03/09/2022 13:30:10

I funerali di Luigia Boccamazzo

“Amelia e Luigia, vivrete per sempre nei nostri cuori”.
Questo tragico ritornello, scritto anche su palloncini e magliette, sta girando da tre giorni nella comunità di Lucera che ha perso le due giovani donne, ultime in ordine di tempo di un agosto che resterà per sempre nella memoria collettiva di Lucera, con cinque morti e un ferito grave, tutti causati da incidenti stradali.
Le due amiche sono rimaste sostanzialmente insieme anche nell’ultimo momento della loro rispettiva vita, anche se lunedì sera Amelia Capobianco è morta sul colpo e Luigia Boccamazzo 36 ore dopo, a seguito dell’impatto con una Bmw che le ha investite sulla Provinciale per Pietra dove viaggiavano su una bici elettrica.
I funerali della prima si sono tenuti giovedì scorso nella cattedrale di Piazza Duomo, e quelli della seconda stamattina alla chiesa parrocchiale di Santa Maria della Spiga che non è riuscita a contenere le centinaia di persone riversate in strada per rendere l’ultimo omaggio a Luigia Boccamazzo, ultimogenita, assieme alla sorella gemella Michela, di una delle famiglie più conosciute del popoloso quartiere periferico.
A celebrare il rito funebre è stato monsignor Giovanni Mace, ex parroco del rione che è rimasto sempre vicino alla popolazione che spesso egli stesso ha visto nascere e crescere. 
“Ti ricordo piccolissima ai campi scuola – ha detto nell’omelia il sacerdote, rivolgendosi direttamente al feretro bianco posizionato davanti all’altare – e quindi la tua scomparsa ci ha lasciati tutti increduli e inebetiti. Mai ci saremmo aspettati che il tuo giorno sarebbe arrivato così all’improvviso, diventando un angelo prima di noi e senza nemmeno avvisarci. Tutti quanti sappiamo che bella persona sei stata, animata da coraggio, determinazione, entusiasmo, forza e allegria. Mancherà la tua sincerità e la tua voglia di vivere, ma adesso proprio tu hai il vantaggio di essere vicina a noi perché hai superato lo scoglio del corpo materiale”.
Mace è rimasto in contatto con tantissime persone residenti della zona, per cui conosce molte dinamiche umane e sociali della comunità: “Il primo pensiero va ai genitori – ha aggiunto – che dovranno fare un grande sforzo per digerire questo boccone amaro. La morte di una giovane colpisce sempre tutti, perché quando si spegne una vita viene tolto un pezzo di speranza. La perdita di un figlio è cosa troppo dolorosa, resta quasi la sensazione di inutilità per i tanti sforzi compiuti. Il dolore non deve diventare disperazione e senso di abbandono definitivo. Oggi restano solo i ricordi che però nessuno è in grado di cancellare, e quelli più forti resistono al tempo e proiettano verso l'eternità. In quei ricordi sarà possibile tuffarsi quando arriverà il desiderio di abbracciare Luigia, e in quel momento avverrà un piccolo miracolo. Il Signore garantisce l'inesistenza della morte, ce lo ricorda anche Sant’Agostino affermando che ‘La morte non esiste perché siamo l'emblema della vita e della eternità’”.
Poi un ultimo pensiero rivolto ai giovani: “Siamo consapevoli che tutti loro non hanno un futuro bello davanti, di questo io soffro molto, perciò il Signore li aiuti anche ad acquisire la capacità di non sprecare vita dietro banalità, frivolezze e desiderio di successo. Luigia ci insegna a vivere ogni giorno come fosse l'ultimo, per cui torniamo a essere umani nella solidarietà e nella comunione tra noi. Luigia ora vive nella gioia eterna e noi ne siamo consolati nonostante lo sgomento di questo momento, anche perché proprio lei ci accompagna nel nostro cammino terreno in cerca di orientamento”.
Così come accaduto con Amelia Capobianco, al termine della celebrazione in chiesa, la piazza antistante si è trasformata in un luogo che ha ospitato le lacrime ma anche sollecitato i ricordi di una donna sempre pronta a fare festa. E così è stato anche in questa ultima occasione, tra palloncini bianchi, colombi, fuochi d’artificio e persino lo stappo di una bottiglia di spumante, oltre a un video che ne ha ripercorso la vita fin dalla nascita.

r.z.
 

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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