07/09/2022 08:59:17

Numeri da circo per autorizzare il circo

Le acrobazie che in questi giorni i lucerini stanno ammirando sotto il tendone del circo Togni sono forse poca roba rispetto a quelle che la settimana scorsa sono state fatte al Comune per consentire l’allestimento dello spettacolo viaggiante in programma fino a domenica prossima. 

È stato scongiurato in extremis, infatti, praticamente pochissime ore prima del debutto delle 18 di venerdì, il secondo clamoroso flop estivo in termini di divertimento e intrattenimento, dopo quello del Luna Park che tante proteste e polemiche ha provocato. Ma se in quella occasione c’era una chiara volontà politica, che poi si è ritorta contro l’Amministrazione Pitta, in questo caso la gestione della vicenda è attribuibile totalmente alla tecnostruttura comunale.
Tutto è partito il 19 agosto quando è stata presentata l'istanza, ma da quel momento nessuno dagli uffici di Palazzo Mozzagrugno ha risposto alla famiglia Togni che nel frattempo è arrivata comunque a Lucera e ha inspiegabilmente cominciato a montare le sue strutture senza un documento (rilasciato quindi solo nel primissimo pomeriggio del giorno del primo spettacolo) di Palazzo Mozzagrugno che autorizzasse la permanenza, peraltro su un luogo privato e decisamente particolare. È stato lo stesso circo, infatti, a pubblicizzare l'eccezionalità della location, vale a dire Piazza Angelo Cuomo, di fatto davanti alla fortezza svevo-angioina dove da oltre un decennio nessuno ha messo piede per strutture di quello e altro genere. 
In buona sostanza, nessuno ha detto, scritto e fatto nulla fino al giorno prima dell’apertura al pubblico, quando poi sarebbero emerse delle criticità sollevate dall’ufficio tecnico, circostanza che ha fatto andare su tutte le furie Giuseppe Pitta. Le sue urla tra le stanze dello Sportello Unico per le Attività Produttive, che sorge nella palazzina della polizia municipale, si sono udite fino ai viali della Villa comunale, con il sindaco che ha chiesto conto al dirigente Pietro Savoia della conduzione amministrativa della procedura sulla quale era lui a rischio figuraccia.

Alla fine tutto si sarebbe risolto con una richiesta alla direzione circense di modificare alcune caratteristiche dell’allestimento, ma nel frattempo sono sorti un paio di interrogativi sulla vicenda: come è possibile aver autorizzato la presenza di una tale imponente struttura davanti al fossato del castello? La Soprintendenza è stata informata del totale oscuramento della visuale delle mura? 
Queste due domande girano soprattutto tra le fila della minoranza e tra i cultori di storia locale per una questione che in realtà si allarga anche a un altro aspetto di carattere politico e amministrativo: nel 2013 l’allora Giunta di Pasquale Dotoli aveva indicato un piazzale di proprietà dell’ente, in Viale Artigianato, come l’unico luogo temporaneo in grado di ospitare attrazioni o spettacoli viaggianti, in attesa della realizzazione di apposita area, in realtà mai avvenuta. Tuttavia, in questi giorni, proprio nel quartiere periferico di Pezza del Lago ha trovato spazio la carovana circense, con i mezzi adibiti ad abitazione e quelli di trasporto per attrezzature e animali che fanno la spola con Piazza Cuomo. Perché la famiglia Togni ha preferito fittare un terreno privato e non utilizzare l’area pubblica che quasi certamente sarebbe costata di meno anche in termini economici? Pare che tutto giri intorno alla quantità di spazio disponibile, ma questa situazione rischia di creare un precedente che si estende fino alle necessità avanzate di recente da un’altra famiglia storica (gli Alberini), la quale anche quest’anno non è riuscita a montare il Luna Park a Lucera nonostante le forti intenzioni e addirittura gli annunci trionfalistici dell’Amministrazione Pitta che lo aveva già annoverato come il “valore aggiunto” delle imminenti Feste patronali.

La carovana in sosta in Viale Artigianato

Alla fine di questa storia una cosa è certa: l’episodio ha fatto segnare una variazione di atteggiamento nei confronti del dirigente Pietro Savoia. Finora il suo operato è stato chiaramente difeso e protetto nonostante alcune critiche e qualche ostracismo interno allo stesso organico comunale, ancora di più a seguito dell’incendio doloso della sua auto avvenuto a fine giugno scorso, ma qualcosa deve essere cambiato. La gestione di alcune gare d’appalto è tornata di grande attualità dopo un numero di proroghe ormai diventato imbarazzante, e adesso tra i corridoi di Corso Garibaldi pare sia terminato il credito e la comprensione nei confronti dell’ingegnere di Fasano arrivato a metà dicembre, scelto con grande convinzione proprio da Pitta da una graduatoria specifica del Comune di Gravina e assunto a tempo indeterminato.

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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