23/09/2022 19:06:36

La 'solitudine' di Pitta si fa contagiosa

A dire la verità si sa già da diversi mesi che dopo le elezioni Politiche di domenica prossima la Giunta Pitta avrebbe necessariamente cambiato la sua composizione ancora una volta, la sesta, ma forse mai il sindaco si sarebbe aspettato di dover affrontare la questione quando le urne si devono ancora aprire. E invece le grane si stanno ammonticchiando una sull’altra per l’avvocato lucerino che è chiamato a risolvere di nuovo un rebus dopo essersi già cimentato in almeno un paio di occasioni, nel giro di soli due anni. E questo vale anche e soprattutto per la maggioranza che lo sostiene in Consiglio, costantemente a geometria variabile, senza che in effetti sia stato mai possibile individuare con certezza perimetro e componenti. 

Un nuovo scossone, manco a dirlo, è arrivato da Davide Colucci, consigliere comunale che in 24 mesi ha già detto e fatto tutto e il contrario di tutto: eletto nel Pd, poi auto-dichiarato indipendente con nel frattempo un grande attivismo no vax, poi entrato in maggioranza e infine qualche giorno fa, nel pieno della campagna elettorale che lo vede fortemente impegnato nella lista “Italia Sovrana e Popolare”, ha annunciato di voler uscire dello schieramento, senza definirsi né di maggioranza, né di minoranza.
Pare che tutto sia partito dal mancato sostegno ricevuto a livello istituzionale da nessuno dei suoi ormai ex alleati: “Sul fronte dell'Amministrazione ho trovato buio comprensibile e preventivato – ha scritto pubblicamente su Facebook evocando il titolo del libro “La solitudine dei numeri primi”  – e non avendo appendici (partito, presidenze, assessori o deleghe) viene spontanea una riflessione politica seria a livello comunale: d’ora in poi starò dalla parte dei soli. Il mio pensiero libero si manifesterà anche nelle decisioni, nelle votazioni e in ogni aspetto che interessa il mio mandato, e quindi valuterò ogni argomento e situazione solo sulla base della coscienza e non della appartenenza”.
Colucci era accreditato di formare un nuovo gruppo politico dopo le urne, magari esprimendo un assessore in Giunta, cosa finora non avvenuta, ma ancora una volta ha spiazzato tutti e ha provocato apprensione in Pitta che ha voluto subito vederci chiaro con un incontro personale che non sarebbe stato risolutivo. 

Ma ancora più concretamente, questa presa di posizione ha rappresentato un innesco per l’iniziativa di Rinnoviamo Lucera, il gruppo politico imbarcato in maggioranza a maggio 2021 dopo la fuoriuscita clamorosa e polemica di “Con” e “Agricoltori”, ma in realtà mai perfettamente aderente alla linea politica generale, con frequenti fibrillazioni per questioni di varia natura. 
E questo lo conferma un comunicato firmato dal responsabile Carlo Trommacco, il quale lancia una sorta di ultimatum a Pitta che è sempre numericamente in bilico, nonostante le rassicurazioni di facciata. Il gruppo esprime in assemblea Franco Ventrella e Giuseppe de Sabato e nell’esecutivo la parente di quest’ultimo, Antonella. 
Se dal punto di vista elettorale è stata annunciata libertà di voto per domenica prossima, la vera questione è la posizione assunta sul governo locale: “Abbiamo deciso all’unanimità di chiedere un incontro urgente con il sindaco e con tutte le forze e movimenti che fanno parte della coalizione – si legge nel documento - al fine di esaminare la situazione amministrativa e le più urgenti problematiche che affliggono la città, onde addivenire ad una rinnovata intesa che ponga al centro dell’azione politica anche le proposte che il nostro movimento ha presentato all’atto dell’accettazione della richiesta di entrare in maggioranza”.

Naturalmente, anche in questa occasione, Pitta sarà costretto a cercare puntelli nella minoranza, e un paio di nomi continuano a circolare con insistenza, anche sulla base delle recenti votazioni registrate in Consiglio comunale. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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