09/09/2022 13:43:58

I sei morti di Santa Maria della Spiga

I funerali di Luigia Boccamazzo hanno rappresentato anche l’ultimo doloroso capitolo di una lunga scia di morti registrata in questo secolo nel territorio della parrocchia Santa Maria della Spiga. 
Ad accompagnarli tutti nel loro ultimo momento terreno c’è sempre stato monsignor Giovanni Mace, praticamente la guida spirituale di un quartiere che ha lasciato nel 2000 dopo essere stato parroco per 29 anni, fin dalla sua istituzione formale avvenuta il 5 dicembre 1971. 
In realtà, nonostante si sia poi ritirato all’Oasi Betania, la sua creatura che si appresta a festeggiare i 30 anni di esistenza nella sua attuale versione ricettiva, è rimasto un punto di riferimento morale e materiale della comunità che abbraccia una parte della zona anfiteatro e tutto il rione Cappuccini. 
E’ diventato un po’ il nonno di tanti giovani che magari nemmeno lo conoscono, perché però è stato padre e maestro di molti di quei genitori che oggi sono persone adulte e inserite nella società a più livelli.
Dall’inizio del secolo si è già trovato almeno sei volte a celebrare messe funebri per altrettanti giovani che lui ha visto sostanzialmente nascere e battezzare, per poi accompagnarli nei rispettivi percorsi di avvicinamento agli altri principali sacramenti.
In ogni luttuoso appuntamento di questo tipo, viene chiamato sempre lui a celebrare il rito, e la chiesa in cui viene venerato anche San Ciro, protettore degli infermi, si riempie della sua voce tonante che spaventa chi non lo conosce ma resta un suono familiare per quanti sono cresciuti intorno a quelle strade e nei locali dell’oratorio sottostanti l’edificio sacro.

"Ogni volta è un dolore", ha sibilato anche sabato mattina mentre indossava i paramenti sacri prima della celebrazione eucaristica.
La tragica carrellata era iniziata il 14 settembre 2004 con la morte di Francesco Di Giovine, all’epoca 26enne, rimasto folgorato su un cantiere dove lavorava come operaio specializzato. 
L’11 aprile 2010 è invece il giorno in cui perse la vita Massimo De Palma, ciclista amatoriale di 37 anni che venne investito da un’auto durante una corsa che si stava svolgendo nel basso Salento, tra Salve e Pescoluse.
Poi è toccato a Patrizia Mastromatteo, mamma 34enne colpita da un malore che l’ha portata via nel giro di poche ore in quel tragico martedì del 6 novembre 2012.
Più recentemente, il 1° giugno 2021 era stato Nicola Morelli, di 47 anni, a morire a seguito di un banale incidente di moto che stava provando davanti alla sua abitazione.
E poi questo agosto ha riservato un doppio dolore: prima Vito Netti il 17, morto a Cesenatico mentre guidava la sua moto, e Luigia Boccamazzo che ha chiuso la tragica sestina, ferita aperta nei sentimenti di affetto verso le famiglie del quartiere, tutte molto conosciute e apprezzate.

r.z.

Monsignor Giovanni Mace

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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