistero del Dc8 Alitalia che si schiantò a Montagna Longa, vicino Palermo, il 5 maggio 1972, torna sotto i riflettori. Quella sera il velivolo avrebbe dovuto atterrare all’aeroporto di Punta Raisi e invece s’infranse su un costone roccioso, uccidendo 115 persone. Due inchieste, una giudiziaria e una ministeriale, decretarono che si trattò di un errore umano del pilota, nonostante alcune testimonianze avessero riferito di un aereo attinto dalle fiamme mentre era in volo. Nessuno dei corpi delle vittime fu sottoposto ad autopsia. La “scatola nera” fu manomessa.

Ne “La strage indicibile 115 morti - gli anni di piombo e il Dc8 dei misteri” (edito nel 2021), il protagonista, Saro Vergura, conduce un’inchiesta che mira a far riaprire le indagini su quella sciagura. Affronta ragionamenti, consulta documenti riservati, solleva dubbi su quella tragedia su cui è calato il silenzio, nonostante una meticolosa perizia eseguita da un qualificato docente universitario stabilisca che su quell’aereo era stata collocata una bomba. 
L’indagine corre parallela a una tenera storia d’amore e si interseca con una spy story da guerra fredda, colpi di scena e strane coincidenze.

«Come avevamo auspicato – ha dichiarato l’autore – la Commissione parlamentare antimafia ha deciso di far luce su una tragedia piena di ombre, un cold case la cui vicenda si snoda attraverso l’Italia degli “anni difficili”, quelli della strategia della tensione degli anni Settanta. Dunque, anche la narrativa d'inchiesta può smuovere macigni per cercare verità sepolte».
A dare notizia che la Commissione antimafia, presieduta dal senatore Nicola Morra, ha aperto un dossier sulla strage aerea di 50 anni fa è stato Enrico Bellavia in un puntuale articolo pubblicato da “L’Espresso” il 21 agosto scorso. 

Nel libro di Lello Vecchiarino è chiara la proposta che si apra il processo per accertare i responsabili di quello schianto costato la vita a 115 vittime innocenti. Troppi infatti sono i misteri, le contraddizioni, i depistaggi su una vicenda in cui vanno inquadrate pure una strana reazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il ruolo del terrorismo, le parole di una donna coraggio che aveva perso una sorella di 26 anni in quella tragedia. Ma chi erano le altre persone che viaggiavano su quell'aereo?
L’inchiesta ricostruisce storie e destini spaziando tra le pieghe della strategia della tensione, rivelando anche scenari inediti. Gladio e il ruolo di Taviani, Mattei, Montanelli e il tentativo di evasione di Concutelli, l'assassino del giudice Occorsio; l'uccisione di Piersanti Mattarella, il ruolo di un palermitano che si spacciava per uomo dei Servizi e che  per puro “caso” non salì su quell'aereo quella sera. Tutto questo è nelle 648 pagine del romanzo-inchiesta di Lello Vecchiarino “La strage indicibile”.

LA TRAMA
Saro Vergura ritorna nella sua Palermo da inviato speciale di un prestigioso quotidiano della Capitale: è incaricato di seguire il processo a Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra, accusato di aver fatto sopprimere il giornalista Mauro De Mauro, cronista di punta a L’Ora, il quotidiano palermitano in prima linea nel denunciare i fatti di mafia. Da bambino, Saro per quello stesso giornale aveva fatto lo strillone quando non portava i caffè ai redattori. Durante un’udienza, una donna esile e minuta è chiamata a testimoniare: dice parole che per la folla di inviati hanno poca importanza. Non per Saro, che nel riconoscere quella donna coraggiosa viene attirato dal gorgo di struggenti ricordi. Da qui la decisione di mettere mano a una inchiesta tutta sua che si snoda attraverso l’Italia degli “anni difficili”, quelli della strategia della tensione degli anni Settanta. Un’inchiesta che mira a far riaprire le indagini sulla strage di Montagna Longa. Per dieci lunghi anni il giornalista compie ricerche, compulsa atti processuali e ricostruisce scenari insieme a Grazia, bella e talentuosa aspirante cronista di origini foggiane. Schiariscono zone d’ombra, sollevano dubbi che avvolgono la tragedia costata la vita a 115 persone che erano a bordo di un Dc8 dell’Alitalia. Indagini che la magistratura siciliana ancora non riapre, nonostante una meticolosa perizia eseguita da un qualificato docente universitario stabilisca che su quell’aereo era stata collocata una bomba. L’indagine corre parallela a una tenera storia d’amore e s’interseca con una spy story da guerra fredda, colpi di scena e strane coincidenze
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Lello Vecchiarino

L’AUTORE
Al mestiere di giornalista e di caposervizio della redazione di Foggia de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Lello Vecchiarino ha sempre affiancato una proficua attività di scrittore e sceneggiatore (è anche socio dell’Anac - Associazione nazionale autori cinematografici). Nel 1986 ha pubblicato “La Macchia nell’Occhio”, seguito da “Padre Pio - Fango intrighi e carte false” (Bastogi 1996), “Diabolich- Il Mistero di via Fontanesi” (Edizioni Il Rosone, 1997), “Uno alla Luna” (Il Castello Edizioni, 2012). 
Nel 1999, con il racconto poliziesco “La Vergine di Patiso” ha vinto a Fossano (CN) il primo premio (Il segnalibro d’oro) del concorso letterario nazionale “Esperienze in giallo”; con lo stesso racconto è stato poi tra i finalisti del premio Mondadori Roma-GialloEstate. Nel 2002, il suo racconto “Ipnosi” è stato pubblicato dalla rivista di letteratura invisibile “Tabula Rasa” (Besa Editrice). Nel 2015 esce “L'Ombra del mandorlo – Cronachette” (Ed. Il Rosone). Con Raf Editore, di cui è direttore editoriale, ha pubblicato “Bianco nero e giallo” (2021), “La strage indicibile 115 morti - gli anni di piombo e il Dc8 dei misteri” (2021), “Olga e Genni” (2022) e “Il delitto dell’Abbazia” (2022).

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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