01/11/2022 17:03:47

Tutti gli indagati negano la tentata estorsione

Si professano tutti innocenti rispetto alle contestazioni di tentata estorsione i quattro indagati nell’inchiesta sulle presunte vessazioni operate ai danni di un imprenditore delle slot machine di Lucera.
Lo hanno detto davanti al gip Antonio Sicuranza che ieri mattina li ha interrogati dopo aver disposto le misure cautelari a loro carico.
Mario e Vincenzo Cenicola, rispettivamente di 48 e 37 anni e assistiti dagli avvocati Carlo Mari di Foggia e Bruno Vigilanti di Bari, sono stati arrestati e portati in cella venerdì scorso ma nel corso dell’audizione hanno respinto le accuse, ammettendo solo un’aggressione nei confronti della presunta vittima ma per questioni completamente diverse e legata a fatti di natura personale. Entrambi restano in carcere in attesa di un pronunciamento del tribunale del Riesame al quale i legali hanno preannunciato il ricorso.
Il loro cugino Antonio Cenicola, di 38 anni, ed Emanuele Testa di 34, difesi dall’avvocato Giacomo Grasso, hanno invece respinto ogni addebito, dichiarandosi completamente estranei ai fatti ipotizzati. Anche per loro è stato confermato quanto indicato dal giudice, cioè il divieto di dimora in città e di rimanere comunque a una distanza di almeno mille metri dalla persona offesa, ma anche il loro avvocato ha preannunciato il ricorso al Riesame. 

Il pubblico ministero aveva chiesto il carcere per tutti, e la procura seguiva da oltre un anno la complessa vicenda che in realtà è la seconda legata al settore degli apparecchi da intrattenimento in cui sarebbero confluiti gli interessi di tanti, compresi naturalmente quelli dell'ex socio di chi ha denunciato, il quale però non risulta indagato in questo procedimento. Nella prima occasione di novembre 2021 era rimasto coinvolto Michele Cenicola di 54 anni, accusato anch’egli di tentata estorsione per una questione molto simile ma ai danni di persona diversa, sebbene sempre operante nello stesso settore. L’uomo è cugino dei tre omonimi e il gip Sicuranza, in questa inchiesta, lo ritiene “rimanere sullo sfondo dell’attuale vicenda”, seppure non indagato. 

A ogni modo, quella che emerge è una brutta storia di dissidi a sfondo economico, visto che gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Viale Castello ritengono di aver ricostruito una condotta criminale in un quadro di agguerrita e asfissiante “delinquenza ambientale” attiva sul territorio lucerino da parte degli arrestati.
Il gip nella sua ordinanza ha subito inquadrato la questione in un tessuto sociale definito “difficile” e caratterizzato da un clima di “sofferente rassegnazione nelle vittime di fatti anche di allarmante gravità, per cui le condotte estorsive spesso non abbisognano di plateali gesti di intimidazione”.
Secondo gli investigatori, i quattro avrebbero fatto ricorso a violenza, minacce e l’utilizzo di armi improprie (nel pestaggio accertato dell’8 settembre 2021 sarebbero stati usati dei caschi), provocando lesioni personali all’imprenditore, tentando di costringerlo prima ad abbandonare la propria società, che deteneva al 50%, senza avanzare alcuna pretesa economica di liquidazione. Alla fine l’uomo ha dichiarato di aver ottenuto 80 mila euro, ritenuto circa un quinto di quanto gli sarebbe effettivamente spettato, circostanza che gli indagati avrebbero considerato comunque un affronto, poiché auto dichiaratosi soci della compagine iniziale. 
Nel 2019 l’imprenditore si è messo in proprio, ma successivamente ha riferito alle Fiamme gialle di aver ricevuto una richiesta di 300 euro mensili per poter continuare a detenere i propri apparecchi negli esercizi commerciali della città.
“Servono per chi sta in carcere” è la motivazione che sarebbe stata avanzata nell’occasione da autori, secondo gli inquirenti, di intimidazioni ambientali derivante dal proprio calibro criminale.
La presunta vittima delle vessazioni ha preannunciato di farsi assistere anche dalla Fondazione Buon Samaritano di Foggia e dalla Federazione delle Associazioni Antiracket. 

Red. 
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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